Elezioni politiche in Italia, occhio allo spread. Ecco cosa può succedere secondo Natixis

simbolo euro e palazzo BCE di Francoforte

A vincere le elezioni politiche che si terranno il 25 settembre potrebbe essere, stando ai sondaggi, il centrodestra e in particolare il partito guidato da Giorgia Meloni. La coalizione che comprende anche Forza Italia e Lega viene data intorno al 46% nelle intezioni di voto.

Fratelli d’Italia, quanto meno sulla carta, è l’unico partito che è rimasto all’opposizione durante il governo di Mario Draghi, e questo naturalmente solleva le preoccupazioni degli investitori.

Mabrouk Chetouane, Head of Global Market Strategy, Natixis IM Solutions, ha analizzato il possibile impatto che un risultato delle elezioni politiche 2022 che vedesse uscire vincente la coalizione di centro destra potrebbe avere sullo spread, Next Generation EU e sulla volatilità dei mercati.

Non è da escludere infatti, nell’analisi di Chetouane, che Fratelli d’Italia finisca col creare problemi e ostacolare il dialogo con Bruxelles, soprattutot in una fase in cui la politica fiscale dell’Unione Europea è destinata a tornare al centro del dibattito.

L’Italia ha già ricevuto 25 miliardi di euro di sussidi dall’Europa

Chetouane ha ricordato che l’Italia ha già ricevuto 25 miliardi di euro di sussidi dalla Commissione Europea, cioè il 13% della dotazione complessiva destinata all’Italia nell’ambito del Next Generation EU. In ballo ci sono ancora 165 miliardi di euro, e l’Italia potrà incassarli solo con l’attuazione di riforme strutturali ritenute fondamentali per il rilancio dell’economia del Paese, e che dovranno essere inserite in una tabella di marcia di investimenti da poi attuare in modo sistematico.

Il rischio quindi, nell’analisi dell’esperto di Natixis IM Solutions, è che una eventuale contrapposizione tra il governo che si andrà ad insediare dopo le elezioni e l’Unione Europea finisca per compromettere l’accesso l’accesso alla restante parte delle risorse destinate all’Italia che complessivamente ha diritto a 191 miliardi di euro.

Uno scenario del genere andrebbe poi a determinare un ampliamento dello spread tra Btp e Bund, e questo porterebbe ad un nuovo aumento del rischio di frammentazione che la BCE che la BCE tenta di contrastare con interventi mirati.

Il risultato, secondo l’esperto, potrebbe essere un aumento delle pressioni sui tassi italiani nelle settimane che seguono la tornata elettorale, con effetti più o meno evidenti a seconda di quale sarà la maggioranza finale e dell’impostazione che questa maggioranza darà all’azione di governo.

Chetouane ritiene comunque che la Bce “abbia imparato dal passato”, e che quindi sia pronta ad affrontare questo scenario, e che sia quindi perfettamente in grado anche grazie al nuovo strumento anti-frammentazione denominato Tpi a fronteggiare qualsiasi forma di rischio sovrano.

In sintesi l’analisi di Natixis IM Solutions sembra inviare un messaggio in qualche modo rassicurante agli investitori, sulla scia di quello inviato dalla stessa Banca Centrale a luglio con l’annuncio del Tpi, che sembra garantire che “lo spread rimarrà sotto controllo” comunque vadano le elezioni politiche di domenica.

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