Neppure la notizia dell’intesa raggiunta con Moderna riesce a scaldare le azioni Recordati che, nell’ultima seduta settimanale di scambi, registrano un ribasso dello 0,4 per cento a 46,28 euro. Il titolo del gruppo farmaceutico non sta attraversando un buon momento: -4 per cento la performance nell’ultimo mese e grossomodo la stessa passività accumulata da inizio anno ma soprattutto -21 per cento il rosso messo in cassaforte su base annua.
Proprio da questa situazione, l’idea di investimento che, ne siamo certi, potrebbe aver sfiorato molti investitori questa mattina: sfruttare l’accordo con Moderna per entrare sul titolo.
Recordati–Moderna: i contenuti dell’accordo e il razionale industriale
Recordati ha annunciato nelle ultime ore il raggiungimento di un accordo strategico con Moderna per lo sviluppo e la futura commercializzazione globale di mRNA3927, un farmaco sperimentale basato su tecnologia mRNA e destinato al trattamento dell’acidemia propionica, una patologia rara di origine genetica. L’intesa rafforza il posizionamento di Recordati nel segmento delle malattie rare, ambito in cui il gruppo italiano dispone di una struttura commerciale consolidata e di competenze specifiche.
In base all’accordo, Moderna continuerà a guidare lo sviluppo clinico del candidato farmaco, lavorando in collaborazione con Recordati. Qualora il trattamento dovesse ottenere l’approvazione della FDA, sarebbe invece la società italiana a occuparsi della commercializzazione a livello mondiale, facendo leva sulla propria rete distributiva specializzata.
Dal punto di vista finanziario, Recordati verserà a Moderna 50 milioni di dollari upfront, con la possibilità di arrivare fino a 110 milioni complessivi al raggiungimento di determinate milestone di sviluppo e regolatorie nel breve termine. Moderna manterrà inoltre il diritto a ricevere ulteriori milestone legate alle performance commerciali e royalties progressive sulle vendite nette annue.
mRNA3927 e acidemia propionica: valore clinico e implicazioni future
Il farmaco oggetto dell’accordo, mRNA3927, è attualmente in fase di valutazione clinica e mira a ripristinare l’attività dell’enzima propionil-CoA carbossilasi nei pazienti affetti da acidemia propionica. Si tratta di una malattia rara ereditaria che si manifesta nei primi anni di vita e che, a causa di difetti enzimatici mitocondriali, provoca l’accumulo di metaboliti tossici con conseguenze gravi sull’equilibrio metabolico. Le opzioni terapeutiche oggi disponibili sono limitate e, nei casi più severi, includono anche il trapianto di fegato.
I primi dati clinici sul candidato mRNA3927 sono attesi entro la fine dell’anno e, in caso di esito positivo e successiva approvazione regolatoria, il trattamento potrebbe diventare la prima terapia in grado di modificare il decorso della patologia, andando oltre il semplice controllo dei sintomi.
Gli impatti dell’intesa su Recordati
Dal punto di vista economico, Recordati ha precisato che l’accordo non avrà un impatto significativo sull’Ebitda prima di un eventuale lancio del prodotto, sottolineando quindi un approccio prudente sul piano finanziario.
Detto questo, nel complesso, l’intesa con Moderna rappresenta un’operazione ad alto contenuto strategico: rischio clinico ancora presente, ma potenziale valore industriale rilevante nel medio-lungo periodo, coerente con la focalizzazione del gruppo italiano sulle malattie rare ad alto unmet medical need. E per quello che riguarda il presente? Qui parla l’andamento odierno del titolo che resta freddo nonostante il potenziale dell’accordo. Del resto appena pochi giorni fa gli analisti di Deutsche Bank avevano confermato il rating hold sul titolo con target price tagliato a 50 euro (comunque sempre sopra le attuali quotazioni).
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