Guerra Russia-Ucraina, cosa sta succedendo e come può finire. Ecco i tre scenari possibili

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad alcuni sviluppi che sembrano indicare un allentamento della morsa che le truppe russe hanno stretto in poco più di un mese intorno all’Ucraina.

Da una parte osserviamo il ritiro del grosso delle forze che assediano la capitale, dall’altra alcuni piccoli progressi della diplomazia con i colloqui in corso ad Istanbul che sembrano poter anche aprire un qualche spiraglio per porre fine al conflitto armato.

Sebbene il ritiro delle truppe russe che assediano Kiev possa anche essere collocato nel contesto di una più ampia strategia volta comunque al conseguimento degli obiettivi militari di Mosca, non possiamo escludere che sia legata ad altri fattori. 

Risulta tuttavia piuttosto complicato in questa fase prevedere quali saranno i prossimi sviluppi del conflitto in corso da oltre un mese ormai tra Russia e Ucraina. Ma il numero di scenari che potrebbero concretizzarsi nel prossimo futuro è comunque limitato, ed in particolare ne vengono individuati tre nell’analisi di Carlos de Sousa, Emerging Markets Strategist di Vontobel.

Primo scenario possibile: un accordo di pace siglato da Russia e Ucraina

I negoziati per trovare una soluzione diplomatica che permetta di porre fine al conflitto armato in Ucraina non si sono mai fermati, anche se di risultati se ne sono visti ben pochi fino ad ora. Al momento Mosca e Kiev non sembrano ancora pronte ad un accordo nel breve termine, tuttavia non si esclude che nel prossimo trimestre qualcosa possa cambiare in tal senso.

Fin dall’inizio del conflitto il Cremlino chiedeva la demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina, l’impegno a non aderire alla Nato e il riconoscimento, oltre che della Crimea come parte della Federazione Russa, dell’indipendenza delle repubbliche popolari di Donestsk e Lugansk.

Le stesse richieste sono state ribadite nel corso dei colloqui di questi giorni, e sembra che la Russia abbia confermato la disponibilità a porre fine al conflitto sulla base dell’accettazione delle suddette condizioni.

Il marketing strategist di Vontobel ritiene che per porre fine alla guerra in Ucraina servirebbe una sorta di accordo di Minsk III, nel quale si pone fine alla questione dell’indipendenza delle Repubbliche popolari del Donbass che perdura dal 2014. In questa fase Kiev sembra meno restia ad accettare questa condizione che inizialmente veniva categoricamente esclusa da Volodymyr Zelensky.

Secondo scenario possibile: guerra lunga e Ucraina di fatto divisa in due

Nel secondo scenario ipotizzato dal marketing strategist di Vontobel la guerra si protrae a lungo per via dell’impossibilità di trovare un accordo nel breve termine. In questo caso il conflitto armato durerebbe mesi e questo causerebbe enormi danni umanitari e infrastrutturali all’Ucraina, di gran lunga maggiori rispetto a quelli subiti fino ad oggi dopo poco più di un mese di guerra.

In questo secondo scenario la Russia aumenta il suo controllo territoriale sull’Ucraina, costringendola a rinunciare al controllo su una estesa porzione del suo attuale territorio.

È in questo scenario che potremmo vedere di fatto un’Ucraina divisa in due, con la parte orientale controllata da Mosca, e una parte orientale in cui permane il controllo di Zelensky o di un altro governo filo-occidentale.

Terzo scenario possibile: un nuovo governo per l’Ucraina

Il terzo scenario prospettato dal marketing strategist di Vontobel è quello della sconfitta dell’esercito ucraino, quindi la destituzione di Zelensky e la nascita di un governo filo-russo.

In questo scenario verrebbe di fatto ristabilito lo status quo, vale a dire la situazione politica prima della rivoluzione arancione che portò all’insediamento di Poroshenko. L’Ucraina tornerebbe ad essere un Paese amico di Mosca che non avrebbe alcuna velleità di entrare a far parte della Nato né dell’Unione Europea.

L’analisi di Sousa evidenzia che in questo caso l’Ucraina perderebbe il sostegno finanziario dei Paesi occidentali, e finirebbe anzi per subire sanzioni economiche esattamente come la Russia.

Si tratta di uno scenario però che Sousa ritiene improbabile per via del forte sostegno che l’esercito ucraino riceve dai Paesi occidentali, con il costante invio di armi e di volontari.

In conclusione vale la pena ricordare che in considerazione del fatto che la situazione è in continua evoluzione ed estremamente variabile, è importante prestare attenzione a tutti i nuovi sviluppi che potrebbero avvalorare l’uno o l’altro scenario possibile.

“Rileviamo che il fattore critico per gli investitori nel reddito fisso saranno le decisioni politiche sulle sanzioni, quindi continueremo a monitorarle da vicino” ha sottolineato inoltre il marketing strategist di Vontobel “siamo profondamente rattristati dal fatto che una guerra prolungata sembri essere l’esito più probabile, ma restiamo fiduciosi che si possa raggiungere una soluzione pacifica il prima possibile”.

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