Le azioni Gerresheimer registrano un crollo violento in apertura di seduta, dopo che il gruppo tedesco specializzato in soluzioni e contenitori per il settore medicale ha lanciato un nuovo allarme sui conti. La società ha rivisto al ribasso le prospettive per il 2025, ammettendo che l’indagine contabile in corso potrebbe avere un impatto significativo su ricavi, margini e utili.
Il titolo è arrivato a perdere circa il 32% nelle prime ore di contrattazione in Germania, segnale evidente di una perdita di fiducia da parte del mercato.
Indagine sui ricavi e nuovo revisore: cosa sta succedendo
L’attuale fase di turbolenza nasce dalla decisione dell’autorità di vigilanza finanziaria tedesca di avviare un controllo sui bilanci al 30 novembre 2024. L’attenzione si concentra in particolare sulle modalità di riconoscimento dei ricavi su alcuni contratti con clienti, che potrebbero essere stati contabilizzati in anticipo.
Per fare chiarezza, Gerresheimer ha incaricato una seconda società di revisione indipendente di esaminare:
- il corretto riconoscimento dei ricavi
- le pratiche contabili adottate nel 2024
- i criteri applicati per l’esercizio 2025
Secondo quanto comunicato dalla società, dalle verifiche preliminari emergerebbero violazioni delle linee guida interne e dei principi contabili internazionali IFRS da parte di singoli dipendenti. L’esito definitivo dell’indagine influenzerà direttamente le prospettive economiche del prossimo anno.
Nel frattempo, la pubblicazione dei risultati finanziari, inizialmente prevista per il 26 febbraio, è stata rinviata. Una nuova data verrà concordata con il revisore.
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Taglio delle previsioni 2025: ricavi in calo e margini ridotti
Il gruppo ha aggiornato al ribasso le stime per il 2025, delineando uno scenario decisamente più prudente rispetto alle indicazioni precedenti.
Nel dettaglio:
- i ricavi sono ora attesi nella parte più debole della precedente forchetta, tra -4% e -2%, o leggermente migliori
- il margine EBITDA previsto scende al 16,5%-17,5%, contro il precedente 18,5%-19,0%
- l’utile per azione rettificato potrebbe registrare una contrazione a doppia cifra elevata, con il rischio di scivolare in territorio negativo
Si tratta di una revisione che pesa sia in termini operativi sia in termini di credibilità finanziaria, soprattutto dopo una serie di profit warning già comunicati nei mesi scorsi.
Cambi ai vertici e tensioni interne
Le difficoltà contabili hanno avuto ripercussioni anche sulla governance. L’ex amministratore delegato Dietmar Siemssen ha lasciato l’azienda dopo una fase segnata da ripetuti avvertimenti sugli utili e da un forte deprezzamento del titolo. Il direttore finanziario Bernd Metzner si era già dimesso nei mesi precedenti.
La combinazione tra indagine, revisione delle stime e turnover ai vertici alimenta l’incertezza sulla stabilità strategica del gruppo.
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Cessione dell’unità Centor negli Stati Uniti
Per rafforzare la struttura finanziaria, Gerresheimer ha annunciato l’intenzione di vendere Centor, la divisione americana specializzata nel packaging farmaceutico. L’operazione rientra in una strategia di consolidamento del bilancio e di focalizzazione sulle attività ritenute core.
Parallelamente, la società ha chiarito che non procederà nel 2026 alla vendita della propria attività nel vetro stampato, scelta che suggerisce una revisione più ampia delle priorità industriali.
Le prospettive per il 2026
Guardando oltre l’attuale fase di incertezza, Gerresheimer indica per il 2026 un obiettivo di ricavi compreso tra 2,3 e 2,4 miliardi di euro. Tuttavia, il raggiungimento di questo traguardo dipenderà dalla conclusione dell’indagine contabile e dalla capacità del gruppo di ricostruire la fiducia degli investitori.
Per il mercato, il punto chiave resta uno: finché non ci sarà piena chiarezza sui conti e sui criteri di riconoscimento dei ricavi, il titolo potrebbe continuare a mostrare elevata volatilità.
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