Nonostante una serie di notizie potenzialmente positive, le azioni Maire da ieri continuano a muoversi senza slancio in borsa. Questa mattina il titolo scambia intorno a 14 euro, praticamente in parità rispetto alla seduta precedente, segno di un mercato che al momento sembra poco reattivo agli ultimi aggiornamenti societari.
Eppure gli assist non mancano: conti 2025 in forte crescita, dividendo più generoso e nuove commesse rilevanti nel business tecnologico di NextChem. Tutti elementi che, almeno sulla carta, avrebbero potuto spingere le quotazioni verso nuovi massimi.
Nel breve periodo però il titolo resta fermo. Su base mensile la performance è negativa per circa il 5%, mentre su orizzonti più lunghi il quadro è molto diverso: nell’ultimo anno il titolo guadagna circa il 55%. Un rally importante che probabilmente spiega anche la reazione tiepida del mercato alle ultime notizie. Per molti investitori, infatti, buona parte delle buone notizie potrebbe essere già incorporata nei prezzi correnti.
Conti 2025 solidi ma il mercato non reagisce
Uno dei principali driver delle azioni Maire resta senza dubbio la crescita del business registrata negli ultimi anni. I risultati finanziari del 2025 confermano un gruppo in forte espansione, sostenuto dal portafoglio ordini e dall’avanzamento dei progetti in esecuzione.
La società ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 7,1 miliardi di euro, in aumento del 20,3% rispetto ai 5,9 miliardi del 2024. La crescita è stata trainata in larga parte dalla progressione delle attività ingegneristiche nei grandi progetti internazionali.
Anche la redditività ha mostrato un miglioramento significativo. L’Ebitda è salito a 500,1 milioni di euro, rispetto ai 386,4 milioni dell’anno precedente, con un incremento del 29,4%. Il margine Ebitda è passato dal 6,5% al 7%, sostenuto soprattutto dal contributo delle attività tecnologiche a maggiore valore aggiunto sviluppate da NextChem.
Ancora più marcato il progresso del risultato operativo. L’Ebit ha raggiunto 430,99 milioni di euro, con una crescita del 34% rispetto ai 321,6 milioni del 2024. L’utile netto si è attestato a 260,27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 198,68 milioni dell’esercizio precedente, mentre l’utile per azione ha raggiunto 0,798 euro.
Dal punto di vista finanziario il gruppo continua a presentare una struttura solida. A fine 2025 la posizione finanziaria netta adjusted era positiva per 395,1 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 375,1 milioni di fine 2024. Questo risultato riflette una buona generazione di cassa operativa che ha più che compensato il pagamento dei dividendi, il programma di buyback e gli investimenti in innovazione tecnologica.
Nonostante numeri così robusti, il mercato sembra mantenere un atteggiamento prudente, segnale che la crescita del gruppo era già ampiamente attesa dagli investitori.
Nuove commesse per NextChem: spinta industriale ma effetto limitato sul titolo
Un altro elemento che avrebbe potuto sostenere le azioni Maire è rappresentato dalle nuove commesse annunciate nelle ultime settimane.
La controllata NextChem, attraverso le società Stamicarbon e KT Tech, si è infatti aggiudicata contratti rilevanti per lo sviluppo di tre complessi industriali di larga scala per un importante cliente in Africa Occidentale.
Due dei progetti riguardano impianti dedicati alla produzione di urea granulare, mentre il terzo è un impianto integrato per la co-produzione di ammoniaca e metanolo. Si tratta di tecnologie chiave nel settore dei fertilizzanti e della chimica, ambiti in cui il gruppo italiano ha rafforzato negli ultimi anni la propria presenza internazionale.
Il valore complessivo della commessa è pari a 485 milioni di euro. Una parte iniziale, pari a 10 milioni di euro, è relativa alle attività di ingegneria già avviate e verrà riconosciuta nella fase pre-FID (prima della decisione finale di investimento). La restante quota sarà invece contabilizzata una volta approvata la Final Investment Decision del progetto.
Anche in questo caso, però, la reazione del mercato è stata limitata. Gli investitori sembrano considerare queste nuove assegnazioni coerenti con il percorso di crescita già previsto, senza attribuire un premio immediato al titolo.
Del resto il portafoglio ordini di Maire resta già molto consistente. A fine 2025 ammontava a 12,73 miliardi di euro, ulteriormente rafforzato da nuovi progetti assegnati nei primi mesi dell’anno per circa 4,7 miliardi di euro. Numeri che garantiscono una visibilità significativa sui ricavi futuri.
Dividendo, outlook 2026 e piano al 2035: tutto già nei prezzi?
Oltre ai conti e alle nuove commesse, un altro elemento positivo per le azioni Maire è rappresentato dalla politica di remunerazione degli azionisti.
Il management ha proposto la distribuzione di un dividendo 2026 pari a 0,585 euro per azione, relativo all’esercizio 2025. L’ammontare complessivo della cedola è pari a circa 187,6 milioni di euro, con un pay-out del 66% dell’utile netto consolidato, in aumento rispetto al 55% dell’anno precedente. Lo stacco del dividendo è previsto per il 20 aprile 2026, con pagamento dal 22 aprile.
Anche le prospettive operative per il 2026 restano positive. Il gruppo prevede ricavi compresi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro e un Ebitda tra 545 e 575 milioni, corrispondente a un margine tra il 7,3% e il 7,5%. Gli investimenti sono stimati tra 250 e 300 milioni di euro, includendo l’acquisizione del gruppo Ballestra e ulteriori operazioni di crescita esterna.
Parallelamente la società punta a ottenere nuovi ordini per circa 9 miliardi di euro nel 2026, un obiettivo ambizioso ma sostenuto da un mercato energetico e industriale ancora dinamico.
Lo sguardo del management va però molto più lontano. Nel nuovo piano strategico 2026-2035, Maire prevede di raggiungere ricavi superiori ai 13 miliardi di euro entro fine periodo, con un margine EBITDA compreso tra il 10% e l’11%. Il piano prevede inoltre investimenti cumulati tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro destinati allo sviluppo tecnologico, all’innovazione e a co-investimenti in progetti selezionati.
Alla luce di queste prospettive, la reazione piatta del titolo potrebbe avere una spiegazione piuttosto semplice: molti investitori ritengono che gran parte delle buone notizie sia già stata incorporata nelle quotazioni dopo il forte rally degli ultimi dodici mesi.
Il risultato è un titolo che, almeno nel breve periodo, sembra aver bisogno di nuovi catalizzatori per tornare a correre. Nel frattempo le azioni Maire restano solide nei fondamentali, ma per ora il mercato preferisce prendersi una pausa dopo un anno di forti guadagni.
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