Con il decreto Draghi confermata zona rossa o arancione fino al 30 aprile. Ecco cosa si può fare e cosa no

Con il decreto Draghi confermata zona rossa o arancione fino al 30 aprile. Ecco cosa si può fare e cosa no

Niente zona gialla fino a fine aprile a meno che non si verifichino netti miglioramenti nella curva epidemiologica, e scatta l'obbligo di vaccinazione per sanitari e farmacisti

Il nuovo decreto del Governo di Mario Draghi stabilisce le regole da rispettare fino al 30 aprile, confermando la linea del rigore per la quale spinge l'intero centro sinistra, compreso naturalmente il Movimento 5 Stelle, e rigettando invece le proposte del centro destra che indicava soluzioni meno drastiche.

A conti fatti tra una e l'altra linea d'azione vi erano ben poche differenze, sfumature che non avrebbero in ogni caso modificato più che tanto le prospettive dei cittadini italiani per i prossimi trenta giorni.

L'Italia resta divisa in zone arancioni e zone rosse nonostante i dati relativi all'andamento dei contagi, in base ai parametri ritenuti validi fino a metà gennaio, permetterebbero alla quasi totalità delle Regioni di essere inserite in fascia gialla.

Fascia gialla che tuttavia, tenendo conto dell'andamento della curva epidemiologica, dovrebbe essere comunque decretata per diverse Regioni, anche con gli attuali parametri, in quanto si trovano ad avere un indice Rt inferiore a 1.

La zona gialla però resta sospesa, poco importa che in quelle aree del Paese di nuovi contagi se ne contino relativamente pochi. Ai cittadini è comunque imposto di fare altri sacrifici che costeranno altri posti di lavoro e altri gravi disagi, che continuano a spingere il Paese verso un preoccupante aumento delle disuguaglianze, e verso tassi di disoccupazione senza precedenti.

Cosa si può fare a Pasqua e Pasquetta?

Nei tre giorni tra il 3 ed il 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa, il che significa che sono consentiti gli spostamenti dal proprio domicilio solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e assoluta necessità.

Il governo però ha concesso ai cittadini la possibilità di andare in visita a parenti o amici, ma solo una volta al giorno e solo fino a due persone per volta più eventuali figli minori di 14 anni. Una concessione che era stata già fatta in occasione delle festività natalizie dal governo Conte e che ora il governo Draghi ripete nell'ambito di una generale stretta su larga scala.

Riaprono le scuole fino alla prima media

A partire dal 6 aprile riaprono tutte le scuole fino alla prima media in tutto il Paese. Inoltre nelle Regioni in zona arancione potranno tornare in classe anche gli alunni di seconda e terza media, mentre per le scuole superiori le attività didattiche in presenza saranno solo al 50%.

Per quel che riguarda le scuole, il nuovo decreto emanato dal governo dell'ex presidente della BCE stabilisce che le Regioni non hanno più la facoltà di emanare ordinanze maggiormente restrittive per quel che riguarda l'apertura delle scuole.

Si può svolgere attività motoria o attività sportiva?

Il nuovo decreto, come peraltro già previsto da quello attualmente in vigore, stabilisce che praticare attività motoria è consentito in tutta Italia, anche in zona rossa, a patto che ciò avvenga nei pressi della propria abitazione.

È anche consentito praticare attività sportive in forma individuale a patto che si svolga all'aperto e nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Restano ovviamente chiuse le palestre, le piscine e i centri sportivi.

Possibili deroghe per Regioni in zona arancione con dati da zona gialla

Come anticipato in apertura, alcune Regioni, nonostante le soglie per accedere a fasce di rischio più alte siano state notevolmente abbassate, rendendo molto più difficile soddisfare i criteri per rimanere in fasce di rischio più basse, hanno numeri che consentirebbero loro di restare in zona gialla.

La zona gialla però resta soppressa fino al 30 aprile, e questo vuol dire che in quelle Regioni resteranno in vigore misure di contenimento da zona arancione. Tuttavia se i numeri dovessero ulteriormente migliorare, allora il decreto Draghi prevede la possibilità di deroghe anche legate all'andamento della campagna vaccinale.

Si può andare nelle seconde case?

Gli spostamenti verso le seconde case sono consentiti anche in zona rossa, ma in alcune Regioni sono state emesse delle ordinanze che lo vietano, come ad esempio la Puglia, la Campania e la Liguria che hanno vietato lo spostamento verso seconde case sia ai residenti nella stessa Regione che a chi proviene da un'altra Regione in cui invece raggiungere le seconde case è consentito.

In altre Regioni l'accesso alle seconde case è vietato solo ai non residenti, come ad esempio la Valle d'Aosta, il Trentino, l'Alto Adige, la Toscana e la Sardegna. Per andare in Sicilia invece è necessario aver fatto il tampone nelle 48 ore precedenti lo spostamento.

Scatta l'obbligo di vaccinazione per sanitari e farmacisti

Il nuovo decreto dovrebbe in qualche modo portare ad una accelerazione della campagna vaccinale che in Italia fin qui non sta dando esattamente i risultati sperati. Un po' come le varie restrizioni che continuano ad essere imposte in misura via via più opprimente, senza che si registrino tuttavia risultati apprezzabili sull'andamento dell'epidemia.

Per imprimere una forte accelerata alla campagna di vaccinazioni, il governo ha deciso di imporre l'obbligo per chiunque lavori in una struttura sanitaria, quindi medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati.

Cosa succede a chi rifiuta di vaccinarsi? Per loro scatta la sospensione dello stipendio per un periodo di tempo congruo all'andamento della pandemia. Il provvedimento verrà sospeso solo nel momento in cui "si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus" stando a quanto riportato da Il Messaggero.

In ogni caso la sospensione dal lavoro per sanitari e farmacisti potrà durare al massimo fino al 31 dicembre 2021. Inoltre per tutti coloro che somministrano il vaccino è previsto lo 'scudo penale' con la punibilità prevista solo nei casi di colpa grave.

Vacanze in Italia vietate, vacanze all'estero consentite

Un altro lampante esempio della perfetta logica che sta alla base delle misure di contenimento imposte dall'esecutivo è il divieto di andare in vacanza in Italia mentre resta consentito andare in vacanza all'estero.

Per Pasqua, ai fini di contenere il contagio, o meglio ridurlo visto che Mario Draghi ha tenuto a precisare questa distinzione parlando della soppressione della zona gialla, sono vietate le vacanze in Italia mentre sono consentite le vacanze all'estero anche se non dappertutto.

Questo aspetto merita senza dubbio un minimo di attenzione in più, non fosse altro che per meglio comprendere l'assurdità della norma. Tutta Italia, salvo sorprese, resta zona rossa o arancione fino al 30 aprile e per le festività di Pasqua sarà interamente zona rossa.

Questo vuol dire che fino alla fine del mese ci si potrà spostare solo all'interno del proprio Comune, sempre che si abbia la 'fortuna' di trovarsi in zona arancione, altrimenti è fatto divieto di uscire di casa se non con regolare autocertificazione.

È consentito però raggiungere un aeroporto, anche in altra Regione e anche in zona rossa nel caso in cui lo spostamento sia motivato dal viaggio per turismo all'estero. Il che significa che in Italia non è consentito andare in vacanza ma all'estero sì, anche se non in tutti i Paesi, motivo per cui è necessario verificare se la destinazione che intendiamo raggiungere sia una meta autorizzata o meno.

E qui appare doveroso riportare una precisazione di Alessandra Ziniti, giornalista di Repubblica la quale evidenzia che "in teoria anche fare le vacanze in Italia è consentito ma naturalmente nel proprio Comune e in zona arancione". D'altra parte a chi non è mai capitato di partire per le vacanze fissando una destinazione all'interno del territorio del proprio Comune di residenza?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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