Il partito di Giorgia Meloni aveva iniziato a guadagnare terreno sugli alleati della Lega già diversi mesi prima che cadesse il secondo governo Conte, ma il vero salto lo ha compiuto dal momento in cui ha – quantomeno formalmente – preso le distanze dal governo Draghi e quindi da Salvini e Berlusconi che invece hanno appoggiato il nuovo esecutivo.

Un vero e proprio balzo in avanti che ha portato, stando agli ultimi sondaggi politici di SWG al sorpasso sulla Lega di Matteo Salvini che ora non è più il primo partito in Italia. Il Carroccio perde quindi la leadership conservata per mesi a partire da poco dopo la formazione del primo esecutivo a trazione M5s.

Il primo partito d’Italia è l’unico che formalmente non appoggia Draghi

Sarà pure una coincidenza ma il primo partito d’Italia stando ai sondaggi realizzati da SWG per il Tg di La7 è proprio l’unico che ha deciso di non sostenere il governo dell’ex presidente della BCE. 

Il 1° articolo della Costituzione afferma che “la sovranità appartiene al popolo”, ma appare evidente che esercitare questa sovranità oggi è quanto mai complicato. Proviamo a fare qualche passo indietro, a quando il Movimento 5 Stelle ha superato il 30% dei consensi spingendo sul binario dell’euroscetticismo e formando il primo governo Conte con l’altro partito che si definiva euroscettico, la Lega.

Il messaggio che gli elettori hanno tentato di trasmettere era piuttosto chiaro, e il programma che avevano sottoscritto con il proprio voto non lasciava molti dubbi su quale dovesse essere la direzione da prendere.

Il m5s però nel giro di pochi mesi è passato dall’alleanza con la Lega all’alleanza con Renzi e il Pd, spostandosi su posizioni sempre meno euroscettiche e nel frattempo dimezzando i propri consensi.

La Lega nel frattempo ha continuato a guadagnare terreno insieme a Fratelli d’Italia criticando apertamente le posizioni del governo Conte bis, fino a che l’esecutivo giallo rosso è caduto per mano di Matteo Renzi ed è arrivato Mario Draghi che incarna tutto ciò che il M5s in primis, ma anche la Lega, hanno sempre dichiarato di combattere.

Tanto i grillini quanto i leghisti però hanno deciso di appoggiare il nuovo esecutivo insieme a tutte le altre forze politiche con una sola eccezione, almeno sulla carta, Fratelli d’Italia. Ed ora qual è infatti il primo partito d’Italia secondo i sondaggi? Proprio quello di Giorgia Meloni, che completa il sorpasso sulla Lega di Salvini accogliendo una buona parte dei suoi ex elettori.

“La sovranità appartiene al popolo” ma esercitarla non è così semplice. Quelli che ancora non hanno rinunciato a provarci si trovano costretti in una continua migrazione: dal M5s alla Lega, per poi passare ora a Fratelli d’Italia. Qualsiasi partito si ponga in modo critico rispetto al sistema ottiene il consenso degli elettori, persino una forza dichiaratamente di destra come quella di Giorgia Meloni. 

Il ruolo di Fratelli d’Italia sullo scacchiere politico

Se si votasse oggi il nuovo presidente del Consiglio sarebbe Giorgia Meloni. A vincere le elezioni politiche sarebbe il centro destra senza difficoltà, ma all’atto pratico poi il Paese prenderebbe finalmente una direzione diversa da quella attuale nel rispetto del principio secondo il quale la sovranità appartiene al popolo? Crederci è difficile, ma voler fare l’ennesimo tentativo è comprensibile.

I meno ingenui probabilmente penseranno che quanto visto con il Movimento 5 Stelle in particolare, ma anche con la Lega di Salvini che da partito anch’esso dichiaratamente euroscettico ha deciso di appoggiare un governo guidato proprio dall’ex presidente della Bce, accadrà ancora una volta e che se Giorgia Meloni vincerà davvero le prossime politiche ben poco cambierà nella sostanza e gli elettori saranno costretti ad una nuova migrazione in cerca di un partito che finalmente li rappresenti.

La sensazione poi è che più che restare fuori dal governo Draghi per divergenza di idee, Fratelli d’Italia sia stato intenzionalmente lasciato fuori a ricoprire un ruolo sicuramente più utile.

I numeri il governo Draghi li aveva già avendo ottenuto l’appoggio di tutte le altre forze politiche, quindi i voti di FdI erano alquanto superflui. Quello che serviva invece era un’opposizione che desse voce a chi non si riconosce in questo governo europeista, un contenitore nel quale far confluire almeno una parte del malcontento e Fratelli d’Italia si prestava benissimo a questo scopo.

Giorgia Meloni aveva solo da guadagnarci, perché non entrare nel governo Draghi poteva solo far aumentare il suo seguito. L’appoggio della Lega invece era necessario visto che su parte del M5s non si poteva contare, e anche se dal punto di vista dei consensi ci avrebbe rimesso, Salvini non ha potuto sottrarsi all’incombenza.

Ultimi sondaggi politici: chi vincerebbe le elezioni? Ecco i numeri

I dati degli ultimi sondaggi politici realizzati da SWG indicano che il primo partito in Italia non è più la Lega di Matteo Salvini bensì Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni infatti è passato nel giro di sette giorni dal 20,5 al 20,7% superando gli alleati del Carroccio che invece sono scesi dal 20,6 al 20,3%.

Il terzo partito è il Pd, che con il suo 18,8% conserva la sua posizione davanti ad un Movimento 5 Stelle in lieve crescita probabilmente trainato dall’effetto Conte. I grillini passano infatti dal 16 al 16,6% in una settimana.

Forza Italia continua a galleggiare intorno al 7% (i sondaggi della settimana scorsa lo mostravano al 6,8%). Poi troviamo Azione al 3,9%, quindi la Sinistra italiana al 2,7%, poi Mdp Articolo 1 al 2,3% e finalmente Italia Viva di Matteo Renzi che riesce persino a perdere altro terreno passando dal 2,3 al 2,1%.

I restanti partiti si aggirano tutti intorno all’1%. Troviamo infatti +Europa all’1,8%, i Verdi all’1,5%, Coraggio Italia all’1% e un residuo 1,3% diviso tra altri partiti minori.

Il vero ‘primo partito’ resta ancora una volta quello degli astenuti. Secondo il sondaggio realizzato da SWG infatti il 39% degli Italiani non si esprime, il che non fa altro che confermare quanto esposto in apertura circa le difficoltà che i cittadini riscontrano nell’esercitare quella “sovranità che appartiene al popolo” di cui si legge nell’articolo 1 della Costituzione.

Chi vincerebbe le elezioni quindi? Se la legge elettorale alla fine non verrà modificata, e sembra che almeno per il momento non si stia facendo assolutamente nulla per preparare una nuova legge elettorale, si voterebbe con il Rosatellum che prevede che per vincere una coalizione o un partito deve ottenere il 40% dei voti validi, e vincere almeno nel 60% dei seggi uninominali.

La vittoria se si votasse domani sarebbe saldamente nella mani del centro destra che dovrebbe raggiungere il 49% tra FdI, Lega, FI e Coraggio Italia. Il centro sinistra invece non andrebbe oltre il 28,1% con la somma dei voti di Pd, Azione, Italia Viva, Verdi e +Europa.

Qualche speranza il centrosinistra l’avrebbe se riuscisse a chiudere un’alleanza con il M5s che peraltro ha solo da guadagnarci visto che non arriverà mai più nemmeno lontanamente vicino alle percentuali con cui vinse le elezioni politiche nel 2018 visto il voltafaccia nei confronti del suo elettorato.

In questo modo avrebbero da guadagnarci sia il centrosinistra che i grillini, specie se a capo del M5s ci sarà effettivamente Giuseppe Conte, che potrebbe far recuperare non pochi punti percentuale al disastrato Movimento creato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio con il dichiarato intento di contrastare le élite bancarie sovrannazionali e l’Europa della finanza, per poi sposare invece la linea europeista di Mario Draghi.

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