Azioni Campari sempre più in luce nella penultima seduta settimanale di Piazza Affari. Quando manca circa un’ora e mezza al giro di boa delle 13,30 la quotata si sta sempre più imponendo come la migliore performance di tutto il Ftse Mib grazie ad un balzo di circa +9% a quota 6,5 euro. Il movimento rialzista è emerso fin dalle prime battute della seduta e riflette la reazione estremamente positiva degli investitori alla pubblicazione dei conti 2025 e alle decisioni sul dividendo Campari 2026.
Il mercato sembra aver accolto con entusiasmo una combinazione di fattori: redditività in crescita, rafforzamento della struttura finanziaria e una cedola molto più generosa rispetto al passato. In un contesto in cui molti titoli del comparto consumer stanno affrontando rallentamenti della domanda e pressioni sui margini, Campari riesce invece a trasmettere al mercato un messaggio di solidità operativa e visibilità sulla crescita futura.
Il rally odierno assume quindi una valenza particolare perché arriva dopo un periodo in cui il titolo aveva mostrato un andamento più incerto. La pubblicazione dei risultati e l’annuncio del dividendo rappresentano per molti investitori un segnale di fiducia nella capacità del gruppo di continuare a generare valore, rafforzando la percezione di Campari come uno dei player più resilienti del settore spirits.
Vediamo allora nel dettaglio come è andata.
Conti 2025 solidi: crescono margini e redditività
Guardando nel dettaglio i conti Campari 2025, quello che emerge è quadro complessivamente positivo, soprattutto sul fronte della redditività.
Il gruppo ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 3,05 miliardi di euro, in lieve calo dello 0,6% rispetto ai 3,07 miliardi del 2024. La flessione è dovuta principalmente all’effetto dei cambi sfavorevoli, mentre su base organica la crescita delle vendite si è attestata al +2,4%, segnale di una domanda che resta solida nei principali mercati.
Molto più significativa è invece l’evoluzione dei margini. L’Ebitda rettificato ha raggiunto 785,2 milioni di euro, registrando una crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente e portando il margine al 25,7%. Il miglioramento riflette sia l’espansione del margine lordo sia l’efficacia del programma di contenimento dei costi implementato dal gruppo.
Anche l’Ebit rettificato ha mostrato un progresso rilevante, salendo a 636,9 milioni di euro, con un incremento del 5,3% su base annua e un margine del 20,9%. In altre parole, nonostante un contesto macroeconomico complesso e caratterizzato da volatilità dei cambi, Campari è riuscita a rafforzare la propria profittabilità operativa.
Sul fronte dell’utile, l’utile netto rettificato ha raggiunto 386,1 milioni di euro, in aumento del 2,7% rispetto al 2024, mentre l’utile netto contabile è salito a 346 milioni di euro, segnando un balzo del 71,7%. Un risultato che ha contribuito ad alimentare l’ottimismo degli investitori e a sostenere il rally del titolo in Borsa.
Dividendo Campari 2026 in aumento del 54%
Un altro elemento che ha catalizzato l’interesse del mercato è la decisione del management sul dividendo Campari 2026, relativo all’esercizio 2025.
Il gruppo ha proposto la distribuzione di una cedola pari a 0,10 euro per azione, in forte aumento rispetto ai 0,065 euro distribuiti l’anno precedente. Si tratta di un incremento del 54%, accompagnato da un payout ratio del 35%, segnale della volontà di rafforzare la remunerazione degli azionisti mantenendo al tempo stesso un approccio prudente alla gestione del capitale.
La data di stacco del dividendo è prevista per lunedì 20 aprile 2026, mentre il pagamento avverrà a partire dal 22 aprile.
L’aumento della cedola rappresenta un messaggio molto chiaro: Campari dispone di una solida capacità di generazione di cassa e può permettersi di restituire più valore agli azionisti senza compromettere i piani di crescita.
Non sorprende quindi che proprio l’annuncio del dividendo abbia contribuito ad alimentare il forte entusiasmo sul titolo.
Debito in calo e outlook 2026: le prospettive per il titolo
Oltre ai risultati operativi e al dividendo, il mercato guarda con attenzione anche alla struttura finanziaria del gruppo e alle prospettive per il 2026.
Alla fine del 2025 la posizione finanziaria netta di Campari risultava negativa per 1,96 miliardi di euro, in miglioramento di 419 milioni rispetto alla fine del 2024. Il calo dell’indebitamento è stato possibile grazie alla forte generazione di cassa operativa e ad alcune plusvalenze derivanti da dismissioni di asset non strategici.
Il rapporto debito netto/Ebitda rettificato è sceso a 2,5 volte (circa 2,2 volte includendo il valore delle azioni proprie), un livello considerato gestibile per un gruppo con marchi globali e una forte presenza internazionale.
Per quanto riguarda il 2026, il management descrive lo scenario come sfidante ma stabile rispetto al 2025. Nonostante questo contesto, Campari punta comunque a sovraperformare il settore, grazie a una crescita organica delle vendite a ritmo sostenuto e a un miglioramento del margine Ebit rettificato.
Tra i fattori di rischio figura l’impatto dei dazi statunitensi, che potrebbe pesare sul margine lordo per circa 30 milioni di euro l’anno. Tuttavia il gruppo ritiene di poter compensare parte di questo effetto attraverso benefici sul costo del venduto e ulteriori risparmi derivanti dal piano di efficienza.
Il programma di contenimento dei costi dovrebbe infatti generare circa 70 punti base di miglioramento del margine nel 2026 e fino a 200 punti base complessivi entro il 2027.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una società che continua a puntare su efficienza operativa, disciplina finanziaria e crescita organica. Elementi che, combinati con una politica di dividendi più generosa, spiegano perché il mercato stia premiando il titolo con un rally che lo porta in cima al Ftse Mib.
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