Nell’ultima sessione settimanale di Piazza Affari le azioni Banca Mediolanum si stanno muovendo senza direzione con i prezzi stabili sotto la soglia dei 20 euro. Tutto ciò nel giorno in cui il gruppo ha comunicato dati commerciali record per il 2025. Una reazione apparentemente tiepida che va però letta nel contesto di una performance borsistica già molto robusta: il titolo ha guadagnato circa il 9 per cento nell’ultimo mese e addirittura il 63per cento su base annua. In altre parole, una parte significativa delle buone notizie sembra essere già stata incorporata nelle valutazioni.
I numeri diffusi dalla quotata del risparmio gestito hanno fotografato un esercizio particolarmente solido. Nel solo mese di dicembre la raccolta netta totale ha raggiunto 1,24 miliardi di euro, contribuendo a portare il dato dell’intero 2025 a 11,64 miliardi, nuovo massimo storico e in crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente. Ancora più rilevante, in ottica di qualità dei ricavi, è il dato sulla raccolta nel risparmio gestito: 885 milioni a dicembre e 9,06 miliardi sull’intero anno, con un incremento significativo rispetto al record già elevato del 2024. Si tratta di flussi ad alto valore aggiunto, che rafforzano la visibilità sugli utili futuri e la sostenibilità della redditività.
Qualità dei flussi e leva operativa: il cuore della storia
Dal punto di vista industriale, la composizione della raccolta conferma la forza del modello Mediolanum. La centralità del risparmio gestito, unita alla crescita dei nuovi finanziamenti, 399 milioni nel solo dicembre e quasi 4 miliardi nell’intero 2025, è la dimostrazione di una relazione con la clientela sempre più profonda e diversificata. Anche il comparto assicurativo contribuisce in modo stabile, con premi sulle polizze protezione che hanno raggiunto 246 milioni nell’anno.
Un elemento particolarmente rilevante per gli investitori è il contributo delle performance fees. Grazie all’andamento favorevole dei mercati e alla qualità della gestione, il gruppo stima un apporto complessivo di circa 256 milioni di euro per il 2025. Di questi, poco più di 63 milioni sono già stati contabilizzati nei primi nove mesi, mentre la quota più consistente, circa 193 milioni, confluirà nei conti del quarto trimestre. Questo dato rafforza la visibilità sull’utile netto e spiega in parte l’interesse del mercato per il titolo nel corso dell’ultimo anno.
Sul fronte fiscale, il 2025 ha beneficiato anche di un effetto una tantum positivo legato al recupero di imposte IRAP versate negli anni precedenti, per oltre 140 milioni, oltre a minori imposte correnti per l’esercizio. A bilanciare parzialmente questo effetto, è previsto un esborso legato all’affrancamento della riserva sugli extraprofitti, introdotta nel 2023. Nel complesso, tuttavia, l’impatto netto resta favorevole e migliora ulteriormente la generazione di capitale.
Perché le azioni Banca Mediolanum non reagiscono: la possibile lettura
La mancanza di una reazione positiva in borsa non va interpretata come un segnale di debolezza, ma come una sorta presa di atto delle valutazioni attuali. Dopo un rialzo del 63 per cento in dodici mesi, Mediolanum tratta su multipli che riflettono già uno scenario di elevata redditività e continuità dei flussi. In questo contesto, il mercato tende a premiare solo sorprese ulteriori o indicazioni prospettiche particolarmente aggressive, più che la conferma di un trend già noto.
Lato investitore, la dinamica attuale sembra suggerire due chiavi di lettura. Da un lato, il titolo appare supportato da fondamentali molto solidi: raccolta record, elevata incidenza del gestito, forte contributo commissionali e visibilità sugli utili. Dall’altro, dopo una corsa così marcata, è fisiologico assistere a una fase di consolidamento dei prezzi. Eventuali fasi di debolezza potrebbero quindi essere lette come opportunità tattiche, soprattutto per chi guarda al 2026 con un orizzonte di medio-lungo periodo.
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Ad ogni modo, dopo i dati 2025 sulla raccolta, Banca Mediolanum conferma di essere una storia di qualità nel risparmio gestito italiano. Il suo andamento in borsa è abbastanza piatto ma i numeri raccontano un gruppo che continua a rafforzare le proprie basi industriali. Per gli investitori, il tema non è la crescita, ma il prezzo a cui entrarvi.
Nessun recente aggiornamento di valutazione sul titolo ma va dato il giusto risalto alla presenza di numerosi rating buy.
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