Tetto all’uso dei contanti, la Lega propone di alzarlo a 10.000 euro. Meloni: “lo faremo”

una mano con banconote di diverso taglio disposte a ventaglio

Il tetto ai pagamenti con denaro contante doveva essere progressivamente abbassato fino a 1.000 euro, ma la tabella di marcia ha subito vari ritardi e rallentamenti, ed ora addirittura sembra che dagli attuali 2.000 euro si potrebbe passare a ben 10.000 euro.

La proposta arriva dalla Lega di Matteo Salvini, che torna al governo questa volta coi suoi alleati naturali del centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Il Carroccio ha infatti depositato la proposta di legge a prima firma dell’onorevole Alberto Bagnai che dovrebbe portare il tetto massimo per i pagamenti con denaro contante fino a 10.000 euro.

Secondo il leader della Lega si tratta di una “proposta di buonsenso” e “in linea col programma del centrodestra e con altri Paesi europei: meno burocrazia, più libertà”.

Le parole di Matteo Salvini su Facebook sono state seguite dalle dichiarazioni di Giorgia Meloni, che ha dichiarato: “confermo che metteremo mano al tetto al contante” specificando che “penalizza i più poveri”.

Tetto pagamenti in contanti, dal 1° gennaio a 10.000 euro invece che a 1.000 euro

Il decreto Milleproroghe stabiliva che il tetto per i pagamenti con denaro contante sarebbe passato, a partire dal 1° gennaio 2023 a 1.000 euro dagli attuali 2.000 euro.

Le cose però potrebbero cambiare notevolmente sulla base delle recenti dichiarazioni dei maggiori esponenti della coalizione di centrodestra, con Fratelli d’Italia che conferma che il tetto a 10 mila euro sarà inserito nella manovra economica.

La proposta di legge che arriva dalla lega è stata subito ‘blindata’ da uno dei consiglieri di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari, che ha spiegato che “l’aumento al tetto del contante è da sempre nel programma di FdI, del centrodestra, lo faremo già nella prima legge di Bilancio”.

Fazzolari tra l’altro potrebbe essere il nuovo sottosegretario all’attuazione del programma, ed è stato egli stesso a chiarire che l’aumento del tetto al contante “non ha nessun collegamento con la lotta all’evasione. C’è una tregua fiscale come è previsto nel programma. Chi ha pagato le tasse nei tempi e nei modi pagherà sempre meno di chi non lo ha fatto”.

Conferme sono arrivate anche da Giorgia Meloni, che oltre a ribadire che alzare il tetto ai pagamenti con denaro contante fa parte del programma del centrodestra, ha anche ricordato che “penalizza i più poveri”, cosa che emerge anche dai richiami “alla sinistra da parte della Bce”.

Senza contare che un tetto così basso per i pagamenti con denaro contante “rischia di non favorire la nostra competitività” anche perché Paesi vicini come Austria e Germania non ce l’hanno.

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