La Germania verso la leadership mondiale dell’idrogeno con un investimento di 9 miliardi di euro

La Germania sta compiendo un importante passo nel percorso verso la decarbonizzazione dell’economia, approvando una strategia nazionale che porta il Paese verso l’idrogeno (H2) riducendo quindi le emissioni di CO2 nel momento in cui verrà progressivamente ridimensionato l’uso di carbone e nucleare nell’ottica di una green economy.

Il Governo di Berlino quindi va verso la costruzione di una capacità di elettrolisi di 5.000 megawatt (MW) entro il 2030, che diventeranno 10.000 MW entro il 2040. In questo modo la Germania diverrà il primo fornitore al mondo di questo tipo di energia pulita.

Come funziona in sostanza il processo dell’elettrolisi? Si tratta di un processo senza anidride carbonica, se viene alimentato da elettricità rinnovabile, che permette di estrarre l’idrogeno “verde” dall’acqua.

La scorsa settimana in Germania il governo ha annunciato il pacchetto di stimolo economico. Si tratta di un pacchetto del valore di circa 9 miliardi di euro per la produzione di idrogeno, 2 miliardi dei quali serviranno per le partnership internazionali per l’approvvigionamento.

Il combustibile alternativo su cui sta puntando la Germania dovrà gradualmente sostituire l’energia fossile insieme all’energia eolica e solare, e potrà essere utilizzato nel settore del riscaldamento e dei trasporti, in particolare per lo spostamento di beni pesanti e per l’aviazione.

Il ministro dell’Economia, Peter Altmeier, ha dichiarato: “il nostro Paese ambisce a diventare leader nel settore dell’idrogeno come fece vent’anni fa con le energie rinnovabili e questo potrebbe diventare un business cruciale per i nostri esportatori”.

La Germania ha deciso quindi di incrementare la capacità produttiva di energia rinnovabile, perché in questo modo si assicura l’accesso ad ampie risorse da utilizzare come materia prima per produrre proprio l’idrogeno verde.

Nei prossimi anni la Germania mira a sbarazzarsi del cosiddetto “grigio” vale a dire l’idrogeno fossile, che è ricavato dal gas naturale, per puntare con maggior decisione verso la carbon neutrality. Secondo le stime riportate da IlSole24Ore, “la Germania consuma ogni anno 55TWh di idrogeno ad alta intensità di CO2 nei processi utilizzati, tra l’altro, nell’industria energetica, siderurgica, chimica e dei fertilizzanti”.

I prodotti a idrogeno verde possono essere di diversa origine, tra cui l’idrogeno ricavato dall’utilizzo di energia rinnovabile attraverso l’elettrolisi appunto, oppure il metano sintetico che viene ricavato da H2 di nuova produzione o immagazzinato. Inoltre ci si può servire del biometano ricavato da colture fermentate, assegnando a questa fonte un ruolo complementare.

Al momento, per questi prodotti sussiste ancora un problema di competitività nel mercato, e questo per via di costi di produzione che attualmente sono ancora troppo elevati, anche a causa del fatto che nel ciclo di produzione si verificano grandi perdite di energia, e per via di alcuni non trascurabili ostacoli legislativi.

La strategia che la Germania sta adottando punta infatti a rimuovere questi ostacoli legislativi, riducendo allo stesso tempo i costi. Il Governo ribadisce che solo l’idrogeno “verde” è realmente sostenibile, ma per il periodo di transizione verso questa nuova fonte green, non si può che continuare a puntare sul gas naturale.

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