CureVac, la società annuncia che il suo vaccino non ha raggiunto l’obiettivo di efficacia

La casa farmaceutica CureVac non è riuscita a raggiungere l’obiettivo che si era prefissata. I risultati raccolti da uno studio di Fase 3 ha evidenziato che l’efficacia del prodotto è di circa il 47%, quindi è fin troppo bassa per lo standard qualitativo per un vaccino contro il Covid-19 che l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) ha posto al 70%.

L’Italia doveva ricevere una fornitura da 30 milioni di dosi

La società con sede a Tubinga, in Germania, ha prodotto un vaccino contro il Sars-CoV-2 basato sulla tecnologia a mRNA (RNA messaggero), proprio la stessa utilizzata da Pfizer e Moderna, che invece hanno rilevato un’efficacia pari a circa il 95%. La notizia del tutto inattesa ha fatto crollare il titolo tedesco in borsa ed ha destato grande preoccupazione in tutta Europa, che invece riponeva grandi aspettative nel vaccino a mRNA.

Infatti, basandosi su questa forte convinzione, l’Unione europea aveva già opzionato 405 milioni di dosi CureVac, di cui 30 milioni destinati all’Italia, per un valore superiore a quello dell’intera fornitura del siero prodotto da Johnson&Johnson.

Il vaccino non è efficace sulla popolazione più anziana

E’ stata la società stessa a diffondere la notizia e a pubblicare i risultati preliminari che provengono da un’analisi basata sui 134 casi Covid registrati nello studio che coinvolgeva circa 40mila volontari in Europa ed America Latina. Dai 124 tamponi positivi e in seguito sequenziati è emerso che oltre il 57% dei casi è stato causato dalle cosiddette “varianti di preoccupazione” maggiormente trasmissibili.

Tra i ceppi isolati, però, non erano presenti quelli responsabili delle cosiddette varianti indiana e sudafricana, che sono anche quelle che creano maggiori problemi in termini di efficacia dei vaccini. Un altro dato sconfortante messo in evidenza dalla stessa società è che i risultati attuali suggeriscono che il vaccino in questione è efficace soprattutto nei soggetti più giovani, mentre non si è dimostrato efficace in quelli di età superiore ai 60 anni, che rappresentano, tra l’altro, la fascia più a rischio di contrarre il Covid in maniera grave.

Franz-Werner Haas, amministratore delegato di CureVac, ha affermato: “ci saranno altri 80 casi nell’analisi finale e l’efficacia complessiva del vaccino potrebbe cambiare, ma mentre speravamo in un risultato intermedio più forte, riconosciamo che dimostrare un’elevata efficacia in questa ampia diversità di varianti senza precedenti è impegnativo“. Ad ogni modo, i dati disponibili al momento sono stati già comunicati all’Ema (Agenzia europea per i medicinali).

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