Fallimento Mercatone Uno, aperta indagine per bancarotta fraudolenta

Lo hanno saputo attraverso i social network, i 1.800 lavoratori rimasti a casa, senza stipendio né ammortizzatori sociali. La notizia è infatti giunta agli ex dipendenti di Mercatone Uno nella notte tra il 24 e il 25 maggio via Facebook e Whatsapp. Un Fallimento, quello della Shernon Holding, società guidata da Valdero Rigoni, che si è guadagnato l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Milano.

L’inchiesta è stata avviata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti, che coordina il pool reati fallimentari e dal pm Roberto Fontana. L’apertura del fascicolo relativo al reato di bancarotta fraudolenta è stato aperto a seguito del deposito in Procura della relazione dell’avvocato Marco Angelo Russo, curatore fallimentare della società.

Si tratta di un documento di sei pagine col quale si tenta di ricostruire il modo in cui, in assenza di credito bancario per via della “congenita insufficiente patrimonializzazione” la società abbia ottenuto dei finanziamenti “omettendo il pagamento degli oneri previdenziali e tributari per un totale di 8,7 milioni di euro, comprese le trattenute operate sui dipendenti.

La società non pagava né fornitori né locatori di almeno un terzo dei punti vendita, per un totale di circa 60 milioni di euro. Al contempo registrava introiti intascando acconti su ordini ancora non evasi per 3,8 milioni di euro, mancando di onorare le obbligazioni assunte con l’Amministrazione Straordinaria.

Le indagini hanno rivelato che la situazione contabile della società presentava uno squilibrio economico patrimoniale mensile tra i 5,6 e i 6 milioni di euro. Complessivamente infatti, la gestione Shernon è riuscita ad accumulare circa 90 milioni di euro di debiti, 67 dei quali nei confronti di fornitori e i restanti 8 milioni relativi ad oneri previdenziali.

Secondo la bozza di piano di concordato presentata dalla Shernon Holding, ai creditori sarebbero stati destinati 46 milioni di euro entro il 2023, ma vista la “complessa architettura economica finanziaria” non è possibile fornire garanzie in merito. Il resto dipende in parte dall’assenso dell’amministrazione straordinaria, che è “proprietaria con patto di riservato dominio dell’intero compendio oggetto del piano, eccettuate le sole rimanenze”, in parte dal possibile apporto da parte di Ares (finanziaria di Thalmann) di 5 milioni di euro.

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