Dopo anni di forte turbolenza dovuti alla crisi energetica europea, Uniper compie un passo simbolicamente importante verso la normalizzazione. Il gruppo energetico tedesco ha annunciato l’intenzione di riprendere la distribuzione dei dividendi, sospesa negli ultimi quattro anni, segnando una fase di maggiore solidità finanziaria mentre il governo tedesco prepara la progressiva uscita dal capitale della società.
La società, oggi ancora controllata dallo Stato, ha proposto un dividendo pari a 0,72 euro per azione relativo all’esercizio 2025. L’ultimo pagamento agli azionisti risaliva al 2021, prima che la crisi energetica costringesse il gruppo a un intervento straordinario di salvataggio pubblico.
Secondo l’amministratore delegato Michael Lewis, il ritorno alla distribuzione degli utili rappresenta un segnale chiaro per i mercati finanziari.
“Il ripristino dei dividendi dimostra la rinnovata stabilità finanziaria di Uniper ed è un elemento fondamentale per la sostenibilità dell’azienda sui mercati dei capitali”, ha spiegato il CEO. Lewis ha inoltre sottolineato come, dopo l’intervento della Germania, il gruppo abbia lavorato per ridurre i rischi operativi, rafforzare il proprio portafoglio energetico e costruire basi finanziarie solide per il futuro.
Risultati 2025 in linea con gli obiettivi
Il bilancio 2025 conferma il percorso di recupero dell’utility energetica. Nel corso dell’anno Uniper ha registrato:
- EBITDA rettificato pari a 1,1 miliardi di euro
- utile netto rettificato di 544 milioni di euro
I risultati sono in linea con i target finanziari fissati dal gruppo e rappresentano un passaggio chiave nel processo di stabilizzazione dopo la crisi che aveva colpito l’intero settore energetico europeo.
Guardando avanti, la società ha indicato previsioni prudenti ma positive. Per il 2026 Uniper stima un utile operativo rettificato compreso tra 1 e 1,3 miliardi di euro, mentre l’utile netto rettificato dovrebbe collocarsi tra 350 e 600 milioni di euro.
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Dal salvataggio statale al ritorno sul mercato
La storia recente di Uniper è strettamente legata alla crisi energetica del 2022. L’azienda, uno dei principali operatori energetici tedeschi, fu travolta dall’interruzione delle forniture di gas russo e dalle forti oscillazioni dei prezzi dell’energia. Per evitare il collasso della società e garantire la sicurezza energetica del Paese, il governo tedesco intervenne con un maxi piano di salvataggio che portò alla nazionalizzazione di fatto della compagnia.
L’operazione lasciò Berlino con il 99,12% del capitale, trasformando temporaneamente Uniper in una società quasi interamente pubblica. Tra le condizioni del sostegno statale vi era anche la sospensione della distribuzione dei dividendi agli azionisti.
Questa limitazione è stata revocata alla fine del 2025, aprendo la strada al ritorno della società a una gestione più orientata al mercato.
Il piano della Germania per ridurre la partecipazione
Parallelamente al miglioramento dei conti, il governo tedesco sta lavorando a una strategia per ridurre gradualmente la propria quota nel gruppo energetico. Le opzioni allo studio includono una nuova quotazione in borsa o la vendita di una parte delle azioni a investitori privati.
Il percorso è però scandito da precise regole europee. In base alle condizioni imposte dalla Commissione UE per autorizzare il salvataggio pubblico, la Germania dovrà ridurre la propria partecipazione al 25% più un’azione entro il 2028.
Il ritorno dei dividendi rappresenta quindi non solo un segnale di ripresa finanziaria per Uniper, ma anche un passaggio strategico verso la futura privatizzazione e il pieno ritorno della società sui mercati dei capitali.
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