X (ex Twitter) vale -55% | L’effetto Elon Musk sul social

X (ex Twitter) grafico in perdita

X (ex Twitter) perde terreno: il social media vale – 55% rispetto allo scorso anno. Ecco l’effetto Elon Musk!

Twitter è una delle piattaforme di social media più influenti e popolari al mondo, fondata nel 2006 da Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams, anche se all’inizio non fu pensato per essere un social.

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X (ex Twitter) grafico in perdita

Con milioni e milioni di utenti attivi mensili, pur essendo partito come prodotto di nicchia, Twitter si è affermato come un luogo di incontro per individui, aziende e figure pubbliche per condividere pensieri, notizie e interagire in tempo reale.

Gli utenti possono condividere pensieri, notizie e aggiornamenti in tempo reale, creando una dinamica unica di comunicazione caratterizzata da messaggi brevissimi (140 caratteri). Da qui deriva “tweet”, il “cinguettio”.

Nel 2022, Twitter è passato a Elon Musk, diventando per tutti X, cambiando grafica e arricchendosi di nuove funzioni e nuovi piani rispetto a quelle di default.

X (ex Twitter): quanto vale dopo Elon Musk?

L’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk e la gestione successiva del social media platform da parte del proprietario di Tesla e del suo team non si sono rivelate mosse vincenti (almeno fino ad questo momento).

Secondo il Wall Street Journal, infatti, il valore di Twitter (ora chiamato X) è sceso notevolmente da quando è stato acquisito da Musk. Il valore attuale si aggira intorno ai 19 miliardi di dollari mentre un anno fa Musk l’aveva acquistato per 44 miliardi di dollari. Ciò significa che il valore di X si attesta a – 55%, con una perdita di circa 25 miliardi di dollari in un solo anno.

twitter perde 25 milioni
Business in perdita

I motivi di questa perdita

La gestione di Musk sembra essere stata caratterizzata da scelte opinabili, andando dalle riduzioni del personale e al “vuoto” in ambiti importanti come quello che moderava i contenuti. Inoltre, sono state introdotte iniziative a pagamento per raccogliere fondi dagli utenti (es. X Premium).

A far perdere terreno c’è anche la volontà dell’imprenditore sudafricano di trasportare X verso i servizi finanziari, trasformandolo in una sorta di banca online in stile PayPal ed eliminando la necessità di avere necessariamente un conto tradizionale.

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