La sfida globale sull’intelligenza artificiale è entrata nella sua fase più intensa e Nvidia vuole essere protagonista anche fuori dal mondo dei data center. Dal palco del CES 2026 di Las Vegas, l’amministratore delegato Jensen Huang ha lanciato un messaggio chiaro: l’AI sta diventando la nuova infrastruttura di base per ogni settore e la prossima frontiera sarà portarla direttamente “su strada”, dentro le automobili.
Nvidia punta sull’AI in auto: il progetto con Mercedes cambia lo scenario
Secondo Huang, la nuova corsa tecnologica non riguarda più soltanto chip e prestazioni pure, ma la capacità di fornire piattaforme complete per costruire applicazioni intelligenti. In questo contesto, Nvidia vuole affermarsi come fornitore di riferimento per lo sviluppo di soluzioni che permettano ai veicoli di prendere decisioni in autonomia.
Il cuore di questa strategia è la piattaforma Alpamayo, pensata per consentire alle aziende automotive di integrare sistemi di guida avanzata in grado di interpretare ciò che accade all’esterno e reagire senza input umano. L’obiettivo è rendere la macchina non solo “automatica”, ma realmente capace di ragionare, adattandosi alle condizioni del traffico e dell’ambiente circostante.
La prima vettura a sfruttare questa tecnologia sarà la Mercedes-Benz CLA, frutto di una collaborazione diretta con il gruppo tedesco. Nvidia non sta lavorando soltanto a un sistema che riceve dati dai sensori e comanda sterzo, freni e acceleratore, ma a una soluzione che valuta l’azione migliore da compiere prima ancora di eseguirla. Durante la presentazione è stato mostrato un esempio pratico con un veicolo in grado di muoversi con naturalezza nel traffico urbano di San Francisco, evidenziando l’ambizione di rendere l’AI sempre più “umana” nelle scelte e più fluida nella guida.
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Azioni Nvidia: perché il titolo sta scendendo e cosa sta indicando il mercato
Nonostante l’enorme attenzione mediatica generata dal CES e dall’accordo con Mercedes, nel breve periodo il titolo Nvidia sembra attraversare una fase di debolezza. Sul Nasdaq, le quotazioni hanno mostrato un’impostazione orientata al ribasso, anche se nella giornata di oggi l’andamento risulta caratterizzato da segno opposto (+2,09%).
Il punto chiave è che, dopo il massimo storico toccato il 29 ottobre in area 212,19 dollari, il trend si è invertito in modo netto. Da quel picco è partito un movimento ribassista rapido e prolungato, che ha trovato un primo vero freno soltanto a metà dicembre, in corrispondenza del supporto a 170,31 dollari (minimo del 17 dicembre).
Da quel livello il titolo aveva tentato una reazione, ma il rimbalzo si è fermato troppo presto: il massimo successivo, infatti, non è riuscito a superare 193,63 dollari (5 gennaio), lasciando spazio a una nuova ondata di vendite che ha riportato i prezzi verso i valori attuali.
Supporti e resistenze: il livello da monitorare è area 176 dollari
Un segnale tecnico importante è arrivato con la rottura al ribasso della media mobile giornaliera a 25 periodi, un elemento che spesso conferma la perdita di forza nel breve termine. Se la pressione in vendita dovesse continuare, il mercato potrebbe puntare al primo livello di sostegno rilevante intorno a 176 dollari, area che ora diventa un vero “punto spartiacque” per il titolo.
In questa fase, quindi, il grafico suggerisce prudenza: non basta una notizia forte come la partnership automotive per invertire immediatamente l’andamento se il sentiment di mercato resta orientato alla presa di profitto.
Strategia operativa: quando entrare long e quando valutare posizioni short
Dal punto di vista operativo, chi sta valutando un’entrata rialzista potrebbe attendere un segnale chiaro di recupero. L’idea più conservativa è considerare un ingresso long solo in caso di superamento di 184,46 dollari (al momento della stesura il titolo ha superato i 187 dollari), con un obiettivo naturale posizionato verso 193,63 dollari, cioè l’area dove in precedenza il titolo aveva già fallito la ripartenza.
Al contrario, l’impostazione ribassista resta attiva se viene violato nuovamente il minimo di 180,91 dollari. In quel caso, la proiezione più probabile porterebbe rapidamente verso il supporto successivo in area 176 dollari, un target ravvicinato ma coerente con la struttura attuale del movimento.
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Indicatori tecnici: Supertrend, Parabolic SAR, MACD e RSI confermano cautela
Osservando gli indicatori principali, il quadro resta coerente con una fase di debolezza:
- Il prezzo si trova sotto il Supertrend, segnale che spesso indica una prevalenza del trend ribassista nel breve.
- Il Parabolic SAR ha virato in negativo nella settimana precedente, rafforzando l’idea che il momentum sia ancora favorevole alle vendite.
- Il MACD ha effettuato l’incrocio con la linea Signal, fornendo un’ulteriore conferma della perdita di spinta rialzista.
- L’RSI è in zona neutra intorno a 44, quindi non segnala ipervenduto, ma mostra chiaramente che la forza relativa si è ridotta rispetto alle settimane precedenti.
In pratica, il titolo non è ancora in condizioni “estreme” che giustifichino automaticamente un rimbalzo forte: questo rende più probabile una fase di consolidamento o ulteriori discese prima di una vera ripartenza.
Cosa fare adesso con Nvidia: opportunità di lungo periodo, ma timing delicato
L’accordo con Mercedes e la spinta di Nvidia sul settore automotive AI rafforzano senza dubbio la narrativa di crescita dell’azienda, perché aprono un mercato enorme dove l’intelligenza artificiale diventerà un componente centrale. Tuttavia, sul piano del trading di breve periodo, il grafico suggerisce che il mercato stia ancora digerendo il precedente eccesso di rialzo.
Per chi guarda al lungo periodo, Nvidia resta uno dei nomi più forti del settore AI e semiconduttori, ma nel breve il timing d’ingresso è fondamentale: i livelli tecnici citati, in particolare 184,46 e 180,91, saranno decisivi per capire se il titolo sta iniziando a stabilizzarsi o se invece il mercato intende spingerlo verso il supporto in area 176 dollari.
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