Draghi all’Ocse: per evitare crisi alimentare iniziare da sblocco dei porti

primo piano di Mario Draghi

Nella mattinata di ieri il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto nell’ambito del Consiglio ministeriale che quest’anno è presieduto dall’Italia, e in quest’occasione si è rivolto all’Ocse chiedendo lo sblocco dei porti per evitare una catastrofe alimentare legata alla scarsità di grano e cereali.

In apertura il premier Draghi ha prima di tutto definito “storico” l’accordo sulla tassazione globale al G20 di Roma, e si è poi subito concentrato sulla questione della crisi alimentare globale verso cui ci stiamo dirigendo a passo sostenuto.

Il presidente del Consiglio ha chiesto all’Ocse uno “sforzo per evitare la crisi alimentare” che, precisa Draghi “deve iniziare dallo sblocco dei porti e delle migliaia di cereali che sono lì. Lo sforzo di mediazione delle Nazioni unite è un notevole passo in avanti” ha poi aggiunto il premier, precisando poi che “sfortunatamente è l’unico”.

La crisi ucraina che l’occidente ha lasciato sfociare in aperto conflitto armato con la Russia di Vladimir Putin, e le sanzioni imposte in questo contesto contro Mosca, hanno causato quel blocco del grano che sta facendo “aumentare i prezzi causando una catastrofe a livello mondiale”.

Draghi: “6 pacchetti di sanzioni hanno dato un duro colpo agli oligarchi”

L’ex presidente della BCE ha colto l’occasione per elogiare l’operato delle autorità europee nell’ambito della crisi ucraina. Il premier ritiene infatti che quanto fatto finora abbia prodotto risultati apprezzabili perché ha colpito gli oligarchi vicini a Putin, oltre che, ma su questo evidentemente preferisce glissare, milioni di famiglie e imprese italiane che stanno fronteggiando una crisi che continua a diventare sempre più insostenibile.

Il G7 e la Ue hanno mostrato una notevole unità e solidarietà nel sostenere l’Ucraina e nel mettere pressione sulla Russia per riprendere i negoziati” ha detto infatti Mario Draghi “la Ue da sola ha approvato 6 pacchetti di sanzioni che hanno dato un duro colpo agli oligarchi vicini al Cremlino e a settori chiave dell’economia russa”.

“Perché i nostri sforzi siano efficaci devono essere sostenibili nel corso del tempo e coinvolgere le economie emergenti e in via di sviluppo” ha spiegato ancora il presidente del Consiglio italiano “dobbiamo abbinare la risolutezza mostrata in Ucraina con la stessa determinazione ed aiutare gli stessi cittadini e coloro che si trovano nei Paesi più poveri del mondo, soprattutto in Africa”.

Contro il caro energia strumenti come il fondo Sure

Tra le misure che l’Ue sta valutando di mettere in campo per contrastare la crisi energetica e i rincari il tetto sui prezzi del gas importato da Mosca. Il premier ha infatti ricordato che “il consiglio Ue ha approvato di considerare di imporre un tetto dei prezzi per le importazioni di gas russo: questo potrebbe limitare l’incremento dell’inflazione e ridurre i flussi finanziari verso Mosca” ma ha poi sottolineato che “le discussioni sono ancora in corso e la strada da percorrere potrebbe essere lunga”.

Nel frattempo ci sono altri interventi che potrebbero risultare efficaci contro i rincari sui prezzi dell’energia, e in particolare secondo il presidente del Consiglio l’Ue deve valutare di “replicare” strumenti come il fondo Sure “che ci hanno aiutato a riprenderci rapidamente dalla pandemia”.

“Uno strumento simile, questa volta mirato all’energia” secondo l’ex numero uno della Bce e VP di Goldman Sachs “potrebbe garantire ai Paesi vulnerabili più spazio per aiutare i propri cittadini in un momento di crisi, rafforzerebbe il sostegno popolare al nostro sforzo sanzionatorio congiunto e contribuirebbe a preservare la stabilità finanziaria in tutta l’area dell’euro”.

Gli obiettivi climatici restano una priorità

Con la crisi energetica aggravata dalla gestione della crisi ucraina e dalla contestuale decisione di imporre sanzioni contro la Russia abbiamo assistito ad un ritorno al carbone e agli investimenti nel gas, ma gli obiettivi Green non devono essere messi da parte.

Nel corso del suo intervento a Parigi il presidente del Consiglio ha infatti precisato che “questa situazione di emergenza non deve essere una scusa per tradire i nostri obiettivi climatici ma la ragione per raddoppiarli”.

“Accelerare la transizione energetica è fondamentale per spostarci verso un modello sostenibile e ridurre la nostra dipendenza dalla Russia” ha detto ancora Draghi “dobbiamo agevolare l’espansione delle rinnovabili e promuovere ricerca e sviluppo in nuove soluzioni di energia verde e pulita. Questo significa rafforzare la nostra architettura dell’idrogeno e sviluppare reti intelligenti e resilienti”.

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