Forse qualcuno si attendeva già un rimbalzo dopo la pesante flessione di ieri ma, almeno per adesso, le azioni MPS continuano ad essere sotto pressione. A certificarlo è l’andamento in borsa del titolo con i prezzi che, arrivati quasi a metà seduta, segnano un ribasso del 2 per cento secco a 8,16 euro che vale la maglia nera sul Ftse Mib. Nonostante la flessione, però, la banca toscana non si sta avvicinando al giro di boa sui minimi intraday visto che questi sono stati raggiunti attorno alle 10,30 a quota 8,08 euro. 3
L’impressione è che il titolo toscano pur restando molto debole in scia alla notizia dell’indagine della procura di Milano sulla scalata a Mediobanca, per adesso stia riuscendo a non perdere contatto con gli 8 euro. A proposito di andamento, comunque, attenzione a non drammatizzare eccessivamente quello che sta accadendo perchè è vero MPS ieri è andata picco e anche oggi è in ribasso mostrando di non essere in grado di rimbalzare, tuttavia rispetto a un mese fa i prezzi sono in rialzo del 10 per cento e da inizio anno spicca addirittura una progressione del 21 per cento. Ciò significa che, almeno allo stato attuale dei fatti, non c’è una fuga dal titolo ma un semplice forte ribasso che è agevolato anche dalle alte quotazioni del titolo.
Le ultime novità sull’inchiesta
La “bomba” è esplosa ieri pomeriggio è infatti travolto di vendite le azioni Monte dei Paschi. C’è un’inchiesta della procura di Milano che ipotizza una sorta di accordo sia sulla privatizzazione della banca toscana che sulla successiva scalata su Mediobanca tramite la riuscita OPAS.
I reati ipotizzati a carico dell’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone del presidente di Luxottica e della controllante lussemburghese Delfin, Francesco Milleri, sono ostacolo alle autorità di vigilanza e manipolazione del mercato. I tre manager, in accordo tra loro, avrebbero volutamente occultato alla Consob e alla BCE Una sorta di coordinamento da dietro le quinte dell’operazione avviata nel novembre 2024 quando Caltagirone e la Delfin acquisirono il 7 per cento di MPS venduto dal Tesoro che all’ora era azionista di riferimento.
L’indagine farà il suo corso e nessuno può dire come evolverà. Certa però è la risposta che è arrivata dai soggetti inquisiti. Già ieri Monte dei Paschi aveva confermato di aver ricevuto un decreto di perquisizione dalla Procura e un avviso di garanzia a carico dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che è indagato per ostacolo alla vigilanza e manipolazione del mercato. Siena ha però ribadito la totale correttezza del suo operato per tutta l’operazione e si è messa a completa collaborazione dei magistrati.
Anche il gruppo Caltagirone e la Delfin hanno confermato le indagini ribadendo la fiducia nella magistrature.
Per adesso nessuna reazione da parte degli analisti
Gli analisti hanno per ora lasciato invariato il loro giudizio sulle azioni Monte dei Paschi e quindi non deve stupire se la view sulla quotata resti bullish. Il target price medio è addirittura a 9,75 euro quindi siamo molto sopra alle quotazioni attuali con un potenziale di upside consistete. Ultima valutazione sul titolo toscano è quella rilasciata da KBW che appena pochi giorni fa aveva confermato il rating a outperform (farà meglio del settore di riferimento) con target price addirittura alzato a 10,1 euro. Ovviamente questo giudizio non tiene conto di quello che avvenuto ieri. Senza quindi entrare più di tanto nel dettaglio potrebbero esserci delle modifiche nelle valutazioni su MPS già la prossima settimana. Vedremo.
Lato tecnico, intanto, il supporto più prossimo resta in area 7,58 euro. E’ questo un livello da tenere d’occhio anche se da questa area il titolo per ora si tiene lontano reggendo la soglia psicologica degli 8 euro.
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