Altro strappo al ribasso per le azioni Deutsche Bank che, dopo il pesante sell di ieri, ora stanno perdendo l’1,7 per cento a 32,3 euro. La nuova flessione comporta un ulteriore allargamento del passivo mensile accumulato da inizio anno che diventa superiore al 3 per cento. Il titolo del colosso bancario tedesco sta continuando a scontare il recente terremoto giudiziario che lo sta travolgendo. E’ notizia di ieri, infatti, l’esecuzione di una serie di perquisizioni nelle sedi DB di Berlino e Francoforte.
L’ipotesi di reato è pesantissima (ma da dimostrar): riciclaggio di denaro. E così gli investitori continuano ad interrogarsi non tanto sulla solidità delle accuse ma soprattutto su quelle che potrebbero essere le ripercussioni in borsa al di là della reazione di pancia, normalissima, che c’è già stata ieri e che sembra proseguire anche oggi.
Caso Deutsche Bank tra perquisizioni e sospetti di riciclaggio
E’ notizia di ieri che Deutsche Bank è stata interessata da una serie di perquisizioni disposte dalla procura di Francoforte nell’ambito di un’indagine su presunti casi di riciclaggio di denaro. Circa trenta agenti della polizia federale, in abiti civili, hanno effettuato controlli presso la sede centrale del gruppo e in una filiale di Berlino, con l’obiettivo di acquisire documentazione e dati informativi.
In una nota ufficiale, l’istituto ha confermato l’esistenza dell’indagine, sottolineando la piena collaborazione con le autorità inquirenti, ma senza fornire ulteriori dettagli. Il perimetro dell’inchiesta riguarda presunti rapporti commerciali intrattenuti con società estere che potrebbero essere state utilizzate come veicolo per operazioni di riciclaggio. Al centro delle verifiche vi è il rispetto delle procedure antiriciclaggio (AML) e, in particolare, la tempestività delle segnalazioni di operazioni sospette alle autorità competenti.
Secondo indiscrezioni riportate da diversi media tedeschi, tra cui la Süddeutsche Zeitung, una delle piste seguite dagli inquirenti potrebbe coinvolgere Roman Abramovich, oligarca russo ed ex cliente della banca, colpito da sanzioni europee dal 2022 per i suoi legami con il Cremlino. L’ipotesi, non confermata ufficialmente, è che alcune transazioni riconducibili a società vicine all’imprenditore non siano state segnalate con la necessaria rapidità.
C’è da dire che il caso non rappresenta un episodio isolato nella storia recente di Deutsche Bank. Già nel 2022 l’istituto era stato oggetto di perquisizioni analoghe sempre a Francoforte, nell’ambito di precedenti indagini sul riciclaggio. Nello stesso anno, la banca e la controllata DWS erano finite sotto inchiesta per presunti casi di greenwashing, a conferma di una fase complessa sul fronte della compliance.
Nonostante questi “precedenti” è chiaro che sarà l’evoluzione della nuova indagine ad essere un fattore chiave da monitorare. Eventuali carenze nei controlli interni potrebbero tradursi in sanzioni, costi legali e maggiore pressione regolamentare, elementi che rischiano di pesare sulla valutazione del titolo nel breve e medio periodo, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni sul piano operativo e patrimoniale. Nulla di strano perchè da sempre gli investitori sono molto sensibili ai rischi legali e reputazionali delle società quotate.
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