Biden “non intende” parlare con Putin al G20, ma “dipende da cosa vuole discutere”

primo piano di Joe Biden che parla da un pulpito

L’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, dovrebbe svolgersi in occasione del G20 in Indonesia in programma per il mese prossimo, ma l’inquilino della Casa Bianca “non intende” incontrare il presidente russo, ma potrebbe cambiare idea.

Vi è ben poco margine di trattativa per porre fine alla guerra in Ucraina viste le premesse, a cominciare dal fatto che Volodymyr Zelenski per primo ha chiuso tutte le porte ad un possibile dialogo con il Cremlino, quanto meno fintanto che vi sarà Putin.

Il presidente degli Stati Uniti dal canto suo sembra altrettanto poco incline al dialogo con la controparte russa, e questo non può certo sorprendere se si considerano ad esempio le recenti dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che in conferenza stampa ha affermato che “Putin ha iniziato questo conflitto e lui deve porvi fine ritirando le sue truppe dall’Ucraina”.

Biden sull’incontro con Putin al G20 “dipende da cosa vuole discutere”

Il presidente Biden ha chiarito subito che in occasione del G20 potrebbe decidere di non incontrare il presidente Putin, a meno che non vi sia da parte sua la disponibilità a mettere sul piatto i ‘giusti’ argomenti.

“Dipende da cosa vuole discutere” ha infatti precisato il presidente degli Stati Uniti “se venisse da me al G20 e mi dicesse di voler parlare di Griner (la cittadina americana in carcere in Russia ndr) lo incontrerei. Dipende. Non ho intenzione di negoziare, e nessuno è pronto a farlo, con la Russia sull’Ucraina, sul mantenimento di parte dell’Ucraina. Quindi dipenderebbe in modo specifico da cosa vuole discutere”.

Queste le parole di Joe Biden in un’intervista rilasciata alla Cnn, e non lasciano molto spazio alla speranza di un accordo tra i Paesi coinvolti. In realtà mancano totalmente le premesse soprattutto perché l’accordo deve arrivare coinvolgendo naturalmente il governo di Kiev, ed il governo di Kiev ha chiarito che non tratterà con Putin.

Lo stesso presidente Biden ha tenuto a precisare che la partecipazione dell’Ucraina ad eventuali negoziati è indispensabile. “Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina” ha infatti dicharato Joe Biden, di fatto confermando che le probabilità di raggiungere un accordo con Vladimir Putin sono inesistenti.

Zelenski pone le condizioni per le trattative

I colloqui di pace potranno tenersi, secondo Zelensky “o con un altro capo della Russia, che rispetti la carta delle Nazioni Unite, i principi fondamentali dell’umanità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, o in una configurazione diversa”.

Questo fornisce ulteriore conferma delle scarse probabilità che le due parti giungano ad un accordo. La pace in Ucraina, per Zelensky, può esserci solo con un altro Capo di Stato, ma non con Putin. Tuttavia il governo di Kiev è molto lontano dal poter dettare condizioni, e man mano che il conflitto va avanti la situazione per l’Ucraina si fa più insostenibile.

In soli due giorni di attacchi russi mirati alle infrastrutture dell’Ucraina il Paese è stato privato di oltre il 30% delle proprie infastrutture energetiche. Inoltre questo ha dimostrato che l’Ucraina non dispone di una difesa anti-aerea in grado di far fronte agli attacchi russi, cosa che ha infatti indotto le autorità di Kiev a rivolgersi ancora una volta ai Paesi Nato per maggiori forniture di armi adeguate.

L’incontro in occasione del G20 tra Biden e Putin però si potrebbe comunque svolgere nonostante la chiusura di Zelensky. Una probabilità che nei giorni scorsi il presidente Usa non aveva escluso infatti, con un’apertura al dialogo che era stata lanciata anche dal segretario di Stato Antony Blinken.

L’incontro potrebbe servire, se non ad intavolare una trattativa per la pace, a stabilire le premesse quanto meno per una tregua che secondo alcuni osservatori potrebbe essere nell’interesse comune. In particolare sembra che Biden tema che Zelensky si spinga troppo avanti con gli attacchi oltre il confine.

Dall’altra parte qualcuno ritiene che una tregua possa convenire anche alla Russia, che in questo modo avrebbe il tempo necessario per riorganizzarsi sul campo, e completare la liberazione dei territori passati alla Russia attraverso i referendum che si sono svolti a fine settembre, ma ancora in parte sotto il controllo delle truppe ucraine.

La questione dell’esercitazione per l’uso deterrente di armi nucelari

Intanto alcune dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, hanno fatto preoccupare una parte dell’opinione pubblica.

Il diplomatico ha annunciato infatti che si terranno alcune esercitazioni militare per l’uso deterrente di armi nucleari. Non si tratta però di una iniziativa legata all’attuale situazione di tensione per via della guerra in Ucraina, ma di esercitazioni che si svolgono ogni anno e che non prevedono naturalmente l’utilizzo di armi nucleari.

Il segretario Stoltenberg si è limitato ad affermare che annullare un’esercitazione programmata da tempo avrebbe potuto essere un segnale sbagliato, e che quindi l’esercitazione si terrà regolarmente.

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