Israele, “vaccino anti Covid Pfizer meno efficace di quanto affermato”

La prima delle due dosi previste dal vaccino Pfizer sembra essere molto meno efficace rispetto a quanto riportato dalla stessa casa farmaceutica. A diffondere la notizia è Nachman Ash, il coordinatore nazionale della strategia ati-coronavirus di Israele, come riferito dalla radio militare.

Nonostante ciò, però, secondo i dati riportati dallo Sheba Medical Center di Tel Hashomer lunedì scorso, dopo la seconda somministrazione, nei pazienti è stato registrato un livello di anticorpi tra le 6 e le 20 volte superiore rispetto a quelli registrati nella settimana precedente.

Vaccino Pfizer, prima dose poco efficace?

Sebbene da tempo sia noto che una sola dose del vaccino Pfizer non sia sufficiente per garantire l’immunità immediata, lo Stato di Israele ha cominciato a porsi diversi interrogativi circa la reale efficacia del siero dopo aver registrato un notevole incremento dei pazienti positivi al virus, anche tra quelli che avevano già ricevuto la prima dose.

Nel dettaglio, il sito Haaretz rende noto che “oltre 12.400 residenti israeliani sono risultati positivi al Covid-19 dopo essere stati vaccinati. Tra di loro 69 avevano già ricevuto la seconda dose. Ciò equivale al 6,6% delle 189.000 persone vaccinate che hanno effettuato i test del coronavirus dopo essere state vaccinate”.

Inoltre altre 5.585 persone, su un totale di circa 67.000, sono risultate positive tra il settimo e il quattordicesimo giorno dopo la prima somministrazione, mentre a distanza di 3 settimane sono state registrate 1.410 persone positive su 20.000 vaccinate. A 4 settimane di distanza, invece, i positivi erano 84 su 3.199 vaccinati, e di questi, 69 avevano già ricevuto la seconda dose.

Tuttavia per analizzare correttamente qesti dati occorre tenere conto della situazione epidemica dello Stato di Israele, dove la diffusione del virus è sempre più veloce e nonostante le misure restrittive adottate, è comunque possibile ammalarsi.

Nel report israeliano non è stata specificata la tipologia dei sintomi manifestati dai pazienti, e quindi se questi erano asintomatici, paucisintomatici oppure se mostravano sintomi significativi. I dati presentato però sollevano dei dubbi anche sulla scelta compiuta dal Regno Unito di posticipare la seconda dose per coprire il maggior numero di persone possibile almeno con una dose del vaccino Pfizer, che come sostenuto non sembra essere poi così efficace.

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