Bollette, dal 1° ottobre aggiornamento mensile dei prezzi. Ecco cosa cambia e per chi

Due fornelli da cucina accesi

Tra le novità che riguardano milioni di contribuenti italiani attese con l’arrivo dell’autunno, non solo i vertiginosi rincari sulle bollette di gas e luce prospettati dall’Arera ma anche l’aggiornamento mensile dei prezzi.

Per l’esattezza, per quel che riguarda l’aggiornamento mensile invece che trimestrale dei prezzi del gas, il cambiamento scatta a partire dal 1° ottobre e riguarderà tutto il quarto trimestre dell’anno. Insieme a questa novità, secondo quanto l’Arera ha reso noto in questi giorni, a partire dalla stessa data scatterà tutta una serie di misure che dovrebbero tutelare gli italiani dagli aumenti attesi.

Dal 1° ottobre nuove modalità di aggiornamento del prezzo del gas

In questi giorni l’Arera ha fatto sapere non solo che a partire dal 1° ottobre scatteranno nuove modalità di aggiornamento del costo della materia prima gas, ma anche che sarà presto aperto un tavolo d’emergenza con le associazioni dei consumatori per valutare gli interventi da mettere in campo per offrire il necessario sostengo alle famiglie di fronte ai preoccupanti e palesemente insostenibili rincari in arrivo.

Ma per quel che riguarda le nuove modalità di aggiornamento dei prezzi del gas, cosa cambia esattamente a partire dal mese di ottobre 2022? La novità riguarda per l’esattezza tutti i clienti con utenze domestiche in regime di tutela, che al momento sono in tutto circa 7,3 milioni.

Per questa categoria di contribuenti scatterà l’aggiornamento mensile e non più trimestrale del prezzo del gas. Un modello destinato poi a restare in vigore almeno fino a gennaio 2023, in coincidenza con il termine previsto per la tutela gas. Esiste tuttavia la concreta possibilità che ci si trovi davanti ad una proroga di un anno, che porti la scadenza della nuova modalità di aggiornamento dei prezzi a gennaio 2024, in coincidenza con il termine previsto per la tutela per l’elettricità.

Cosa cambia all’atto pratico? All’inizio di ogni mese l’Arera, cioè l’Autorità di Regolazione per l’Energia le Reti e l’Ambiente, pubblicherà i valori di riferimento del mese precedente, e non saranno più prese come riferimento le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso, bensì la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano.

Tra i cambiamenti in arrivo preannunciati dall’Arera però vi è anche l’introduzione di specifici obblighi di trasparenza a carico dei venditori, i quali avranno l’obbligo di notificare in bolletta eventuali ricalcoli di prezzo rispetto a quanto fatturato in precedenza. Non solo, sul sito internet dei venditori dovranno essere appositamente dedicate sezioni specifiche ove il cliente ha la possibilità di ottenere tutti i chiarimenti in merito alle ragioni di eventuali aumenti, e apprendere con esattezza quali sono i fattori che hanno determinato l’incremento dei prezzi.

Per quale motivo si passa all’aggiornamento mensile dei prezzi del gas

Quello dell’aggiornamento mensile dei prezzi è un cambiamento che dovrebbe in qualche modo convenire ai contribuenti. Si tratta infatti di un meccanismo più dinamico che permette di non trasferire sulle bollette i costi di copertura del rischio, con conseguente riduzione (seppur minima) degli importi addebitati in bolletta a parità di prezzo della materia prima.

In secondo luogo un aggiornamento mensile dei prezzi dovrebbe permettere di intercettare repentinamente e con maggior efficacia eventuali vantaggi derivanti da decisioni prese a livello comunitario, a cominciare dalla possibile introduzione del tetto al prezzo del gas, vale a dire di quel price cap di cui tanto si è discusso nel mese di luglio.

Naturalmente si tratta di una modifica che non può, da sola, essere ritenuta nemmeno lontanamente sufficiente a rendere sopportabile l’impatto dei prossimi aumenti in bolletta. Non dimentichiamo tra l’altro che si tratta di un cambiamento che interessa solo una parte delle utenze, quelle in regime di tutela, mentre per tutti gli altri gli aggiornamenti dei prezzi resteranno su base trimestrale.

Serviranno insomma degli interventi strutturali in grado di fermare gli aumenti, e il tetto al prezzo del gas su base europea potrebbe essere un buon inizio. L’aggiornamento dei prezzi su base mensile potrà al più rendere più sicure le forniture per i consumatori e più prevedibili i costi addebitati sulle bollette.

Con questo sistema si andrebbero a ridurre le incertezze circa le disponibilità di gas da una parte, e le criticità per i venditori nel reperire sui mercati all’ingrosso il gas necessario per riuscire a soddisfare la domanda dall’altra, rifacendosi sui clienti stessi con aumenti dei prezzi in bolletta.

Non dovranno mancare quindi, al fianco di queste novità annunciate dall’Arera, degli interventi su base nazionale che siano strutturali, nonché iniziative nazionali e comunitarie per ripristinare gli equilibri della domanda e dell’offerta con la riduzione dell’una e l’incremento dell’altra.

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