Sembra più che mai vicino alla vittoria, il candidato democratico Joe Biden, con 264 voti elettorali sui 270 necessari per arrivare alla Casa Bianca, eppure man mano che il traguardo si avvicina si infittiscono anche i dubbi su possibili irregolarità riguardanti in particolare il conteggio dei voti espressi per posta.

Il presidente uscente, Donald Trump, aveva espresso molte perplessità circa la validità del voto espresso per posta fin dall’inizio, incorrendo anche nella censura di Twitter, che aveva oscurato un post in cui  il tycoon criticava questa modalità di voto bollandolo come privo di fonte.

Eppure il fatto che il voto per posta non garantisce gli standard di sicurezza che invece sono garantiti dal sistema dell’urna è noto a tutti, e non dovrebbe certo sorprendere che vista la posta in gioco esista la possibilità da verificare nelle opportune sedi, che in qualche modo questa falla venga sfruttata a vantaggio di uno o dell’altro candidato.

Irregolarità nel conteggio dei voti nel Wisconsin e nel Michigan, bufala?

Alcuni media nazionali italiani ci hanno messo poco a bollare la notizia di possibili irregolarità nel conteggio dei voti sia in Wisconsin che in Michigan, tra cui Il Post, che sebbene non si dilunghi in argomentazioni esaustive, ritiene di poter affermare con certezza che si tratta solo di una bufala e che a questa bufala stanno dando seguito “noti siti di complottisti di destra”.

Ma cosa è accaduto esattamente in questi due Stati in particolare? Ci sono due grafici che spiegano in modo piuttosto chiaro e comprensibile a tutti quello che chiunque stesse seguendo da vicino l’andamento del conteggio delle schede dei voti per posta ha avuto modo di osservare.

Cominciamo allora dal Michigan, dove il conteggio dei voti espressi per posta stava procedendo con un trend che non ricuciva in modo particolarmente rapido il distacco tra Trump e Biden, con il presidente uscente in vantaggio di circa 20 mila voti pari allo 0,4% circa.

Per spiegare meglio quello che stava accadendo, e che si evince dal grafico, ricordiamo che il recupero di Biden mostrava una curva che evidenziava, come è ovvio che sia, la presenza tra quelle schede anche di voti repubblicani e non solo democratici.

Nottetempo poi il conteggio delle schede, che chiunque poteva seguire in tempo reale dal web, si è interrotto per diversi minuti per poi riprendere a situazione ribaltata, con Biden davanti di quasi mezzo punto percentuale. Quello che è accaduto viene mostrato da un grafico in modo molto chiaro, ed eccolo qui.

Qualcosa di molto simile era già accaduto poco prima anche nello Stato del Wisconsin, dove l’ampio margine di vantaggio di Donald Trump si è progressivamente ridotto con il conteggio dei voti via posta, fino al momento in cui c’è stato il sorpasso improvviso. Anche in questo caso per capire cosa è successo possiamo osservare un grafico molto eloquente. 

Secondo Il Post però non c’è nulla di strano. “Queste immagini in realtà non mostrano nulla di particolarmente losco” si legge sul noto quotidiano online, “lo ‘scalino’ visibile nel grafico segnala l’arrivo dei voti via posta da Milwakee, una città storicamente molto Democratica che ha deciso di conteggiare tutte le schede postali in un unico seggio, al posto di affidarle ai seggi che hanno osptitato le operazioni di voto nella giornata del 3 novembre”.

Milwakee è una città con oltre 550 mila abitanti, e per quanto vi possa essere una larga maggioranza di elettori democratici, è statisticamente impossibile che tutti quelli che avevano espresso la preferenza con il voto via posta abbiano scelto Biden. In questo caso infatti quello che si evince è che decine di migliaia di persone che hanno votato via posta erano tutti elettori democratici, nessuno escluso, cioè l’intera totalità dei votanti per posta della città di Milwakee.

Sicuramente eventuali irregolarità verranno verificate nelle sedi opportune, ma da qui ad affermare che le irregolarità che hanno portato alla vittoria di Biden nel Michigan e nel Wisconsin sono solo il frutto di una bufala si mistifica la realtà dei fatti.

Alcuni diranno che si sapeva che il voto per posta avrebbe avvantaggiato il candidato democratico, e nessuno qui intende affermare il contrario. Tuttavia, come sottolineano anche altri siti di informazione, non si può dire che non sia stato quantomeno anomalo il modo in cui si è verificato questo ribaltamento della situazione dei consensi.

Lo spoglio che si blocca improvvisamente durante la notte con Trump in evidente vantaggio, poi riprende con l’immissione di frotte di suffragi a favore di Joe Biden. I voti venivano assegnati, sia nello Stato del Michigan che nel Wisconsin al candidato democratico nella loro totalità e non stiamo parlando solo di roccaforti democratiche, ma anche di contee come quella di Antrim nel Michigan dove Trump nel 2016 aveva battuto la Clinton con circa 30 punti di vantaggio, mentre ora risulta perdere con 30 punti di svantaggio contro Biden.

Presunte irregolarità anche in Pennsylvania

È stato attraverso la denuncia di tali anomalie che si è potuto richiamare l’attenzione delle autorità rettificando alcune di esse. Lo stesso “FiveThirtyEight” sito di statistica americano d’orientamento progressista, quindi vicino al candidato democratico, non ha esitato ad ammettere candidamente che un lotto di 23.277 schede provenienti da Philadelphia sia andato “tutto a Biden”.

E con tutto si intende proprio tutto, nella sua totalità, cioè nessuno in quel lotto di oltre 23 mila schede aveva votato per Donald Trump.

Anche in Pennsylvania ne stanno succedendo di cotte e di crude ma senza che l’informazione mainstream si preoccupi di dare adeguato risalto ad operazioni di voto e di conteggio delle schede dalla regolarità quantomeno dubbia.

Lo Stato della Pennsylvania, di amministrazione democratica, con il sostegno della Corte Suprema, anch’essa vicina al partito democratico, ha stabilito che si potranno accettare i voti giunti via posta anche dopo l’Election Day, anche se privi del timbro postale necessario per certificarne la provenienza e l’avvenuta spedizione prima della chiusura delle urne, e persino nel caso in cui la firma dell’elettore che accompagna il voto non corrisponda alla firma conservata nei registri per quell’elettore.

Il caso dell’Arizona

E come se non bastasse c’è anche il caso dell’Arizona, Stato che assegna un bel bottino di 11 voti dei grandi elettori che la Fox di Rupert Murdock ha già assegnato allo sfidante Joe Biden nonostante il distacco tra i due sia di un paio di punti percentuale, pari a circa 60 mila voti, mentre i voti scrutinati sono solo l’88% del totale.

In questo momento vengono assegnati a Joe Biden 264 grandi elettori, compresi anche gli 11 dello Stato dell’Arizona, che però in realtà non sono matematicamente certi, tant’è che altre emittenti indicano come totale raggiunto da Biden ad ora 253 e non 264.

Nelle scorse ore infatti il presidente uscente ha contattato Rupert Murdock e secondo quanto riportato dai maggiori media a stelle e strisce la telefonata è stata particolarmente accesa ma altrettanto infruttuosa.

Il tycoon ha chiesto a Murdock di rettificare quanto diffuso dalla sua emittente ma il vecchio amico di Donald Trump non ne ha voluto sapere. Così l’Arizona risulta assegnata a Biden ben prima che il conteggio abbia effettivamente decretato il vincitore, alla faccia del mantra che il candidato democratico continua a ripetere che “bisogna contare ogni singolo voto”.

Anche Matteo Salvini fiancheggia Donald Trump

Dopo aver presentato un’azione legale in Michigan e in Pennsylvania, Donald Trump decide di agire per vie legali anche per quanto sta accadendo in Georgia, minacciando se necessario di ricorrere alla Corte Suprema.

Dopo lo spoglio del 99% delle schede elettorali provenienti dallo Stato della Georgia il presidente uscente vede ridotto il suo vantaggio fino ad un distacco di appena 14 mila voti pari allo 0,3% di distacco.

Da cui l’annuncio di Donald Trump che ha fatto sapere di aver intenzione di presentare ricorso nello Stato per far sospendere il conteggio dei voti come riportato dall’agenzia di stampa AP.

Ad affiancare il presidente uscente anche l’ex ministro Matteo Salvini, che nel corso di una diretta su Instagram ha dichiarato: “fa bene a chiedere di controllare voto per voto” perché “ci sono posti dove ci sono più voti che votanti”. Poi Salvini ha anche fatto una previsione “ci saranno sorprese, aspettatevele, confido che possano arrivare delle sorprese”.

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