Mentre in Italia siamo alle prese con la Fase 2 ed iniziamo a veder ripartire pian piano molte attività, in India si registra un aumento record dei casi giornalieri, e negli USA il presidente Donald Trump ‘mette le mani avanti’ e annuncia che se il Covid-19 dovesse tornare in una ipotetica seconda ondata, lui comunque non farebbe tornare il Paese in lockdown.

Ma vediamo qual è la situazione ad ormai quasi 5 mesi dall’inizio del primo focolaio di coronavirus a Wuhan in Cina, cominciando proprio dall’India, dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati oltre 5.000 casi di contagio.

India, aumento record dei casi di contagio confermati

Nella giornata di ieri in India si sono registrati ben 5 mila nuovi casi di coronavirus, che rappresenta l’aumento più corposo di casi positivi dall’inizio della pandemia. Nuova Delhi aveva iniziato proprio in questi giorni ad allentare le misure restrittive e a promuovere alcuni voli domestici, ma ora potrebbe imporsi un cambio di direzione improvviso, con un eventuale ritorno a misure più stringenti.

In tutta l’India si contano ad oggi circa 118 mila casi di coronavirus confermati, con un aumento del 5% rispetto alle 48 ore precedenti, mentre i morti sono ancora relativamente pochi, visto che si parla di 3.853 vittime in tutto.

Il lockdown in India è stato imposto a partire dal 25 marzo, ed è stato esteso fino al 31 maggio dal premier Narendra Modi, con norme più o meno rigide in base alla zona, a seconda ovviamente del numero di casi registrati. I governatori dei singoli Stati dell’India possono infatti emanare ordinanze locali al fine di meglio contenere la pandemia nel Paese.

In Brasile oltre 20 mila morti

Preoccupa in modo particolare l’andamento della pandemia nei Paesi dell’America Meridionale, ed in particolare il dato del Brasile, dove sono stati registrati, nelle ultime 24 ore, circa 1.188 vittime,

I dati arrivano direttamente dal ministero della Salute del Brasile, che porta il numero dei morti con coronavirus a 20.047. Ci sono in tutto 18.508 nuovi casi di contagio, per un totale che raggiunge così le 310.087 unità. In Brasile il bilancio delle vittime è raddoppiato in 12 giorni, basti pensare che il 9 maggio si registravano solo 10 mila vittime in tutto il Paese sudamericano.

USA, Trump: “non chiuderei nemmeno con seconda ondata”

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il presidente USA, Donald Trump avrebbe confermato l’intenzione di non tornare al lockdown del Paese nemmeno nel caso in cui dovesse presentarsi una nuova ondata di contagio di Covid-19. La dichiarazione sarebbe stata fatta in occasione della visita del presidente in un impianto Ford del Michigan.

Le parole di Trump arrivano dopo che sono stati registrati altri 1.255 decessi con il coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il totale delle vittime negli USA a 94.661 dall’inizio della pandemia. Il dato è stato diffuso come di consueto dalla John Hopkins University, il cui aggiornamento precedente confermava il numero di 1.561 morti.

Il numero dei casi di contagio confermati negli Stati Uniti ha raggiunto intanto il totale di 1.576.542. Gli USA restano quindi di gran lunga il Paese più colpito dal coronavirus, e il presidente Trump ha annunciato che ordinerà bandiere a mezz’asta nei prossimi tre giorni per onorare la memoria delle vittime del Covid-19. Gli esponenti del partito democratico avevano in realtà chiesto la bandiera a mezz’asta per quando il numero delle vittime avrebbe raggiunto quota 100 mila.

In Gran Bretagna, quarantena per chi arriva dall’estero

Nel Regno Unito chi arriva dall’estero sarà sottoposto alla misura della quarantena per 14 giorni. Il provvedimento riguarderà anche gli stessi cittadini britannici di ritorno dall’estero, ed include anche i visitatori provenienti da Paesi vicini, come ad esempio la Francia con lo scopo di “limitare una seconda diffusione del coronavirus”.

Il ministro dell’Irlanda del Nord, Brandon Lewis ha annunciato che i visitatori saranno tenuti a comunicare il proprio arrivo l’indirizzo in cui trascorreranno il periodo di quarantena imposto. La decisione però non è stata ancora comunicata formalmente, e stando a quanto trapelato dovrebbe entrare in vigore a partire dal mese di giugno.

La Slovenia pronta a pattugliare il confine per evitare lo sconfinamento degli Italiani

Il Governo di Lubiana ha annunciato che rafforzerà i controlli al confine con l’Italia al fine di evitare che attraversando il Carso gli Italiani possano entrare in Slovenia.

A dare la notizia è il Tgr Rai Fvg, che cita l’agenzia stampa slovena Sta, la quale avrebbe infatti annunciato il provvedimento al vaglio del Governo. Secondo quanto riportato dall’agenzia slovena molti cittadini italiani entrano in Slovenia attraversando i boschi o passando per i campi, non solo a piedi ma anche in bici e in moto.

Secondo la protezione civile slovena il fenomeno riguarderebbe già centinaia di casi e starebbe preoccupando la popolazione locale che teme il rischio di contagio da Covid-19. In Slovenia al momento il numero dei casi di coronavirus risulterebbe ancora molto basso, si parla di un totale di 1.468 casi confermati, e di appena 106 vittime.

Svezia tasso di mortalità più alto del mondo?

La Svezia risulta ad oggi l’unico Paese del mondo che non ha imposto il lockdown per contenere il rischio contagio da coronavirus, ed in questi giorni sta facendo notizia il calcolo statistico della media mobile sui 7 giorni dal 13 al 20 maggio, in base al quale sarebbe il Paese con il più alto numero di morti per milione di abitanti.

Il tasso di mortalità del coronavirus in Svezia allo stato attuale, rapportando il numero dei morti alla popolazione complessiva del Paese non risulta affatto allarmante. Ma secondo la stima del Daily Telegraph che ha calcolato la media mobile degli ultimi 7 giorni, in Svezia si registrano 6,08 decessi per milione di abitanti al giorno, contro i 5,57 della Gran Bretagna, i 4,28 del Belgio ed i 3 dell’Italia. 

Secondo uno studio dell’Istituto sanitario svedese, alla fine del mese di aprile solo il 7,3% degli abitanti di Stoccolma aveva sviluppato gli anticorpi per il Covid-19, un dato che si è rivelato inferiore alle aspettative dell’istituto.

L’autore della strategia del lockdown soft, Anders Tegnell, stando a quanto riportato dalla Cnn ha dichiarato: “il numero è più basso di quello che ci aspettavamo, ma soltanto dell’1 o 2%”. Insomma la situazione sarebbe tutt’altro che fuori controllo.

Il dato emerso in questi giorni è il risultato di uno studio effettuato sulla base di 1.118 test realizzati in una settimana. Ora l’Istituto sanitario svedese ha anche annunciato che da adesso in poi saranno effettuati circa 1.000 esami alla settimana per i prossimi due mesi.

Intanto si registrano altri 649 casi di contagio e 44 morti nelle ultime 24 ore, un dato che, va detto, è comunque il più basso registrato nel Paese dalla metà di aprile. Il totale dei casi in Svezia ha raggiunto quota 32.172, mentre le vittime sono in tutto 3.871.

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