Carrello della spesa

Effetto inflazione: le famiglie riducono il carrello della spesa. Cosa sta succedendo?

L’inflazione è un fenomeno economico che comporta un aumento generale e sostenuto dei prezzi e impatta direttamente sulle abitudini di consumo e sulle dinamiche del mercato alimentare.

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Carrello della spesa

Uno degli impatti più immediati dell’inflazione sul mercato alimentare riguarda l’incremento dei costi di produzione. I produttori devono affrontare un aumento dei prezzi dei carburanti e delle attrezzature agricole che si riflette inevitabilmente sul costo di produzione dei prodotti alimentari. Questo si traduce in un maggior prezzo di vendita al consumatore finale.

I consumatori, a loro volta, si trovano ad affrontare l’effetto diretto dell’inflazione sui prodotti alimentari. Sebbene l’aumento dei costi di produzione possa inizialmente sembrare modesto, questi incrementi si accumulano lungo la catena di distribuzione, influenzando il prezzo finale nei supermercati. Ciò significa che, nel tempo, le famiglie potrebbero dover destinare una quota maggiore del proprio bilancio familiare per l’acquisto di alimenti.

L’inflazione può anche influenzare i modelli di consumo delle famiglie. I consumatori potrebbero optare per alternative più economiche o cercare prodotti in promozione. Ad esempio, potrebbero preferire prodotti locali o a marchio del distributore rispetto a quelli importati o a marchio noto, per risparmiare sui costi. Questo spostamento di preferenze può portare a un cambiamento nei volumi di vendita e nella domanda per determinati prodotti.

Inflazione: carrello della spesa ridotto

Lo studio sulle spese per consumi delle famiglie nel 2022 condotto dall’Istat ha evidenziato un comportamento preoccupante destinato a far fronte all’andamento dell’inflazione: un numero sempre maggiore di famiglie sta cercando modi per risparmiare anche sulla spesa alimentare.

Cresce la percentuale di coloro che dichiarano di aver limitato la spesa sia in quantità che in qualità rispetto all’anno precedente. In particolare, il cibo (passato dal 24,4% al 29,5%), le bevande (passato dal 29,6% al 33,3%) e i beni e servizi per la cura e l’igiene personale (andato dal 31,7% al 35,6%)  sono le voci di spesa su cui le famiglie sembrano aver concentrato i loro sforzi di contenimento.

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Supermercato

Qual è la differenza con il passato?

L’anno precedente, l’aumento dei costi aveva “tagliato” significativamente la spesa per abbigliamento e calzature delle famiglie. Questo contrapposto a periodi passati in cui erano a essere ridotti erano i budget destinati a viaggi e vacanze.

Prima di adesso, l’inflazione non era riuscita a scalfire il carrello della spesa. A tal proposito, l’Istat ha calcolato che la spesa media mensile per consumi delle famiglie è stata di 2.625 euro nel 2022, registrando una crescita del 8,7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, considerando l’effetto dell’inflazione a +8,7%, l’incremento è praticamente nullo in quanto si è verificata una diminuzione del 2,5% della spesa equivalente per le famiglie con redditi più bassi mentre cresce dell’1,8 % per le famiglie con più possibilità.

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