Arriva un dato incoraggiante dall’ISTAT, quello relativo al tasso di disoccupazione, che nel secondo trimestre dell’anno è ulteriormente sceso in Italia, indicando una seppur timida crescita occupazionale nella penisola, pur sussistendo naturalmente un grosso divario tra il dato delle regioni del nord e quelle del sud.

In base ai dati sul mercato del lavoro pubblicati dall’ISTAT, il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 9,9% nel secondo trimestre del 2019. Si tratta di una riduzione del numero dei disoccupati di 0,4 punti percentuale, un miglioramento che porta il Paese al suo dato migliore, su base trimestrale, dal quarto trimestre del 2011, quando la disoccupazione era scesa al 9,2%.

Nel secondo trimestre del 2019, in Italia il numero degli occupati cresce di 130mila unità, pari ad uno 0,6% in più rispetto al trimestre precedente. Sono aumentati i dipendenti permanenti di 97mila unità, i dipendenti a termine di 16mila unità e i lavoratori indipendenti di 17mila unità.

Si nota una crescita, sebbene a ritmi neno sostenuti secondo l’ISTAT, anche confrontando il dato con quello relativo allo stesso trimestre dell’anno scorso. Rispetto al terzo trimestre 2018, quest’anno il numero degli occupati è cresciuto di 78mila unità, con 112 mila dipendenti permanenti in più, a fronte di un calo dei dipendenti a termine di 15mila unità, e dei lavoratori indipendenti di 19mila unità.

Quanto alle modalità attraverso le quali si accede al mondo del lavoro, continua a prevalere l’uso del cosiddetto canale informale, che consiste nel rivolgersi a parenti, amici o conoscenti. Questa è infatti la pratica più diffusa, attraverso la quale tenta di accedere al mondo del lavoro l’82,7% delle persone. Il 65% tenta invece il canale dell’invio del curriculum, mentre il 55,6% cerca lavoro tramite internet.

Un altro dato che ci fornisce l’ISTAT è quello relativo alla quota di disoccupati che contatta il Centro pubblico per l’Impiego, in crescita di 1,1 punti percentuale, e quello relativo al numero di persone che si rivolgono alle agenzie di somministrazione, anche questo in crescita ma di 1,6 punti.

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