Nucleare, nuovo record per l’impianto JET: prodotti 59 Megajoule

Lo Joint European Torus (JET), il reattore europeo a fusione nucleare, è riuscito a raggiungere una produzione di energia pari a 59 Megajoule nel corso di una recente serie di esperimenti.

Si tratta di un risultato importante per il reattore europeo e per la strategia su cui ha deciso di puntare il Vecchio Continente per arrivare a tagliare l’obiettivo della fusione nucleare autosostenuta già nei prossimi anni.

Costanza Maggi, ricercatrice del consorzio EUROfusion, durante la conferenza stampa organizzata per annunciare i risultati ottenuti dal JET, ha affermato: “il record di oggi è un passo entusiasmante verso l’energia nucleare da fusione”.

Lo Joint European Torus è un impianto sperimentale di fusione nucleare in grado di sfruttare la reazione che avviene tra deuterio e trizio, due isotopi dell’idrogeno. Durante l’esperimento sono stati infatti rilasciati ben 59 megajoule di energia durante una fase di 5 secondi di una scarica di plasma.

Il record precedente segnato sempre da JET risale al 1997 ed era di 21,7 megajoule. Durante l’ultimo esperimento JET ha raggiunto una potenza di fusione media, ossia energia prodotta per secondo, di circa 11 megawatt. L’impianto JET si trova presso la UK Atomic Energy Authority (UKAEA), a pochi chilometri da Oxford, e il suo scopo principale è quello di individuare le basi, i rischi e il “know-how” che serviranno poi per la realizzazione dell’International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER).

Quest’ultimo impianto è ancora in fase di costruzione ed è situato nel sud della Francia, e dovrebbe rilasciare una quantità di energia fino a dieci volte superiore rispetto a quella fornita dall’impianto JET.

Maggi ha poi aggiunto: “l’impianto JET è in grado di generare plasmi che raggiungono temperature di 150 milioni di gradi Celsius, 10 volte la temperatura al centro del Sole. Grazie a JET abbiamo dimostrato la validità delle previsioni che avevamo effettuato”. La centrale è stata realizzata con un metodo del tutto innovativo, in grado di portare il plasma a temperature utili alla fusione nucleare.

Fernanda Rimini, del Culham Centre for Fusion Energy, ha affermato: “JET è l’unico tokamak in funzione nel mondo ad usare come combustibile il mix di deuterio e trizio. Abbiamo increentato la capacità di individuare i meccanismi utili alla diagnostica, in modo da sapere cosa accade nel plasma e fornire interpretazioni e previsioni più accurate”.

“Questo risultato è davvero importante nell’ambito della fusione nucleare. In un futuro sempre più alla nostra portata, potremmo essere in grado di ottenere abbastanza energia per eliminare la dipendenza da combustibili fossili“.

Lo scopo di ITER, infatti, sarà proprio quello di dimostrare la fattibilità tecnica e scientifica dell’energia da fusione. Rimini ha poi aggiunto che “aver ottenuto 59 megajoule di energia costituisce un risultato pienamente in linea con le previsioni teoriche. Ciò conferma le motivazioni alla base del progetto ITER per garantire energia sicura, sostenibile e a bassa emissione di CO2“.

“Per ITER si mira ad attivare la prima centrale a fusione termonucleare al mondo nel 2025 e di avviare le centrali commerciali nel 2035, dopo 10 anni di test. E’ un obiettivo davvero ambizioso, ma siamo fiduciosi e confidiamo di riuscire nell’impresa”.

La scienziata ha poi commentato gli attuali ostacoli dell’impiante JET e ha spiegato che una delle principali difficoltà riguarda le pareti di metallo, che necessitano di continue azioni di raffreddamento a causa delle elevate temperature che si raggiungono durante il procello.

“Il limite dei 5 secondi è dovuto principalmente a questo, ma una volta superata questa difficoltà confidiamo di poter aumentare l’efficienza dell’impianto”, ha sottolineato Rimini.

Bernard Biot, direttore generale di ITER, ha commentato: “un processo di reazione di fusione in deuterio e trizio, sostenuto a questo livello di potenza, prossima alla scala industriale, rappresenta una clamorosa conferma per tutti coloro che sono impegnati nella ricerca sulla fusione a livello globale. Per il progetto ITER, i risultato ottenuti con JET sono un forte elemento di fiducia nel fatto che siamo sulla strada giusta nel percorso verso la dimostrazione della piena potenza di fusione“.

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