Nell’ultima seduta della settimana, azioni di Eni segnano un rialzo dello 0,25% a 16,48 euro, sostenute da notizie positive arrivate dal Mozambico, dove il gruppo ha recentemente completato il varo dello scafo del secondo impianto galleggiante di liquefazione del gas (FLNG) Coral North. L’annuncio, come vedremo tra breve, ha rafforzato la percezione degli investitori sulla capacità del cane a sei zampe di rispettare i cronoprogrammi dei propri progetti strategici e di accrescere la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) a livello internazionale.
Da evidenziare che la prestazione odierna di Eni è antitetica a quella generale del Ftse Mib che si sta avvicinando al giro di boa delle 13,30 con un ribasso dello 0,48 per cento.
Coral North: potenziamento della produzione di GNL
Il nuovo impianto FLNG Coral North, localizzato nel bacino di Rovuma, nell’offshore di Cabo Delgado a nord del Mozambico, rappresenta un passo significativo per il Paese e per Eni. L’unità, che entrerà in produzione nei volumi settentrionali del giacimento di Coral, avrà una capacità produttiva di 3,6 milioni di tonnellate annue (Mtpa), raddoppiando di fatto la produzione totale di GNL del Mozambico fino a 7 Mtpa.
Questo posizionerà il Mozambico al terzo posto tra i produttori ed esportatori di GNL in Africa, consolidando il ruolo strategico del Paese nel mercato energetico regionale. Per Eni, Coral North non rappresenta solo un ampliamento della produzione, ma anche un’occasione per rafforzare la propria presenza nell’area e capitalizzare sulle prospettive di domanda crescente di gas liquefatto, in particolare in Asia e in Europa.
Considerando la reazione positiva in borsa, gli investitori sembrano proprio vedere il varo dello scafo come un indicatore chiave di progresso operativo, visto che il progetto FLNG rientra nei cronoprogrammi previsti e conferma l’efficienza gestionale di Eni nello sviluppo di asset offshore complessi. La notizia sta quindi contribuendo al movimento positivo del titolo oil.
Aggiornamento buyback: sostegno al titolo
Intanto sul fronte finanziario, Eni continua a sostenere il prezzo delle proprie azioni tramite il programma di riacquisto di azioni proprie, deliberato dall’assemblea del 14 maggio 2025. Nelle sedute tra il 5 e il 9 gennaio 2026, il gruppo ha acquistato 2.989.991 azioni, pari allo 0,1% del capitale, al prezzo medio ponderato di 16,1626 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 48,3 milioni di euro.
La quotata ha precisato che da inizio programma, avviato il 20 maggio 2025, sono state comprate 105.858.720 azioni proprie, pari al 3,36% del capitale, per un controvalore totale di circa 1,58 miliardi di euro. Considerando le azioni già in portafoglio, il gruppo detiene oggi 192.686.734 azioni proprie, equivalenti al 6,12% del capitale.
Rammentiamo che il programma di buyback rappresenta un supporto diretto al titolo, contribuendo a stabilizzare il prezzo sul mercato e a migliorare gli indicatori finanziari per gli azionisti.
Outlook di breve termine sulle azioni Eni
Con il titolo in leggero rialzo nella sessione di oggi e i valori in progressione del 3 per cento su base mensile e del 17 per cento anno su anno, gli investitori potrebbero anche considerare il varo dello scafo di Coral North e il continuo supporto tramite buyback come driver positivi per la tenuta del titolo nelle prossime settimane fermo restando che possibili oscillazioni sono sempre possibili anche in ragione dell’andamento del prezzo del petrolio.
In questo contesto il fatto che nella seduta di borsa di oggi il titolo sia arrivato fino a un massimo intraday a quota 16,5 euro per poi attestarsi su livelli più bassi conferma che la resistenza a 16,7 euro è la prima da mettere nel mirino. Come supporto, invece, sono da attenzionare i 16,35 euro. Il range di trading, quindi, è stretto.
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