Vaccini a mRNA, prevengono il contagio oltre che l’insorgenza di sintomi

Un nuovo studio americano ha evidenziato che i vaccini a mRNA prodotti da Pfizer-BioNTech e Moderna forniscono un’elevata protezione non solo dall’insorgenza di sintomi legati all’infezione da Covid-19, ma anche dal contagio dello stesso.

Lo studio è stato condotto dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) su oltre 3.900 medici, infermieri e altri lavoratori essenziali vaccinati negli Usa e che sono poi stati monitorati per 13 settimane, da metà dicembre circa fino a metà marzo, periodo in cui erano già in circolazione le varianti del coronavirus.

Questa è la prima analisi aericana ed essere condotta “nel mondo reale“, vale a dire al di fuori delle condizioni controllate tipiche delle sperimentazioni cliniche, ed è risultata essere perfettamente in linea con altre analisi simili condotte in Israele e nel Regno Unito.

I risultati dei CDC hanno sottolineato che per sviluppare degli anticorpi protettivi devono passare almeno due settimane dalla somministrazione di ciascuna dose. Per questo motivo vengono definiti “parzialmente vaccinati” i soggetti che hanno ricevutola prima dose da almeno una settimana e “completamente vaccinati” quelli che invece hanno ricevuto la seconda dose da almeno due settimane.

I dati ottenuti “nel mondo reale” sono unque in linea con quelli ottenuti durante la fase di sperimentazione per entrambi i vaccini. Quei test clinici avevano valutato l’efficacia dei campioni nel prevenire l’insorgenza della malattia causata dal Covid-19, e quindi la comparsa di sintomi, mentre lo studio condotto dai CDC è mirato a valutare l’efficacia dei due vaccini nel prevenire tutti i tipi di infezione, comprese quindi quelle asintomatiche.

Lo studio prevedeva infatti che ogni soggetto di sottoponesse, almeno una volta a settimana, a un tampone nasale fai-da-te, indipendentemente dall’insorgenza di sintomi legati all’infezione. Per avere un quadro più dettagliato poi, i ricercatori hanno analizzato anche gli esiti del tampone e la correlazione con eventuali segni di malattia, come perdita di gusto e olfatto, diarrea, tosse e febbre.

I risultati hanno evidenziato che raramente il contagio è stato trasmesso da asintomatici. Infatti solo il 10,7% delle infezioni rilevate era senza sintomi, mentre oltre la metà (58%) dei contagi è stata diagnosticata prima ancora dell’insorgenza di sintomi.

In media sono stati registrati:

  • 0,04 casi di positività al giorno ogni mille persone totalmente vaccinate (che hanno cioè ricevuto entrambe le dosi di vaccino);
  • 0,19 infezioni al giorno ogni mille persone parzialmente vaccinate (che hanno ricevuto una sola dose di vaccino).

Si tratta dunque di dati decisamente più bassi rispetto alla media registrata tra persone non vaccinate, che è di 1,38. Inoltre la riduzione del rischio di contagio dell’80% risulta essere in linea con i risultati ottenuti da studi analoghi nel Regno Unito e Israele, i quali hanno dimostrato un’efficacia (rispettivamente) del 70% e 60%.

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