Il 2025 si chiude come uno degli anni più complessi per Kering, travolto dal crollo del suo marchio simbolo e da una brusca inversione di rotta nei risultati finanziari. Il gruppo del lusso francese archivia l’esercizio con una perdita netta, dopo l’utile miliardario registrato l’anno precedente, mentre Gucci subisce un ridimensionamento profondo che pesa su tutta la struttura industriale.
Gucci frena bruscamente e trascina giù i conti del gruppo
Il rallentamento della domanda globale, unito a una fase di transizione creativa, ha colpito duramente Gucci. I ricavi del marchio sono scesi del 22%, passando da 7,65 a 5,99 miliardi di euro, confermandosi comunque il pilastro del gruppo con circa il 41% del fatturato complessivo. Anche l’ultimo trimestre dell’anno ha mostrato segnali negativi, con un calo comparabile vicino al 10%.
A livello consolidato, Kering ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 14,68 miliardi di euro, in flessione del 13% su base annua. Il quarto trimestre ha registrato un’ulteriore contrazione del 9%, segnale di una debolezza non ancora superata.
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Margini sotto pressione e risultato netto in negativo
Il deterioramento dei volumi si è riflesso direttamente sulla redditività. Il reddito operativo ricorrente del gruppo è sceso del 33% a 1,63 miliardi, con un margine operativo ridotto all’11,1%, rispetto al 14,5% dell’anno precedente.
Ancora più marcato l’impatto su Gucci:
- reddito operativo ricorrente in calo del 40%
- margine sceso al 16,1%, con una perdita di quasi cinque punti percentuali
Il risultato finale fotografa la difficoltà del momento: perdita netta di 29 milioni di euro dalle attività continuative, contro un utile di 1,03 miliardi nel 2024. L’utile netto ricorrente si è fermato a 532 milioni, in calo del 56%.
La risposta del management e il cambio di rotta strategico
Secondo l’amministratore delegato Luca de Meo, i risultati del 2025 non rispecchiano il reale potenziale del gruppo. Il management ha annunciato che durante il Capital Markets Day del 16 aprile verrà presentata una nuova roadmap strategica, con obiettivi chiari:
- rafforzamento del posizionamento dei marchi
- rilancio delle vendite
- ricostruzione dei margini
- maggiore generazione di cassa
Rivoluzione creativa: Gucci e Balenciaga cambiano volto
Nel tentativo di rilanciare Gucci, Kering ha operato un cambio netto alla direzione creativa. A febbraio 2025 è stato interrotto il rapporto con Sabato De Sarno, mentre a marzo è arrivata la nomina di Demna come nuovo direttore artistico.
A cascata, Pierpaolo Piccioli ha assunto la guida creativa di Balenciaga a maggio. Una fase di transizione delicata, coincisa con un trimestre ancora debole per Gucci, ma considerata centrale per il rilancio di medio periodo.
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Bottega Veneta resiste, Saint Laurent rallenta
Non tutti i marchi del gruppo hanno seguito la stessa traiettoria negativa. Bottega Veneta ha chiuso l’anno con ricavi in crescita del 3% su base comparabile, raggiungendo 1,71 miliardi di euro. Il quarto trimestre è stato il migliore di sempre e il margine operativo è salito al 15,6%.
Situazione più complessa per Yves Saint Laurent, che ha registrato un calo del 6% a 2,64 miliardi, pur mostrando segnali di stabilizzazione negli ultimi mesi dell’anno. Il marchio è riuscito a difendere un margine operativo del 20% grazie a un attento controllo dei costi.
Other Houses in difficoltà, pesa la ristrutturazione
Il segmento “Other Houses”, che include anche Alexander McQueen, ha riportato una perdita operativa ricorrente di 112 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto al 2024. Balenciaga ha mostrato un ritorno alla crescita nel quarto trimestre, mentre Alexander McQueen prosegue un percorso di riorganizzazione interna.
Cassa, debito e dividendi: cosa cambia per gli azionisti
Sul fronte finanziario, il free cash flow operativo ha raggiunto 4,40 miliardi di euro, sostenuto però da 2,11 miliardi derivanti dalla vendita di immobili a Parigi, New York e Tokyo. Al netto di queste operazioni straordinarie, la generazione di cassa è scesa a 2,29 miliardi, con un calo del 35%.
Il debito netto si è ridotto a 8 miliardi di euro, rispetto ai 10,5 miliardi dell’anno precedente. Il consiglio di amministrazione ha proposto:
- dividendo ordinario di 3 euro per azione
- dividendo straordinario di 1 euro per azione, legato alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal per 4 miliardi di euro, operazione attesa nella prima metà del 2026
Il 2025 segna quindi un punto di svolta per Kering: tra difficoltà operative, cambi creativi e nuove strategie, il gruppo è chiamato a dimostrare se il rilancio promesso potrà tradursi in una reale inversione di tendenza.
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