Futures

I futures sono dei contratti a termine con i quali una parte si impegna ad acquistare o vendere uno strumento finanziario (ma sarebbe più corretto parlare di beni, materiali o meno) a un prezzo e una scadenza definiti al momento della sottoscrizione del contratto. Stipulare un contratto future significa in altre parole impegnarsi ad acquistare a determinate condizioni lo strumento (finanziario) oggetto dell'intesa.

Per le loro caratteristiche, i futures sono stati utilizzati allo scopo di ridurre il rischio determinato dall'incertezza sulle quotazioni delle attività oggetto del contratto. Già al momento della stipula dell'accordo infatti, le parti hanno la possibilità di prevedere il futuro impostando le condizioni a termine.

È possibile suddividere i futures in due grandi categorie, nonostante l'eterogeneità che contraddistingue la massa formata dalla totalità di questi contratti:
- i futures che si ricollegano alle commodities (c.d. commodity futures), cioè alle quotazioni di attività reali (come oro, argento, petrolio, ecc.)
- i futures che si ricollegano ad attività finanziarie (c.d. financial futures), che sono a loro volta suddivisibili in currency future, quando si riferiscono a transazioni effettuate in valuta, interest rate futures, quando riguardano titoli a reddito fisso (certificati di deposito, obbligazioni statali, ecc.), stock index futures, se sono relativi agli indici di Borsa.

futures

Tornando brevemente alle loro caratteristiche, è necessario spendere qualche parola sul meccanismo che rende i futures degli strumenti potenzialmente capaci di amplificare i benefici - in termini di rendimento - dei capitali investiti (e, d'altro canto, provocare perdite di altrettanta entità); senza voler scendere in eccessivi tecnicismi, per i quali si rimanda ad altri testi e altri approfondimenti, si può senza alcun dubbio citare come elemento fondamentale il meccanismo del leverage, la leva che rapporta il capitale investito al capitale movimentato. Se la leva è - ad esempio - del 10%, significa che investendo 1.000 euro si movimentano in realtà 10.000 euro, e si ottengono benefici e perdite in rapporto al capitale movimentato, ampliando quindi il peso dei risultati in relazione al capitale investito.

Questa caratteristica, unita all'elevata flessibilità di gestione dei futures in termini di negoziazione, ne hanno fatto uno degli strumenti finanziari più utilizzati dagli speculatori. Di fatto i futures sono contratti standardizzati (per scadenze e modalità di compravendita), fattore che li rende particolarmente adatti ad essere negoziati in compensazione.

A proposito della loro negoziazione in compensazione, occorre osservare che le contrattazioni dei futures avvengono ad oggi nelle Borse specializzate dove si formano i prezzi ufficiali, e dove, alle controparti finali (che si impegnano a comprare o a vendere), si interpongono gli intermediari accreditati (i c.d. clearing members) o meno (il terzo abilitato cui le controparti si rivolgono per accedere alla Borsa, dietro ordinario pagamento di una commissione).

Relegati inizialmente a mera funzione di regolamento delle intese agricole in alcune regioni degli Stati Uniti del diciannovesimo secolo, ora i futures consentono la vendita di una larga varietà di beni e prodotti finanziari, e vengono negoziati praticamente in tutto il mondo. La storia vuole che gli antenati più prossimi ai futures contemporanei fossero diffusi a Chicago già nei primi anni del diciannovesimo secolo, e poi organizzati in quella che è considerata la prima Borsa in cui è stato possibile comprare e vendere futures con regolarità, il CBOT - Chicago Board of Trade, del 1848. Meno di vent'anni dopo i futures vengono standardizzati, operazione che ne garantirà - come già accennato - un rapido sviluppo.

Dal Chicago Board of Trade al Chicago Mercantile Exchange (CME, una delle borse più importanti per il mondo dei futures) il passo non è affatto breve: bisogna attendere la fine del secolo, e attraversare in maniera indolore una parentesi da Chicago Produce Exchange. Molto più vicine a noi altre importanti innovazioni: è il 1972 ad esempio, quando all'interno del CME viene istituita l'International Monetary Market, divisione specializzata nella negoziazione dei futures in valuta estera.

Ed è proprio legata alla valuta estera una delle più grosse innovazioni che resero i futures uno strumento in via di larga diffusione. Da oltre venticinque anni si negozia infatti il contratto a termine legato ai controvalori di Euro e Dollaro nel breve periodo.

tabellaI 10 futures più scambiati sui mercati del CME Group nel 3° trimestre del 2012

Già in epoche meno recenti, si può notare come non lontano da Chicago i futures conobbero grandi consensi: parliamo delle piazze di Minneapolis e, soprattutto, quella di New York, dove il NYMEX (New York Mercantile Exchange) si è affermato nel corso degli anni come il principale mercato mondiale di futures sulle commodities e la terza borsa statunitense dei futures.

Tornando ad oggi, si può senza alcun dubbio affermare che tra le istituzioni specializzate nella negoziazione dei futures non si possono che ricordare su tutti la già citata Borsa elettronica di Chicago (all'interno del CME vengono negoziati circa 1 milione di contratti al giorno, per un valore di circa 45,5 miliardi di dollari), e gli altri mercati americani di San Francisco, Los Angeles e New York.

Roberto Rais (Giugno 2007)