La riforma del Mes passa al Senato, nonostante i tentennamenti anche il Movimento 5 Stelle vota sì

La riforma del Mes passa al Senato, nonostante i tentennamenti anche il Movimento 5 Stelle vota sì

Via libera dal Parlamento alla riforma del Mes. Anche i 5 Stelle votano a favore, e la maggioranza raccoglie 314 sì alla Camera e 158 sì al Senato

Hanno tentennato fino alla fine, quei pochi parlamentari del Movimento 5 Stelle che sembravano intenzionati a votare contro la riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, ma alla fine si sono adeguati anche loro, e grazie all'ennesimo voltafaccia della forza politica creata da Beppe Grillo il secondo governo Conte resta in piedi.

Non che ci fossero grandi dubbi sul fatto che anche questo ultimo punto del programma dei 5 Stelle sarebbe stato bellamente messo da parte per seguire evidentemente nuovi piani. Piani che però differiscono totalmente da quelli enunciati dal programma dei grillini, diversi completamente quindi dai programmi degli Italiani, che i 5 Stelle al governo ce li hanno mandati proprio per seguire il programma originale.

Qualcuno parla di tradimento, e magari esistono anche termini più appropriati per descrivere ciò che il Movimento 5 Stelle sta facendo dai banchi del Parlamento, ma di certo questo termine si presta piuttosto bene.

Camera e Senato approvano la risoluzione di maggioranza per la riforma del Mes

Si è compiuto ieri un ulteriore passo avanti verso il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) e per quanto fino ad un paio d'anni fa non sarebbe stato facile immaginarlo, ciò è avvenuto proprio grazie all'appoggio del Movimento 5 Stelle.

Quello stesso Movimento 5 Stelle che accusava la Lega di essere un finto partito sovranista, di essere alla realtà dei fatti europeista, ha votato a favore della riforma del Mes, portando l'Italia sempre più vicina al fondo salva Stati, mentre la Lega, insieme a Fratelli d'Italia, ha votato contro.

La proposta di riforma del Mes presentata mercoledì alle due Camere dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte passa sia alla Camera dei Deputati, dove raccoglie in tutto 314 sì, 239 no e 9 astensioni, che al Senato della Repubblica, dove i numeri erano un po' più incerti, e all'approvazione ci si arriva con 156 sì, 129 no e 4 astenuti.

Il risultato è che il Mes va avanti, non si trattava di dare al fondo salva Stati l'approvazione definitiva, né tantomeno di attivarlo per l'Italia, ma semplicemente venivano approvate le comunicazioni del presidente del Consiglio, con le quali Conte spiegava le ragioni per cui l'Italia approverà la riforma del Mes nel prossimo vertice euro.

La riforma del Mes di cui tanto si parla prevede in particolare due cambiamenti: il primo riguarda l'istituzione di un Fondo di Risoluzione unico per aiutare le banche europee in difficoltà, da cui il soprannome di "fondo salva banche", mentre il secondo riguarda l'introduzione dell'obbligo per il Paese che accede alla linea di credito del Mes di emettere particolari titoli di Stato chiamati "single limb CAC" attraverso i quali si permette ai creditori una "ristrutturazione del debito".

Dopo il voto a favore del Mes 4 deputati lasciano il Movimento 5 Stelle

Avevano resistito anche troppo i quattro deputati che hanno lasciato il Movimento 5 Stelle dopo aver assistito all'ennesimo voltafaccia. Si tratta di Antonio Lombardo, Maria Lapia, Fabio Berardini e Carlo Ugo De Girolamo, ora approdati tutti al Gruppo Misto ma, come essi stessi hanno spiegato, non per restarci.

È stato evidentemente troppo anche per loro, oltre che per le migliaia di ormai ex elettori 5 Stelle, sicché davanti all'ennesimo tradimento hanno deciso di lasciare una forza politica che ormai non ha nulla della realtà creata da Beppe Grillo.

I quattro deputati sono tutti tra i 58 firmatari della lettera con cui una parte del M5s chiedeva di rinviare i punti critici della riforma del Mes. Di questi 58 però a non votare a favore della riforma sono stati solo in 13, ed ora 4 di loro non fanno più parte del Movimento 5 Stelle.

Non votare a favore del Mes, coerentemente con quanto scritto nel programma del Movimento 5 Stelle, è però secondo il reggente Vito Crimi, ragione valida per l'espulsione. "Noi 13 deputati che abbiamo votato coerentemente con il nostro programma elettorale siamo stati minacciati di espulsione ed emarginati" ha spiegato Berardini "il clima è diventato talmente tossico che non mi riconosco più in questa forza politica".

Solo qualche giorno fa ad abbandonare il gruppo del Movimento 5 Stelle erano stati quattro europarlamentari: Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi e Rosa D'Amato che sono passati al gruppo dei Verdi.

Ora nel futuro dei fuoriusciti sembra profilarsi una nuova formazione ambientalista. Infatti lo stesso Lombardo, deputato siciliano che ha lasciato oggi il Movimento 5 Stelle, è considerato vicino all'eurodeputato Corrao. Un progetto che "è solo agli inizi" dicono, infatti "ci si aspettano altre adesioni a cascata tra i parlamentari M5s".

"È stato un bel sogno, adesso sveglia! Oggi per me si chiude il percorso che mi ha legato al Movimento 5 Stelle per molti anni. La votazione sul Mes è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso" ha dichiarato Lombardo dopo aver lasciato il M5s, e ha poi aggiunto: "non intendo andare nel gruppo misto per rimanerci, mi piacerebbe costruire una componente ecologista e progressista".

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