Firmato il decreto con nuovi limiti e nuovi orari per il riscaldamento. Ecco tutte le regole per l’inverno

mezzo busto di Cingolani che interviene durante un meeting

Il decreto contenente le regole da rispettare per quel che riguarda l’uso del riscaldamento nella stagione invernale è stato firmato. Con esso vengono stabiliti i limiti e gli orari di accensione degli impianti, nonché le varie eccezioni, come ospedali, case di riposo e altre strutture per le quali si è reso necessario prevedere delle deroghe.

Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha fatto sapere infatti che sono state concesse delle “deroghe ai limiti di temperatura, oltre che agli edifici dotati di impianti alimentati in prevalenza a energie rinnovabili”.

Tutte le regole sono quindi contenute nel decreto firmato dal ministro Cingolani che definisce “i nuovi limiti temporali di esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale”, e grazie alle misure introdotte dovrebbe essere possibile risparmiare, secondo i calcoli dell’Enea, circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas.

A ritrovarsi in seria difficoltà non sono peraltro solo le famiglie e le imprese italiane, ma anche le amministrazioni locali, che si rivolgono al governo per chiedere 1 miliardo di euro, che sarebbe l’importo indispensabile per impedire che i bilanci amministrativi finiscano in default.

Descalzi rassicura gli italiani circa le scorte di gas

Non dovrebbero esserci problemi, quanto meno stando a ciò che ha dichiarato in questi giorni lo stesso CEO di Eni, Claudio Descalzi, per quel che riguarda la disponibilità di gas. In Italia i siti di stoccaggio sarebbero pieni ben oltre il 90%, e questo dovrebbe permettere di superare la stagione fredda senza eccessivi disagi.

Descalzi ha tenuto a precisare che il gas è sufficiente, e che salvo incidenti tecnici, come un guasto o la rottura di un impianto che riguardano Paesi fornitori, oppure un freddo particolarmente rigido, non dovrebbero esserci problemi con le scorte.

In ogni caso il presidente di Nomisma Energia ricorda che “la crisi dei prezzi non si risolverà entro il 2023: ci vorranno almeno tre anni”. La cosa andrà per le lunghe insomma, e le soluzioni non sono esattamente a portata di mano, come egli stesso evidenzia in una intervista rilasciata a “The Post internazionale“, in cui spiega che “imporre un tetto al prezzo del gas è impossibile e inutile” e che “l’unica via possibile è quella del sostegno diretto dei governi a imprese e famiglie”.

La situazione è sicuramente critica, anche perché al di là delle misure previste per ridurre i consumi, “senza gas e senza combustibili ed energia di derivazione fossile non ce la possiamo fare in nessun caso”.

Le regole per l’accensione del riscaldamento nel nuovo decreto

La prima regola che il decreto firmato dal titolare del MiTE Roberto Cingolani stabilisce è la riduzione di un’ora dell’orario di accensione degli impianti di riscaldamento negli edifici, e la riduzione di 15 giorni del periodo di funzionamento degli impianti, con alcune eccezioni.

Il provvedimento firmato dal ministro Cingolani prevede infatti che le limitazioni “non si applicano agli edifici adibiti a luoghi di cura, scuole materne e asili nido, piscine, saune e assimilabili e agli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili” e “agli edifici che sono dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili”.

Il decreto firmato da Roberto Cingolani stabilisce quindi che il periodo di accensione degli impianti è “ridotto di un’ora al giorno e il periodo di funzionamento della stagione invernale 2022-2023 è accorciato di 15 giorni, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di sette giorni la data di fine esercizio”.

Sono tuttavia previste delle deroghe, oltre che le eccezioni per alcuni edifici come sopra brevemente esposto. Si possono applicare deroghe al regolamento in presenza di “situazioni climatiche particolarmente severe” nel qual caso “le autorità comunali, con proprio provvedimento motivato, possono autorizzare l’accensione degli impianti termici alimentati a gas anche al di fuori dei periodi indicati al decreto, purché per una durata giornaliera ridotta. Inoltre, i valori di temperatura dell’aria sono ridotti di un grado centigrado”.

Il MiTE ha anche spiegato che al fine di agevolare l’applicazione delle nuove disposizioni “Enea pubblicherà un vademecum con le indicazioni essenziali per impostare correttamente la temperatura di riscaldamento che gli amministratori di condominio potranno rendere disponibile ai condomini”.

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