Green Pass: la Lega vota con Fratelli d'Italia contro l'obbligo per bar e ristoranti, governo Draghi rischia?

Green Pass: la Lega vota con Fratelli d'Italia contro l'obbligo per bar e ristoranti, governo Draghi rischia?

La Lega ritira gli emendamenti ed evita il voto di fiducia sul Governo ma appoggia quelli di FdI. Salvini però assicura: "il governo non rischia"

Sulla questione Green Pass la Lega aveva espresso delle opinioni in netto contrasto con la linea politica del resto della maggioranza, ed era proprio per questo che aveva presentato una lunga serie di emendamenti al decreto sul Green Pass che avrebbe costretto l'esecutivo a porre la questione di fiducia.

Il rischio, se di rischio si potesse effettivamente parlare, è però sfumato nel momento in cui il Carroccio ha ritirato tutti gli emendamenti affermando però al contempo che avrebbe eventualmente appoggiato quelli presentati dall'opposizione, cioè da Fratelli d'Italia.

E così effettivamente è stato in quanto sull'estensione del Green Pass la Lega ha votato insieme a Fratelli d'Italia alcuni emendamenti coi quali si chiedeva di fare marcia indietro sull'obbligo per accedere a bar e ristoranti.

"Certo la Lega voterà alcuni emendamenti di Fratelli d'Italia al decreto sul Green Pass in discussione alla Camera" aveva infatti assicurato Matteo Salvini, assicurando al tempo stesso che per la tenuta del governo di Mario Draghi ci sarebbero stati "zero" rischi.

Ed è proprio questo infatti l'unico motivo per cui la Lega ha votato gli emendamenti del partito di Giorgia Meloni. Se ci fosse stato effettivamente il rischio che il governo Draghi fosse messo in difficoltà, il Carroccio avrebbe preso tutt'altra posizione.

A dare al voto della Lega a favore di un emendamento di FdI un significato politico più grande di quello che in realtà ha troviamo invece il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio che ha commentato dicendo: "dobbiamo essere preoccupati per la stabilità del governo Draghi".

Nel corso della trasmissione In Onda su La7, Di Maio ha anche parlato di "fibrillazione nel governo che impensierisce il percorso" ricordando poi che il governo dell'ex presidente della Bce è "nato per completare la campagna vaccinale e spendere i 230 miliardi di euro del piano nazionale europeo di ripresa e resilienza".

Di Maio ha anche aggiunto poi: "la mia impressione è che la Lega è combattuta tra inseguire la Meloni e Fratelli d'Italia o la linea del governo e il bene del Paese".

A rassicurare Di Maio però ci ha pensato lo stesso leader leghista ma a qualcuno nel Pd non basta sapere che la stabilità dell'attuale esecutivo non è neppure lontanamente a rischio. "'Il governo non rischia' dice Salvini. Rischia la coerenza che in politica conta" puntualizza infatti Emanuele Fiano, deputato del Partito democratico. 

"Se un partito sta in un governo e i suoi ministri votano a favore di un decreto che viene approvato all'unanimità, c'è un problema di coerenza" dice ancora il deputato dem "si possono avere opinioni diverse ma non su un passaggio così decisivo come la scelta di mettere il Green Pass".

E ancora "fuori di qui si chiedono se c'è una maggioranza di governo coerente oppure no. Stare in maggioranza non è un gioco. O da una parte o dall'altra".

La decisione della Lega votare a favore dell'emendamento di FdI non è andata giù nemmeno al capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle Davide Crippa. "Dovete chiarire agli italiani da che parte state" è arrivato a dire il deputato M5s "non potete da un lato votare con l'opposizione per becero tornaconto elettorale e dall'altro raccontare che il Green Pass è da migliorare".

"Avete votato il soppressivo del Green Pass, non un miglioramento di fatto disconoscendo la linea che il governo ha portato in consiglio dei ministri e che i ministri della Lega hanno votato. È la Lega di Salvini o la Lega di Giorgetti? Qualcuno ce lo può spiegare?" conclude Crippa.

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