Dopo circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni a Piazza Affari, leazioni Italgas stanno perdendo lo 0,3% a 10,38 euro, portando il rialzo dell’ultimo mese ad appena +1,67%. Una performance sottotono, soprattutto se confrontata con un Ftse Mib che oggi, pur tra molte incertezze e con le banche ancora in rosso, prova a rimbalzare segnando un modesto +0,3% dopo due sedute terribili in scia alla guerra in Medio Oriente.
Il titolo fa quindi peggio dell’indice di riferimento e questo nonostante la pubblicazione dei conti 2025 e le indicazioni sul dividendo 2026. Dalle azioni Italgas ci si poteva attendere qualcosa in più, almeno in termini di appeal di breve periodo. E invece il mercato resta freddo. Vediamo perché.
Conti 2025 solidi: ricavi ed Ebitda in forte crescita
I numeri del 2025 hanno mostrato un gruppo in espansione, anche grazie al consolidamento di 2i Rete Gas dal 1° aprile 2025. I ricavi totali si sono attestati a 2,54 miliardi di euro, in crescita del 45,7% rispetto agli 1,74 miliardi del 2024. Su base adjusted, i ricavi sono stati pari a 2,48 miliardi, con un incremento del 39,7%.
Ancora più marcata la crescita della redditività operativa. L’Ebitda adjusted è salito a 1,88 miliardi di euro, in aumento del 39,4% rispetto agli 1,35 miliardi dell’anno precedente. Il miglioramento riflette le sinergie e le efficienze legate all’integrazione di 2i Rete Gas, oltre all’aumento dei ricavi regolati della distribuzione.
Il risultato operativo (EBIT) adjusted è cresciuto del 46,9%, passando da 820,7 milioni a 1,21 miliardi di euro. Anche l’utile netto adjusted attribuibile al gruppo ha mostrato un progresso significativo: 674,5 milioni di euro, in aumento del 33,1% rispetto ai 506,6 milioni del 2024, nonostante l’impatto di maggiori oneri finanziari legati all’acquisizione.
In sintesi, sotto il profilo industriale e operativo il 2025 per Italgas è stato un anno di forte espansione. Eppure il titolo non reagisce.
Indebitamento in forte aumento: il vero nodo per il mercato
Il punto critico è rappresentato dalla struttura finanziaria. A fine 2025 la posizione finanziaria netta era negativa per 10,87 miliardi di euro, rispetto ai 6,76 miliardi di inizio anno. L’incremento riflette principalmente l’esborso per l’acquisizione di 2i Rete Gas e il consolidamento del relativo debito.
È vero che l’operazione è stata sostenuta anche da un aumento di capitale da 1,02 miliardi di euro e da flussi di cassa operativi robusti (1,63 miliardi), ma il salto dell’indebitamento è significativo. In un contesto di tassi ancora elevati e mercati obbligazionari volatili, questo elemento pesa sulle valutazioni.
Il mercato sembra quindi scontare una fase in cui la priorità sarà l’integrazione e la gestione della leva finanziaria più che una crescita ulteriore. Anche perché l’aumento degli oneri finanziari ha già iniziato a farsi sentire sull’utile netto, pur in presenza di un miglioramento operativo.
Per un investitore orientato alla stabilità, Italgas resta un titolo regolato con flussi relativamente prevedibili. Ma in questa fase l’equity story appare meno lineare di quanto i soli numeri di conto economico potrebbero suggerire.
Cash flow, investimenti e dividendo 2026
Dal punto di vista della generazione di cassa, il 2025 di Italgas ha mostrato elementi positivi. Il flusso di cassa da attività operativa è stato pari a 1,63 miliardi di euro. Considerando investimenti netti per 1,09 miliardi, il gruppo ha generato un free cash flow pre-M&A di 518,9 milioni di euro.
Gli investimenti tecnici hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro, in aumento del 35,7% rispetto agli 887 milioni del 2024. Un dato coerente con il piano di sviluppo della rete e con l’integrazione delle nuove attività.
Sul fronte remunerazione, il consiglio di amministrazione proporrà un dividendo 2026 (relativo all’esercizio 2025) pari a 0,432 euro per azione. Con un prezzo di riferimento intorno a 10,41 euro, la cedola offre un rendimento di circa 4,15%. Lo stacco è previsto per il 18 maggio 2026, con pagamento dal 20 maggio.
Un rendimento superiore al 4% è interessante nel panorama utility europeo. Tuttavia, non è sufficiente a generare un vero rerating del titolo. Il mercato sembra considerarlo adeguato ma non straordinario, soprattutto alla luce dell’aumento del debito e della necessità di finanziare ulteriori investimenti.
In altre parole, conti solidi e dividendo stabile non bastano per creare appeal immediato. Il titolo viene percepito come difensivo, ma non come catalizzatore di performance,
Perché il mercato resta tiepido sulle azioni Italgas
La reazione piatta delle azioni Italgas suggerisce che i risultati fossero in larga parte attesi e già incorporati nei prezzi. L’operazione 2i Rete Gas ha ampliato perimetro e dimensioni, ma ha anche aumentato il profilo di rischio finanziario.
In un mercato che premia storie di crescita esplosiva o bilanci ultra-solid, Italgas si colloca in una via di mezzo: utility regolata, crescita per linee esterne, dividendo interessante ma non eccezionale, leva finanziaria più elevata.
Per l’investitore orientato al reddito, il titolo resta coerente in un portafoglio difensivo. Ma per chi cerca extra-rendimento o una narrativa di forte espansione, l’appeal appare limitato nel breve periodo.
I numeri 2025 sono buoni, il dividendo 2026 è decisamente interessante ma per ora non basta a riaccendere l’interesse anche perchè a gravare sugli indici c’è sempre la tensione creata dalla situazione in Medio Oriente.
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