Già dai suoi primi istanti di vita, il governo giallo-rosso ha subito mostrato la sua anima verde, dove il verde non è più il colore della Lega, ormai fuori dalla maggioranza, ma della lotta per la difesa dell’ambiente.

E’ stato lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte a chiarire sin dall’inizio quanto sia importante che l’Italia imbocchi la strada della green economy. In quest’ottica ci sono diverse misure in cantiere, ed una di esse è la cosiddetta tassa sulla plastica, che però è ancora in fase di elaborazione.

La nuova tassa sulla plastica ha lo scopo di ridurre notevolmente l’utilizzo degli imballaggi e dovrebbe essere contenuta nella manovra economica che è attualmente allo studio dell’esecutivo.

Come funzionerà la tassa sulla plastica

La tassa sulla plastica al vaglio del governo giallo-rosso dovrebbe consistere, secondo i rumors, in un’accisa di 0,2 euro per chilogrammo per tutti gli imballaggi, di plastica naturalmente, dalle bottiglie ai contenitori passando per le confezioni dei generi alimentari.

Con l’introduzione della tassa sulla plastica il consumatore dovrebbe, almeno quello sarebbe l’obiettivo, modificare i propri consumi in un’ottica green, optando per prodotti plastic free. Gli effetti che la tassa finirà realmente col produrre sono però tutti da verificare sul campo, ed il rischio tutt’altro che remoto è che alla fine si traduca in un aumento di costi per i produttori, che finirà inevitabilmente per diventare un aumento della spesa per il consumatore finale.

L’accisa sulla plastica diventa la “tassa Greta”

Ha fatto molto parlare in questi giorni la studentessa e attivista svedese Greta Thunberg che ha ispirato il movimento Fridays for Future, il cui popolo si è riversato nelle piazze per lo sciopero per l’ambiente proprio un paio di giorni fa. Così la tassa sulla plastica in Italia finisce per essere soprannominata “tassa Greta”.

Non tutti sono favorevoli all’introduzione di questa nuova tassa, e sebbene si sappia ancora ben poco sul modo in cui alla fine sarà strutturata, l’opinione pubblica si è già divisa in favorevoli e contrari, proprio come si è divisa nei pareri espressi sulla giovane attivista svedese.

La tassa sulla plastica potrebbe ridursi a un mero aumento dei costi per i produttori e quindi per le famiglie tutte le volte che faranno la spesa, oppure potrebbe rivelarsi efficace per portare il consumatore ad optare per prodotti plastic free, ma è decisamente troppo presto per poterlo sapere.

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