auto elettrica sotto carica

La tutela dell’ambiente sembra essere ora quanto mai una priorità in Europa, infatti si tratta dell’unico continente al mondo in cui si sta valutando addirittura la possibilità di vietare la produzione di auto a diesel e benzina. E non si tratta di un divieto che potrebbe scattare tra 40 o 50 anni, ma nel giro di una dozzina di anni appena.

C’è da dire però che il progetto di arrivare allo stop alla produzione e vendita di automobili alimentate a diesel o benzina ha giù subito una prima battuta d’arresto, e ciò è dovuto al fatto che Germania, Polonia, Ungheria e Italia si sono opposte ai piani di Bruxelles, ritenendo che si stessero bruciando le tappe.

E in effetti la tabella di marcia sembra essere un po’ troppo forzata e ben poco compatibile con quelle che sono le esigenze di imprese e cittadini europei.

Inoltre non dimentichiamo che l’Europa sembra non voler minimamente prendere in considerazione soluzioni verdi alternative alle auto elettriche, come per esempio i biocombustibili, il che significa che una volta messe al bando le auto a diesel e benzina resterebbero ben poche opzioni su cui contare.

Il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, ha fatto notare che si sta agendo con troppa fretta e che le tempistiche proposte dall’Ue sono troppo ridotte per arrivare ad uno stop totale alla produzione e vendita di veicoli a combustione.

Ma uno dei problemi che ci si deve necessariamente porre prima di seguire la strada dell’elettrico riguarda la reale sostenibilità di queste tecnologie. Sono davvero così ‘ambientaliste’ le auto elettriche?

Anzitutto ad oggi non si può dire che siano accessibili a prezzi concorrenziali, insomma non tutti possono permettersi il lusso di un’auto elettrica, ma il punto è un altro, c’è ancora molta strada da fare per rendere questa tecnologia una valida alternativa ai motori a combustione, perché oggi come oggi fa acqua da tutte le parti.

È vero che le auto elettriche sono più ecologiche di quelle a diesel e benzina?

Probabilmente è da qui che si deve cominciare per valutare le reali prospettive che abbiamo davanti nel momento in cui decidiamo di mettere da parte, nel giro di una dozzina di anni, le auto e diesel e benzina.

Quello che dobbiamo capire infatti, come prima cosa, è quanto sono realmente ecologiche oggi le auto elettriche comparate con le auto a combustione. Per farlo non possiamo che partire dai dati che abbiamo a cominciare con ciò che occorre per produrre una batteria al litio necessaria ad alimentare il motore di un veicolo elettrico.

Oggi una batteria al litio contiene tra i 30 e i 60 chilogrammi di litio, ma si tratta di un minerale piuttosto raro e che ha dei costi di estrazione molto elevati anche sotto il profilo ambientale.

Va detto anche che il più importante giacimento di litio al mondo si trova in Cile, e che il secondo più grande sembra essere stato appena scoperto in Iran (quell’Iran che ultimamente è sempre più vicino alla Russia di Vladimir Putin). Non si tratta insomma di una risorsa a cui si accede con estrema facilità, e fino all’altro giorno si temeva persino che si potesse andare incontro ad una imminente carenza globale.

Ma torniamo ai costi di estrazione del litio, cosa che avviene tramite un processo che non è esattamente il massimo esempio di sostenibilità. Il litio si ricava estraendo acque salamastre a seguito di perforazioni in piane saline, che si trovano soprattutto nel cosiddetto “triangolo del litio” tra Bolivia, Cile e Argentina.

Si tratta di un metodo che richiede lunghi periodi di evaporazione prima di arrivare al prodotto finale, e questo comporta l’utilizzo di duemila tonnellate di acqua per produrre una tonnellata di litio.

C’è poi un’alternativa, che è quella di riscaldare alcuni composti come lo Spodumene, in combinazione con appositi agenti chimici, ma per raggiungere le elevate temperature necessarie bisogna usare combustibili fossili, il che comporta il rilascio di circa 9 tonnellate di anidride carbonica per ottenere una tonnellata di litio.

E per ora siamo solo al processo di estrazione, quindi manca ancora molto per avere una batteria al litio pronta all’uso. Bisogna aggiungere all’equazione l’elettricità che gli stabilimenti che producono batterie al litio consumano, e che secondo uno studio dell’International Council on Clean Transportation sono responsabili per metà delle emissioni di gas serra dell’intero ciclo produttivo delle auto elettriche.

Ma tornando al processo di estrazione, sul quale ci sono ancora degli aspetti da considerare, per quanto riguarda quello dell’impatto ambientale, sono stati fatti alcuni calcoli che ci permettono di fare un confronto pratico con le auto a combustione.

In particolare ci riferiamo a quanto rilevato da Volkswagen, che ha calcolato che un’auto a diesel emette meno anidride carbonica di un veicolo elettrico per i suoi primi 112 mila chilometri percorsi, proprio per via dell’impatto ambientale del processo di estrazione del litio per la batteria.

In altre parole un’auto diesel che ha percorso circa 112 mila chilometri ha emesso nell’ambiente meno CO2 di un’auto elettrica che non è stata ancora nemmeno venduta. E se l’auto invece che a diesel fosse alimentata a benzina, i chilometri che potrebbe percorrere prima di superare la quantità di CO2 emessa per estrarre il litio necessario per la batteria di un’auto elettrica sarebbero molti di più.

E non abbiamo ancora tenuto conto del costo (ambientale) dello smaltimento delle batterie al litio. La BBC ha recentemente riferito che meno del 5% delle batterie vengono trasformate o riutilizzate, nonostante abbiano ancora 4/5 del proprio potere di ricarica originale, una quantità ritenuta troppo bassa per un’auto elettrica.

Per riciclare le batterie al litio poi bisogna fondere la batteria per ricavare leghe di nichel, rame e cobalto, mentre tutto il resto finirebbe in discarica.

Il danno ambientale e sociale della produzione di auto elettriche

Uno dei problemi legati alla produzione di auto elettriche è come abbiamo visto di natura ambientale. Prima ancora di aver iniziato a circolare, un’auto elettrica ha un debito di CO2 che può andare da 8 a 20 tonnellate di anidride carbonica, ma ci sono anche problemi di natura sociale.

Le tecniche che vengono usate oggi nei giacimenti in America Latina stanno causando una carenza di acqua in territori che per loro natura sono molto secchi, e questo provoca ripercussioni negative sull’agricoltura e sull’allevamento delle popolazioni locali.

Il danno sociale però è legato anche ad altri aspetti, ad esempio quanto accade nella Repubblica Democratica del Congo, dove per estrarre il cobalto ci si serve di manodopera infantile che lavora in condizioni estremamente pericolose per dei salari da miseria (circa 3 euro al giorno).

Ma è bastata la questione ambientale a indurre Cina e India a chiudere varie miniere di grafite, in quanto la produzione di questo minerale causava elevato inquinamento atmosferico.

Le auto elettriche quindi, almeno per ora, sono tutt’altro che la scelta più ecologica. Potrebbero diventarlo un domani, forse, ma per il momento c’è ancora troppa strada da percorrere per poter affermare qualcosa del genere. Ma soprattutto c’è ancora troppa strada da percorrere per fissare lo stop a produzione e vendita di auto a diesel e benzina.

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