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Presidenziali Usa, Biden o Trump? Ecco come potrebbero cambiare le scelte degli investitori

Presidenziali Usa, Biden o Trump? Ecco come potrebbero cambiare le scelte degli investitori

Nell'analisi di AllianzGI le diversità in fatto di tasse societarie, energia e rapporti con la Cina e il modo in cui possono impattare sui mercati

Il 3 novembre gli Stati Uniti saranno chiamati a scegliere tra Donald Trump e Joe Biden, e a questa scelta sono legate naturalmente questioni prettamente economiche, visto che a seconda di quale sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca, variano gli effetti sui mercati e sulle allocazioni di portafoglio.

Una posta in gioco molto alta, non solo per i rispettivi schieramenti politici, ma anche per ciò che l'esito del voto implica per i mercati e le scelte di investimento, agendo su tre aree specifiche in cui le differenze tra Biden e Trump possono avere un impatto importante sulle allocazioni di portafoglio, come tassazione degli utili societari, politica energetica e rapporti commerciali, in particolare con la Cina.

Il modo in cui le elezioni presidenziali Usa andranno ad interessare i mercati ce lo spiega Mona Mahajan, Us Investment Strategis di AllianzGI. Gli investitori dovranno iniziare a pensare in che modo correggere il tiro in fatto di scelte di portafoglio in base all'esito che si profilerà alla chiusura delle urne, anche se per quel che riguarda tecnologie emergenti e infrastrutture, qualunque sia l'esito del voto sono settori che ne usciranno vincitori.

Tasse societarie: Trump è più pro-mercato

Lo sfidante Joe Biden vorrebbe ribaltare i tagli fiscali che furono operati nel 2017 proprio dall'amministrazione Trump, quindi è chiaro che in fatto di tasse societarie, il tycoon è evidentemente più pro-mercato.

È anche vero però che questo tipo di scelta di Joe Biden potrebbe essere alla fine bilanciata da altre iniziative a favore della crescita. Si deve tener conto che rivedere i tagli fiscali significherebbe colpire gli utili dei settori che hanno beneficiato maggiormente dei tagli fiscali, mentre Biden potrebbe sostenere l'economia in aree di crescita come il 5G e l'energia pulita.

Inoltre è difficile che Biden decida di rivedere i tagli fiscali come prima cosa, vista la crisi economica che ha pesantemente colpito anche gli Usa in seguito alle misure di lockdown imposte in tutto il Paese, e preferirà invece attendere piuttosto che la ripresa sia avviata.

Energie rinnovabili: Biden è a favore di ingenti investimenti

Non è certo Donald Trump tra i due sfidanti, quello più incline a sposare progetti di economia in chiave green. In campo energetico infatti è Joe Biden ad avere in programma grandi investimenti sulle rinnovabili a tutela dell'ambiente, a differenza di Trump che invece è un convinto sostenitore delle fonti di energia tradizionali, come il petrolio, il carbone e il gas.

Trump intende infatti introdurre un regime fiscale e regolatorio favorevole che sarebbe accompagnato ad un incoraggiamento delle estrazioni usando la tecnica del cosiddetto "fracking". L'attuale presidente Usa infatti non nasconde di aver intenzione di rendere gli Stati Uniti meno vulnerabili possibile a shock energetici che possano avere origine da instabilità in Medio Oriente, o che arrivino dall'OPEC.

Il nodo dei rapporti con la Cina

Sia Trump che Biden sono chiaramente intenzionati a rafforzare la posizione degli Stati Uniti e la sua leadership, ma mentre Trump è più propenso ad adottare la politica dell'incontro-scontro diretto, Biden sembra più incline alla costruzione di una vera alleanza, secondo l'analisi dell'esperta di AllianzGI.

Joe Biden, in ogni caso, ha in programma di spendere 300 miliardi di dollari per assicurare agli USA maggiore competitività tecnologica rispetto alla Cina.

Posizioni simili su farmaci, tech e infrastrutture

Non si evidenziano grandi differenza tra la posizione di Trump e quella di Biden su temi come farmaci, tech e infrastrutture. L'esperta di AllianzGI infatti sottolinea nella sua analisi che i due candidati, su alcune aree come il prezzo dei farmaci, i giganti tecnologici e le infrastrutture, sono abbastanza allineati.

Le loro posizioni peraltro non sono particolarmente gradite ai mercati. Si parla infatti di una riduzione dei prezzi dei medicinali, e dell'aumento della regolazione delle grandi società tecnologiche. Il nervosismo dei mercati però è fisiologico nel contesto delle elezioni presidenziali, almeno finché gli investitori non sono in grado di 'inquadrare' il vincitore.

Vincitori e vinti dopo il voto

Secondo l'esperta di AllianzGI nei prossimi 12-18 mesi dobbiamo aspettarci un rimbalzo dell'economia, con un'ampia partecipazione settoriale e geografica al movimento al rialzo dei mercati, non solo nell'ambito dei grandi titoli tecnologici che hanno trainato il periodo di recupero dopo la crisi.

Quanto all'allocazione di portafoglio, Mona Mahajan individua interessanti prospettive per selezionati titoli ciclici, tecnologie emergenti con prospettive di crescita a lungo termine, e per finire infrastrutture ed energia pulita. Sono questi secondo l'esperta di AllianzGI i settori che si riveleranno vincitori all'indomani del voto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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