Dopo mesi di scontri arriva per Hong Kong il momento delle elezioni per i consigli distrettuali, e lo schieramento democratico, vale a dire quel fronte che riunisce tutte le forze favorevoli al mantenimento dello status autonomo dell’ex colonia secondo il principio “un Paese due sistemi”, ha letteralmente stravinto.

Ai democratici sono andati 388 seggi sul totale di 452, che corrisponde più o meno al 90% dei seggi. Il governo locale pro-Cina ha subito così un colpo durissimo, ed ora si deve accontentare di gestire un solo distretto della città su 18.

Alta anche l’affluenza, che ha fatto segnare un record con oltre 2,94 milioni di cittadini accorsi alle urne, pari al 71,2% degli aventi diritto. Tra i vincitori della tornata elettorale il candidato Ronald Tse Man-chak che ha sconfitto il rivale pro-Pechino Wong Wai-kit che era considerato tra i favoriti nelle ultime elezioni grazie a un margine di oltre 2 mila voti.

Altra importante vittoria quella conseguita da Stanley Ho Wai-hong, che nel mese di settembre aveva subito un’aggressione da parte di 4 uomini. Il candidato pro-autonomia si è imposto nel seggio di Pak Sha Wan sul suo rivale pro-Cina Junius Ho Kwan-yiu con un distacco di più di mille voti.

Joshua Wong: “la libertà non è qualcosa che si possa dare per scontato”

L’attivista 23enne Joshua Wong, uno dei leader più popolari della protesta che si è svolta negli ultimi mesi a Hong Kong, si è rivolto all’Italia in un’intervista concessa all’AGI, ammonendo: “la libertà non è qualcosa che si possa dare per scontato”.

Le parole di Wong arrivano all’indomani dell’esito delle consultazioni elettorali per il rinnovo dei Consigli distrettuali di Hong Kong. Un voto che determina se non altro quale sia il seguito su cui la protesta che ha sconvolto la città negli ultimi mesi può contare. Un consenso crescente e ormai strabordante per i democratici, che nelle urne mettono a segno una grande vittoria.

Joshua Wong però si è rivolto anche alla Ue, al Papa e all’Italia chiedendo un intervento più deciso. In Italia peraltro il giovane attivista ci sarebbe dovuto venire in seguito ad un invito ricevuto dalla Feltrinelli, ma dal momento che gli è stato negato il passaporto l’appuntamento è saltato.

La Cina rinnova il suo appoggio alla governatrice Lam

La posizione della Cina nei confronti della governatrice di Hong Kong non cambia. Di fronte all’esito delle elezioni e alla sconfitta della coalizione pro-Pechino, la Cina ha rinnovato il proprio “risoluto appoggio” alla governatrice Carrie Lam, sostenuta dai candidati pro-establishment battuti praticamente ovunque.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, in conferenza stampa ha infatti dichiarato: “il governo centrale sostiene con risolutezza la leadership del governo della Regione Amministrativa Speciale della capo esecutivo Carrie Lam”. “La risolutezza del governo cinese nel proteggere la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo non ha vacillato” ha continuato poi Geng “e non ha vacillato la risolutezza a portare avanti il modello “un Paese, due sistemi”. Principio questo che è alla base dei rapporti tra la ex colonia britannica e la Cina dal 1997, cioè da quando Hong Kong è tornata ad essere una provincia cinese.

I consiglieri distrettuali neoeletti contro l’assedio del Politecnico

Sono stati gli stessi consiglieri distrettuali di Hong Kong appena eletti, a prendere l’iniziativa di convergere nel pomeriggio a Centenary Garden, dove hanno chiesto alla polizia di rompere l’assedio che si protrae contro i manifestanti che si trovano nell’edificio del Politecnico ormai asserragliati lì da ben nove giorni.

Micheal Mo, il vincitore del seggio di Tuen Mun, era tra i consiglieri a manifestare, e ha dichiarato di essere stato sollecitato da migliaia di persone a fare qualcosa per fare in modo che i concittadini bloccati nel campus dall’assedio delle forze dell’ordine, i “nostri fratelli e sorelle”, possano tornare pacificamente alle proprie case.

Il governo deve “salvare i nostri ragazzi” per Paul Zimmerman, consigliere confermato a Pokfulam, che sta tentando insieme ad altri di trovare una soluzione alle attuali agitazioni. Invece il consigliere distrettuale di Sai Kung, Gary Fan, pare abbia ricevuto dalle autorità il permesso di entrare nella struttura del Politecnico insieme ad un piccolo gruppo di persone per rilevare il numero di cittadini e studenti che sono ancora al suo interno. Un altro gruppo di consiglieri invece si sarebbe recato presso i palazzi del governo per sollecitare lo stop immediato dell’assedio delle forze di polizia.

Borse asiatiche chiudono in rialzo. Hong Kong +1,5%

Intanto le borse hanno reagito al rialzo ai segnali positivi che riguardano il negoziato commerciale tra Washington e Pechino. L’indice Hang Seng di Hong Kong sale dell’1,5% fino a 26.993,04 punti proprio nelle ore in cui la vittoria delle elezioni sembra pendere dalla parte dei candidati anti-governativi.

Sulla Cina continentale Shanghai guadagna lo 0,7% a 2.906,17, ma sono in rialzo anche le altre Borse asiatiche con il Nikkei 225 di Tokyo che sale dello 0,78%.

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