Terna, la siccità frena le rinnovabili italiane ma il fotovoltaico registra nuovi record

Pannelli fotovoltaici su un prato

Terna ha aggiornato i dati sul sistema elettrico nazionale, fornendo i valori relativi al consumo e alla produzione di luglio 2022. Il gestore della rete di trasmissione ha riferito che lo scorso mese la richiesta di energia elettrica ha segnato un nuovo aumento sul trend annuale, con un fabbisogno di 31.086 GWh rispetto ai 27.919 GWh di giugno dello stesso anno.

Le fonti fossili hanno coperto più della metà della domanda, e questo anche a causa della forte diminuzione della produzione rinnovabile italiana. La forte siccità di quest’anno, infatti, ha avuto delle gravi ripercussioni sul settore dell’idroelettrico, azzerando quasi del tutto il suo apporto sul mix energetico nazionale.

Inoltre a questo si aggiunge il fatto che durante il mese di luglio anche il settore dell’eolico e quello geotermico hanno ridotto la loro produzione. Il fotovoltaico, invece, ha registrato un notevole aumento della produzione.

La generazione elettrica solare, infatti, ha raggiunto i 3.523 GWh mensili, segnando così un più 19,7% rispetto ai dati relativi allo stesso mese dell’anno precedente (luglio 2021). Per questo motivo Terna parla di “valori da record”, che già da soli hanno rappresentato circa il 36% della generazione rinnovabile italiana totale.

Purtroppo per il settore dell’idroelettrico è stato confermato il trend in discesa del mese precedente. Infatti con soli 3.575 GWh prodotti, il settore mostra una diminuzione del 32,1% rispetto a luglio 2021. Anche le produzioni da fonti eoliche e geotermiche hanno subito una fortissima riduzione, segnando rispettivamente un calo del 27,2% e del 3,4% rispetto all’anno precedente.

Nonostante i valori record segnati dal fotovoltaico, questo non è bastato per far fronte alla diminuzione della produzione registrata dalle altre fer e per questo motivo la produzione verde nazionale ha cominciato a diminuire lo scorso mese.

Quindi lo scorso mese le rinnovabili italiane sono state in grado di fornire solamente il 37,6% della produzione elettrica nazionale, che risulta sufficiente per coprire solo il 31,7% dei consumi della popolazione italiana.

Il resto della domanda elettrica è stata coperta per il 53,1% dalla produzione fossile e per il 15,2% dal saldo estero. Inoltre, per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione registrata è pari ad un aumento del 7,8%, con una crescita dell’import (che ha registrato un aumento del 6,7%) e una diminuzione dell’export (con una riduzione del 14,3%).

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