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Nuove regioni in zona rossa, a rischiare di più sono Toscana e Campania. Marche, Emilia e Friuli in zona arancione

Nuove regioni in zona rossa, a rischiare di più sono Toscana e Campania. Marche, Emilia e Friuli in zona arancione

Secondo indiscrezioni che arrivano dalla Cabina di Regia le Regioni in zona arancione saranno in tutto nove. La Campania da zona gialla a zona rossa

È in queste ore che si stanno decidendo le sorti delle Regioni italiane che a partire da lunedì potrebbero essere inserite in una fascia di rischio più alta. Molta attesa inevitabilmente per il caso della Campania, che nei giorni scorsi ha indotto l'opinione pubblica a porsi molti interrogativi, in quanto ci si aspettava che sarebbe stata inserita quantomeno in zona arancione, e invece è rimasta nella fascia di rischio più bassa fino ad oggi.

Potrebbe infatti passare direttamente dalla zona gialla alla zona rossa la Campania, così anche la Toscana. Mentre le regioni arancioni diventeranno in tutto nove, con l'aggiunta di Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche.

Tutte notizie che arrivano attraverso indiscrezioni trapelate direttamente dalla Cabina di Regia-Iss e riportate tra gli altri media anche da Il Fatto Quotidiano, dove si legge che "in base al nuovo monitoraggio del virus e ai 21 parametri epidemiologici fissati dagli esperti, aumentano i territori considerati a rischio elevato e a rischio massimo".

La Cabina di Regia, di cui fanno parte il ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, sembra propendere ora per l'inserimento di tre nuove regioni in zona arancione e due regioni in zona rossa.

I dati in base ai quali le Regioni verranno inserita in una o nell'altra fascia di rischio sono al momento al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico, poi sarà il ministro della Salute Roberto Speranza (LeU) a firmare l'ordinanza con cui entreranno in vigore i nuovi provvedimenti.

A rimanere in zona gialla, tolte le sette regioni in zona rossa e le nove in zona arancione, saranno solo il Lazio, il Molise, la Sardegna e il Veneto, più la provincia autonoma di Trento.

Conte sul meccanismo della divisione in fasce di rischio "è basato su un metodo scientifico"

Il presidente del Consiglio ha ribadito l'importanza del sistema di divisione del Paese in diverse fasce di rischio, con Regioni in zona gialla, arancione e rossa in occasione della partecipazione a un evento della Cgil, dove ha sottolineato che il meccanismo "è basato su un metodo scientifico" unico in Europa.

"Confido che l'Rt nazionale, arrivato a 1,7 nei giorni scorsi, si sia abbassato per effetto delle misure adottate" ha spiegato il premier Giuseppe Conte, che ha poi aggiunto che se fosse confermato "significherebbe che il Dpcm inizia a dare i primi risultati, un incoraggiamento a seguire questa strada coraggiosa".

Conte ha poi ricordato che la speranza è che "il plateau dei contagi, la soglia massima, sia stato raggiunto e ora inizi l'appiattimento", ma al contempo ha lanciato un avverimento, affermando che "il mese di novembre sarà dedicato a questo, a contenere la curva dei contagi, ma questo non significa che a dicembre ci sarà una catarsi liberatoria".

Se l'obiettivo rimane quello di evitare il lockdown totale "limitando i danni economici e non penalizzando i territori che non lo meritano" è anche vero che il premier ha già avvertito che le festività natalizie si dovranno trascorrere solo con i parenti stretti.

Nuovi provvedimenti restrittivi emanati dalle regioni

Intanto alcune regioni hanno provveduto in autonomia ad emanare ulteriori provvedimenti restrittivi, così pure alcuni sindaci, nel tentativo di ridurre il numero dei nuovi casi positivi.

I governatori Zaia, Bonaccini e Fedriga hanno già emanato ordinanze con cui decretano la chiusura dei negozi la domenica, impongono il divieto di passeggiate nei centri storici e nuove restrizioni ai centri commerciali. Anche in Campania il governatore De Luca sembrava intenzionato ad andare nella stessa direzione ma se sarà confermata la zona rossa per l'intera regione, l'ipotesi di lockdown mirati non ha più senso.

La Regione Lazio, che resta una delle poche ancora in fascia gialla, ha deciso di emanare nuove ordinanze per regolare gli accessi nelle vie della Capitale chiudendo i maxi store da almeno 2.500 metri quadri nei giorni festivi e prefestivi.

L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, intervistato da Radio Capital, ha spiegato che "c'è uno sforzo straordinario che sta facendo il Prefetto di Roma e verranno coinvolte le Forze dell'Ordine. Ci sarà un'iniziativa tecnica coordinata dal questore di Roma in grado di poter controllare i flussi. Inoltre noi stiamo emettendo un'ordinanza per fare in modo che grandi superfici commerciali come Ikea, rimangano chiuse nella giornata di domenica".

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