Covid Cina, ancora lockdown. A rischio la produzione di iPhone 14 Pro e Pro Max

due mani che reggono uno smartphone

In Cina il problema Covid continua ad essere gestito con un sistema di tolleranza zero, e questo naturalmente si ripercuote pesantemente su alcuni settori dell’economia, dalla produzione ai trasporti.

In particolare in questi giorni abbiamo appreso che vi è un calo delle spedizioni e un incremento dei tempi di attesa per i modelli di fascia alta di Apple, iPhone 14, proprio per via delle nuove chiusure Covid che hanno riguardato un importante impianto di assembaggio a Zhengzhou.

Dalla società di Cupertino hanno fatto sapere che la fabbrica al momento sta operando ad una capacità “significativamente” ridotta, proprio per via delle restrizioni imposte dal governo cinese. Pechino ha infatti imposto il lockdown nella Zhengzhou Airport Economy Zone, nella Cina centrale, ed è proprio qui che si trova la più grande fabbrica di iPhone del mondo.

Apple ha fatto sapere con una nota che per questo motivo le spedizioni dei modelli iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max, saranno inferiori a quanto inizialmente previsto, e che i tempi di attesa che i clienti dovranno affrontare saranno notevolmente dilatati.

Secondo diverse fonti alcuni lavoratori sono fuggiti dall’impianto Apple nell’ultima settimana per evitare di rimanere chiusi all’interno dello stabilimento. Inoltre in altre regioni industriali della Cina, tra cui Shanghai, sono state imposte nuove restrizioni in chiave anti-covid.

La produzione di iPhone di Apple in calo del -30%

Reuters ha recentemente riportato la notizia che a causa delle nuove restrizioni imposte dal governo cinese la produzione degli iPhone di Apple potrebbe subire una riduzione del -30% circa nel mese di novembre.

Nel frattempo pare che l’azienda stia cercando di mantere stabile la produzione spostando alcuni ordini ad altri stabilimenti di Shenzhen.

Non dimentichiamo che anche in passato sono state proprio le restrizioni in chiave anti-Covid più rigide ad aver mandato in tilt la supply chain globale, e in particolare le scelte in tal senso connesse alla politica zero-covid di Pechino, che ha gravemente danneggiato colossi tecnologici come Apple, che dipendono fortemente dal Paese come hub di produzione e assemblaggio.

L’azienda si è ritrovata costretta a cercare nuovi fornitori proprio per far fronte ai disagi connessi alle limitazioni imposte dal governo cinese. Di recente infatti l’azienda di Cupertino ha aggiunto un nuovo fornitore in India proprio per allontanarsi ulteriormente dalla Cina,

Apple ha fatto sapere ieri che continua a registrare una forte domanda di modelli di iPhone di fascia alta, e che le vendite di iPhone sono la principale fonte di introiti per la società, che ha venduto telefoni cellulari per 42,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2022.

Alcune avvisaglie comunque c’erano già state fin dall’inizio dell’anno, e la società aveva avvertito che le scelte politiche del governo cinese avrebbero potuto impattare negativamente sui profitti di Apple.

Intanto la Foxconn di Taiwan, che è il principale fornitore di Apple, ha fatto sapere che sta riducendo le previsioni riguardanti il quarto trimestre 2022 proprio per via delle restrizioni in chiave anti-Covid imposte da Pechino.

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