Pericarditi e miocarditi tra i giovani che ricevono il vaccino, ma nonostante il rischio si va avanti

Negli Stati Uniti la comunità scientifica sta producendo studi sempre più critici sull’efficacia del vaccino e sui possibili effetti avversi. In Italia intanto si continua a seguire a testa bassa una linea d’azione di natura puramente politica che non lascia molto spazio al libero dibattito scientifico, e che non ricerca conferme nei numeri e nelle evidenze.

E come in tempi lontani il dialogo veniva negato di fronte all’innegabile validità di dogmi di natura religiosa, oggi altrettanto accade di fronte alla narrativa proposta dalle autorità e divulgata senza contraddittorio alcuno attraverso i megafoni dei mass media.

Se la scienza si pone dei dubbi ed evidenzia dei rischi correlati alla somministrazione della terapia genica sperimentale soprattutto nei più giovani che, come sappiamo, dal Sars-nCoV-2 hanno ben poco da temere, le autorità invece continuano a seguire la stessa strada senza esitazione.

Vaccini anti-Covid, le case produttrici aggiornano i bugiardini

E per quel che riguarda i più giovani nello specifico, nonostante i numeri relativi a oltre un anno e mezzo di pandemia di Covid-19, si sta valutando di vincolare alla vaccinazione il loro ritorno a scuola in presenza. Un altro diritto garantito dalla Costituzione che viene preso in ostaggio dalle autorità, se non altro fino alla somministrazione del vaccino.

Ma mentre da una parte vi è la rinuncia a un proprio diritto, dall’altra oltre a motivazioni soggettive che dovrebbero riguardare solo il singolo, vi sono solide argomentazioni oggettive legate ai rischi che si corrono con l’inoculazione del farmaco.

In Italia si continua a minimizzare, ma le notizie che arrivano dall’estero non sono così rassicuranti come si potrebbe sperare, tanto che le principali autorità regolatrici internazionali hanno iniziato a diffondere informative sulla questione. Le case produttrici infatti si sono trovate costrette ad integrare i bugiardini, il che dimostra che non si tratta di teorie ma di elementi accertati e dimostrati.

I più giovani rischiano miocarditi e pericarditi

I possibili effetti avversi connessi alla somministrazione della terapia genica sperimentale variano a seconda del soggetto che riceve il farmaco e del farmaco stesso. Ad incidere sul tipo di evento avverso e sulla sua frequenza anche la fascia di età del paziente, e stando ai dati raccolti fin qui sono proprio i più giovani a rischiare maggiormente di incorrere in alcuni problemi di infiammazione al cuore.

La notizia è stata riportata anche da La Verità, dove leggiamo: “giovani, di sesso maschile e vaccinati con sieri a mRna: è questo l’identikit dei soggetti più a rischio. Miocarditi e pericarditi sono due tipi diversi di infiammazioni al cuore. La prima riguarda il muscolo cardiaco, in particolare lo strato intermedio denominato miocardio, mentre la seconda interessa il pericardio, cioè lo strato membranoso che avvolge il cuore”.

“Entrambe si possono verificare a seguito di infezioni virali – compresa quella causata dal Sars-CoV-2 – e la gamma di sintomi è piuttosto varia” si legge ancora sullo stesso quotidiano “si va infatti da quelli più blandi, come febbre e stanchezza, fino a quelli più gravi, quali aritmia (ritmo alterato del battito cardiaco), palpitazioni, dolore toracico e mancanza di respiro, fino alla perdita di conoscenza (sincope) e, in rarissimi casi, il decesso“.

L’ultimo aggiornamento del Cdc Usa

Stando all’ultimo aggiornamento del Centro di Controllo e la prevenzione delle malattie infettive degli Usa (Cdc) “fino al 26 luglio nella piattaforma di sorveglianza delle reazioni avverse al vaccino (Vaers) erano state inserite 1.194 segnalazioni di miocardite e pericardite in soggetti con età minore di 30 anni vaccinati contro il Covid-19″.

“La maggior parte dei casi si è verificato a seguito di somministrazione di vaccini a mRna, cioé Pfizer-Biontech e Moderna. A seguito di follow up, sono stati confermati 699 casi, che a fronte di 328,67 milioni di dosi restituiscono un’incidenza pari a 23 casi su milione di vaccinati. L’ondata di segnalazioni ha convinto la Food and drug administration (Fda) a rilasciare, lo scorso 25 giugno, una nota ufficiale nella quale si richiede alle case farmacautiche la modifica delle schede informative relative ai prodotti”.

Tuttavia quello che accade dal punto di vista delle evidenze scientifiche non influisce minimamente sulle scelte del governo italiano, con il ministro della Salute Roberto Speranza che continua a spingere per la somministrazione della terapia genica sperimentale anche nei più giovani senza esprimersi sui potenziali effetti avversi recentemente evidenziati dalla comunità scientifica.

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