Il mercato sta reagendo con nervosismo alla pubblicazione del nuovo piano industriale 2026-2030 di Eurotech, con il titolo che registra un crollo del 10%, attestandosi a 0,9 euro. La flessione segue l’annuncio contestuale di un aumento di capitale in opzione del valore massimo di 17,49 milioni di euro, pensato per sostenere l’implementazione della strategia e riequilibrare la struttura finanziaria del gruppo. Lato tecnico, l’operazione prevede l’emissione di quasi 21 milioni di nuove azioni ordinarie, offerte nel rapporto di sei nuove azioni ogni 11 possedute al prezzo di 0,833 euro ciascuna, con uno sconto dell’11,5% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp) e del 13,3% rispetto alla media dei prezzi degli ultimi 30 giorni.
Il mercato ha interpretato la manovra come diluitiva nel breve periodo, nonostante l’obiettivo dichiarato sia rafforzare la capacità di investimento del gruppo nello sviluppo di edge computer e soluzioni IoT. L’impegno dell’azionista di riferimento, Emera Srl, a sottoscrivere la propria quota di 4,3 milioni e le eventuali azioni inoptate fino a 11,4 milioni rappresenta un segnale di sostegno, ma non ha impedito la reazione negativa del titolo, sottolineando la cautela degli investitori sulle implicazioni immediate dell’aumento capitale Eurotech. L’offerta si svolgerà dal 2 al 19 febbraio, con i diritti quotati fino al 13 febbraio.
Dettagli dell’aumento di capitale Eurotech
L’aumento di capitale Eurotech è il cuore finanziario del piano 2026-2030, finalizzato a sostenere investimenti mirati su tre pilastri strategici: hardware, software & AI e servizi & cybersecurity. L’hardware proprietario e personalizzabile consente il controllo della proprietà intellettuale e cicli di vita più lunghi; il software abilita funzionalità di intelligenza artificiale e orchestrazione applicativa; i servizi e la cybersecurity generano ricavi ricorrenti, rafforzando il legame con i clienti.
L’operazione mira a fornire le risorse necessarie per finanziare la strategia senza ricorrere a debito aggiuntivo, ma la diluizione immediata e lo sconto sulle nuove azioni hanno pesato sul sentiment del mercato. In termini pratici, per gli azionisti esistenti il prezzo di ingresso per mantenere la quota proporzionale comporta un esborso aggiuntivo, mentre chi non partecipa vedrà ridotta la propria percentuale di controllo. Questi fattori potrebbero spiegare almeno in parte il crollo azioni Eurotech, nonostante il progetto sia orientato a un recupero della redditività e della crescita strutturale nei prossimi anni.
Prospettive operative e strategiche del piano 2026-2030 di Eurotech
Per quello che riguarda il piano industriale, il management guidato da Massimo Milan prevede una fase iniziale di stabilizzazione nel 2026 e nel 2027, con EBITDA positivo già dal 2026, sostenuto da un incremento degli ordini del 25% a fine 2025 e dal completamento delle azioni di razionalizzazione avviate. Il ritorno a un EBIT positivo è atteso nel 2027, mentre dal 2028 la società punta a una crescita più significativa, con ricavi stimati a circa 80 milioni nel 2028 e 100 milioni nel 2030.
Al momento il piano sembra concentrarsi solo sulla crescita organica, senza acquisizioni esterne, sebbene Eurotech resti attenta a opportunità capaci di accelerare la strategia. Ciò significa che gli investitori dovrebbero bilanciare il potenziale a medio-lungo termine con l’impatto immediato dell’aumento di capitale e della diluizione.
Quindi il crollo azioni Eurotech riflette il timore del mercato per l’aumento di capitale, ma questo non toglie che ci sia comunque interesse per un piano industriale strutturato e orientato alla crescita sostenibile nel segmento IoT e edge computing.
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