Nel 2020, oltre al calo delle emissioni di anidride carbonica (-8%), è stata registrata anche la diminuzione delle emissioni di metano (-10%). Come annuncia l’Iea, l’Agenzia internazionale dell’energia, però, non si tratta di un calo strutturale, infatti si corre il rischio che la ripresa post Covid possa comportare una nuova impennata di questo gas con potere “climalterante” 80 volte superiore a quello della CO2.

L’Agenzia, guidata da Fatih Birol, nel rapporto “Methane Tracker 2021” ha affermato che la maggior parte del calo delle emissioni di metano si è verificata “non perché le aziende stessero prestando maggiore attenzione per evitare perdite di metano dalle loro operazioni”, e quindi non per un miglioramento delle prestazioni, “bensì perché producevano meno petrolio e gas”.

Nell’anno appena concluso, infatti, l’Iea ha calcolato che l’industria dell’oil&gas mondiale ha rilasciato nell’atmosfera circa 70 milioni di tonnellate di metano, o 2.100 tonnellate di CO2e (equivalente), con lo stesso effetto sul clima che hanno le emissioni annue di tutto il comparto energetico europeo.

Di tutta questa enorme quantità, solo il 40% deriva dalle operazioni di produzione. In ben 6 casi su 10, infatti, le emissioni di metano derivano da leak, vale a dire da fuoriuscite di gas durante le fasi di trasporto. Il report di quest’anno, inoltre, ha fornito dati più accurati su questi leak, grazie anche ad un sistema di rilevazione satellitare che opera a livello globale.

Le rilevazioni fatte tramite il satellite hanno confermato il calo delle emissioni “involontarie” da parte delle pipelines, che sono passate da 6,7 nel 2019 a 5,5 milioni di tonnellate nel 2020. I Paesi indviduati e clasificati come meno virtuosi sono gli Stati Uniti, penalizzati dall’industria dello shale che presenta un’efficienza bassissima, Turkmenistan e Russia.

L’Iea ha poi sottolineato più e più volte l’importanza di concentrarsi su queste emissioni, perché “la loro riduzione è il modo più importante ed economico per l’industria di ridurre al minimo le emissioni complessive”. Quindi, per trasformare il reparto oil&gas, eliminare i leak “dovrebbe essere una priorità assoluta per tutti”, Stati inclusi. Infatti secondo l’Agenzia “le normative possono svolgere un ruolo fondamentale per garantire che ciò accada”.

Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento. Non offriamo alcun tipo di consulenza finanziaria. L’articolo ha uno scopo soltanto informativo e alcuni contenuti sono Comunicati Stampa scritti direttamente dai nostri Clienti.
I lettori sono tenuti pertanto a effettuare le proprie ricerche per verificare l’aggiornamento dei dati. Questo sito NON è responsabile, direttamente o indirettamente, per qualsivoglia danno o perdita, reale o presunta, causata dall'utilizzo di qualunque contenuto o servizio menzionato sul sito https://www.borsainside.com.