Il broker migliora il rating di IAG, Lufthansa, Air France-KLM e Finnair puntando su un calo del prezzo del cherosene nel 2026. Ma avverte: il ritorno dei vettori del Golfo ridurrà i guadagni extra su cargo e passeggeri.
Le prospettive per le compagnie aeree europee potrebbero migliorare nei prossimi mesi. Barclays ha infatti rivisto al rialzo il giudizio su alcuni dei principali gruppi del settore, scommettendo su un progressivo calo del prezzo del carburante per aviazione una volta che le tensioni legate alla campagna militare sull’Iran inizieranno ad attenuarsi.
Il carburante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le compagnie aeree e negli ultimi mesi il mercato ha registrato livelli particolarmente elevati. Secondo gli analisti della banca britannica, tuttavia, la situazione potrebbe normalizzarsi nel corso del 2026, offrendo un margine di respiro ai bilanci del settore.
Barclays migliora il rating su quattro grandi gruppi europei
Nel nuovo report, Barclays ha rivisto le raccomandazioni su diverse compagnie aeree europee:
- International Airlines Group (IAG) passa da equal weight a overweight
- Air France-KLM, Lufthansa e Finnair salgono da underweight a equal weight
La revisione riflette la convinzione che l’attuale livello dei prezzi del cherosene sia destinato a ridimensionarsi con il graduale allentamento delle tensioni geopolitiche. Negli ultimi mesi, infatti, gli spread tra petrolio e carburante per aviazione hanno raggiunto livelli eccezionali, spingendo i costi di raffinazione quasi allo stesso valore della materia prima.
Secondo Barclays, proprio questa dinamica rappresenta uno dei fattori che potrebbero presto rientrare, riducendo la pressione sui conti delle compagnie.
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Le previsioni sul prezzo del cherosene nel 2026
Nel suo scenario principale, la banca prevede una progressiva discesa del prezzo del carburante nel corso dell’anno.
Le stime indicano:
- circa 950 dollari per tonnellata metrica nel primo trimestre 2026
- 1.000 dollari nel secondo trimestre
- un calo più marcato a 750 dollari nel terzo trimestre
- 730 dollari nel quarto trimestre
Nel medio periodo il prezzo potrebbe stabilizzarsi intorno ai 700 dollari per tonnellata, un livello considerato più vicino agli equilibri storici del mercato.
Gli analisti hanno però elaborato anche scenari alternativi. In uno scenario più negativo, i prezzi resterebbero elevati più a lungo, con valori attorno ai 940 dollari e 850 dollari nella seconda metà del 2026. In uno scenario più favorevole, invece, la fase di prezzi elevati si esaurirebbe già entro marzo, con un calo fino a circa 780 dollari nel secondo trimestre.
Le compagnie più esposte al costo del carburante
Il peso del carburante varia sensibilmente tra le diverse compagnie e può incidere in modo significativo sulla redditività. Barclays ha quindi stimato anche l’impatto sui risultati operativi nel caso di uno scenario di prezzi sfavorevole.
Tra i gruppi più vulnerabili emerge Wizz Air, che potrebbe vedere una riduzione dell’EBIT del 59% nell’esercizio 2026. Seguono Finnair, con un possibile calo del 36%, e Air France-KLM, con una flessione stimata del 19%.
Più solida invece la posizione di International Airlines Group, che secondo Barclays sarebbe il gruppo meno esposto, con un impatto stimato intorno al 7% sugli utili operativi.
Per quanto riguarda le valutazioni di mercato, la banca ha mantenuto il prezzo obiettivo su IAG a 4,40 sterline, rispetto alle 3,63 sterline registrate il 6 marzo, indicando un potenziale rendimento complessivo per gli azionisti vicino al 23%.
Il target su Lufthansa è stato rivisto leggermente al rialzo a 8 euro, mentre quello su Air France-KLM è stato ridotto a 10,30 euro. Per Finnair resta invariato a 2,80 euro.
Il ritorno dei vettori del Golfo cambia gli equilibri
Se da un lato il possibile calo del carburante rappresenta una buona notizia per il settore, dall’altro Barclays segnala che alcuni vantaggi temporanei stanno già svanendo.
Negli ultimi mesi, l’interruzione delle operazioni di diversi vettori del Golfo aveva favorito le compagnie europee, soprattutto su due fronti: il trasporto merci e le rotte passeggeri verso Asia e Africa.
Questo scenario però sta rapidamente cambiando. La compagnia Emirates ha annunciato la piena ripresa delle operazioni dal 6 marzo, segnale che il mercato sta tornando a una situazione di maggiore equilibrio.
Con il ritorno della capacità dei vettori del Golfo, Barclays si aspetta una riduzione della domanda sulle rotte alternative utilizzate dalle compagnie europee durante la fase di interruzione.
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Cargo aereo sotto pressione, ma più resiliente
Anche il mercato del cargo potrebbe risentire della normalizzazione del traffico. I cargo dei vettori del Golfo rappresentano infatti circa il 18% della flotta globale, e il loro ritorno sul mercato potrebbe portare a un allentamento dei ricavi unitari.
Secondo Barclays, tuttavia, il segmento cargo dovrebbe mostrare una maggiore resilienza rispetto al traffico passeggeri. I benefici registrati negli ultimi mesi potrebbero ridursi, ma con un impatto meno brusco rispetto alla domanda sulle rotte internazionali.
Gli altri titoli preferiti nel settore
Nel suo aggiornamento sul comparto aereo europeo, Barclays mantiene una visione positiva anche su altri vettori del continente. Tra i titoli con rating Overweight figurano Aegean Airlines, Norwegian, easyJet, Jet2, Ryanair, TUI e Wizz Air, con prezzi obiettivo aggiornati per riflettere il nuovo scenario dei costi energetici e della domanda.
Il vero rischio resta la domanda globale
Nonostante le prospettive più favorevoli sul fronte dei costi, Barclays invita a non sottovalutare i rischi legati alla domanda di viaggi. Il conflitto in Iran, infatti, potrebbe avere effetti indiretti sul traffico aereo globale.
Gli analisti segnalano in particolare due possibili fattori di pressione: un rallentamento della domanda internazionale in uscita dagli Stati Uniti e l’impatto dei prezzi energetici sui redditi disponibili dei consumatori.
Se questi elementi dovessero intensificarsi, potrebbero frenare la crescita del traffico aereo globale e limitare parte dei benefici derivanti dal calo del carburante.
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