No Green Pass: prosegue la protesta dei portuali di Trieste e lo Stato risponde con gli idranti

No Green Pass: prosegue la protesta dei portuali di Trieste e lo Stato risponde con gli idranti

Al fianco di Puzzer e dei portuali di Trieste in protesta centinaia di cittadini contro la discriminazione del Green Pass e lo Stato risponde in tenuta anti-sommossa

Non tutti i lavoratori del porto di Trieste hanno voluto portare avanti la protesta dopo la recente (non) risposta da parte del Governo che ha generosamente concesso un incontro con una rappresentanza dei portuali per il 30 ottobre.

Un'offerta che i lavoratori in protesta hanno accettato, dimostrando di essere pronti ad incontrare rappresentanti del governo per intavolare un dialogo costruttivo. Tuttavia il leader del Clpt (Comitato Lavoratori Portuali di Trieste) Stefano Puzzer, era stato molto chiaro fin dall'inizio, spiegando che la protesta sarebbe terminata quando il Green Pass sarebbe stato cancellato.

Una parte dei lavoratori del porto quindi hanno portato avanti la protesta ma, coerentemente con il principio di libera scelta, non è stato mai impedito l'accesso sul posto di lavoro a chi non intendesse prendere parte all'iniziativa contro il Green Pass.

Le operazioni del porto pertanto sono andate avanti, seppur a rilento, e nel frattempo ai portuali in protesta (tra cui vediamo lo stesso Puzzer nonostante le dimissioni rassegnate proprio in questi giorni dal ruolo di portavoce del Comitato autonomo) si sono uniti centinaia di liberi cittadini determinati a impegarsi sul 'fronte di Trieste' contro la discriminazione introdotta con l'obbligo di Green Pass.

Al porto di Trieste polizia in tenuta antisommossa e idranti

È questa la risposta del governo di Mario Draghi ai lavoratori del porto di Trieste che chiedono di porre fine all'insensata discriminazione introdotta con l'obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori.

Al porto di Trieste sono stati infatti inviati alcuni mezzi della polizia dai quali sono scesi decine di poliziotti in tenuta anti sommossa. I manifestanti si trovavano pacificamente seduti dall'altro lato del Varco lungo la strada e intonavano "la gente come noi non molla mai" e "libertà".

Un funzionario ha quindi intimato a lavoratori e cittadini in protesta di disperdersi "in nome della legge" ma senza ottenere alcun risultato, dopodiché sono stati azionati gli idranti.

Sull'Ansa di oggi leggiamo che la polizia "in prossimità del Varco ha costituito una sorta di barriera tra uomini e mezzi e conta di avanzare lentamente spingendo lavoratori e No Green Pass lontano dal Varco stesso".

Scarsi tuttavia i risultati ottenuti almeno in queste prime fasi, con i manifestanti che si sono alzati in piedi chiedendo alle forze dell'ordine di arretrare facendo appello a quel che resta della loro umanità.

Nel frattempo almeno un paio dei manifestanti hanno accusato un malore e sono stati allontanati dal luogo della protesta perché potesse essere prestata loro l'assistenza medica necessaria.

Gli idranti della polizia sono stati azionati più volte, ma i manifestanti sono sempre tornati alle loro posizioni per portare avanti la protesta. I lavoratori del porto, riconoscibili dalle tute gialle, hanno poi formato un cordone per separare gli altri manifestanti No Green Pass dalle forze di polizia al fine di garantire l'incolumità di tutti.

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