La presidente Lagarde dice no alla cancellazione del debito degli Stati detenuto dalla BCE

La presidente Lagarde dice no alla cancellazione del debito degli Stati detenuto dalla BCE

Christine Lagarde sull'ipotesi di cancellazione del debito "minaccerebbe la credibilità della banca centrale e della UE" e inoltre "è illegale"

In questi giorni si parla piuttosto di frequente della possibilità che la Banca Centrale Europa "cancelli" il debito degli Stati membri. Noi ne avevamo parlato riportando le considerazioni di Mark Dowding, Chief Investment Officer di BlueBay Asset Management, che aveva illustrato anche alcune possibili soluzioni diverse da un vero e proprio azzeramento del debito degli Stati.

L'idea di una cancellazione del debito però è stata categoricamente esclusa dalla presidente della BCE, Christine Lagarde, che a tal proposito ha messo subito le cose in chiaro. Una cancellazione del debito degli Stati detenuto dalla banca centrale infatti rappresenterebbe a suo dire una sorta di "illusione contabile" e "minaccerebbe la credibilità della banca e della stessa Ue".

Per Lagarde cancellare il debito degli Stati detenuto dalla BCE "è illegale, punto", cioè si tratta di un'operazione che i trattati non contemplano, infatti è lei stessa a sottolineare che una pratica di questo tipo "non è inclusa nel Trattato Ue".

La presidente Lagarde ha anche spiegato: "su questo argomento va tolto qualsiasi dubbio, qualsiasi ambiguità: si tratta di una illusione contabile, non ha senso economico date le condizioni finanziarie al momento molto favorevoli, mina la credibilità della Ue e della Bce oltreché la fiducia, rischia di aumentare in modo significativo i costi di finanziamento".

La Bce prosegue nella politica di acquisto di titoli di Stato

La politica monetaria espansiva su cui la Bce ha accelerato con l'inizio della crisi economica determinata da lockdown e misure restrittive imposte dai vari governi centrali, proseguirà anche nei prossimi mesi come la stessa Christine Lagarde ha confermato davanti alla Commissione per gli Affari economici del Parlamento Europeo.

La decisione è stata comunicata dalla Lagarde una settimana dopo che il Consiglio direttivo ha annunciato l'aumento degli acquisti di debito nell'ambito del programma di emergenza PEPP.

"Gli acquisti settimanali continueranno ad essere distorti da fattori a breve termine, come i grandi rimborsi occasionali, l'aumento del tasso di esecuzione del nostro programma sarà visibile quando sarà percepito in intervalli di tempo più lunghi" ha spiegato Lagarde.

Stando agli ultimi dati che sono stati pubblicati, la Banca Centrale Europa ha incrementato il volume degli acquisiti di titoli di Stato di 2 miliardi di euro a settimana, fino alla soglia dei 14 miliardi a settimana.

Ora il mercato si aspetta che si raggiungano i 20 miliardi a settimana nel giro di qualche mese, ma dovremo attendere la prima settimana completa per avere conferma che la BCE stia effettivamente avvicinandosi alle aspettative.

Nel frattempo negli Usa la Federal Reserve ha lasciato crescere il tasso di interesse del T-Note fino ad oltre l'1,72%. La Bce dal canto suo tenta di arginare l'aumento dei rendimenti obbligazionari che potrebbe rappresentare un rischio per la faticosa ripresa economica dell'eurozona. Quello che si teme è che l'aumento dei tassi d'interesse alla fine possa ripercuotersi sull'economia reale costringendo famiglie e imprese a sostenere costi di prestito più elevati.

A tal proposito Christine Lagarde ha spiegato che "i rischi al ribasso persistono nel breve termine, principalmente legati alla diffusione delle mutazioni del virus e alle implicazioni dell'attuale pandemia nelle condizioni economiche e finanziarie".

La numero uno dell'eurotower ha anche ricordato che la Bce analizza le condizioni di finanziamento in tutta la catena e l'impatto che queste potrebbero avere sul credito, e quindi sull'economia, influenzando la stabilità dei prezzi e l'inflazione, in modo tale da preservare condizioni di finanziamento favorevoli.

Lagarde ha infatti affermato: "stiamo cercando di evitare che i rendimenti corrano davanti agli sviluppi economici".

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