Se ne parla pochissimo se non per tutto quello che ci ruota attorno ma l‘OPS lanciata da Unicredit sulle azioni Banco BPM è oramai arrivata alle battute finali. L’offerta pubblica di scambio terminerà infatti il 23 luglio prossimo. L’operazione era stata avviata lo scorso 28 aprile 2025 anche se poi la Consob aveva sospeso tutto per un periodo di 30 giorni. Insomma un andamento che definire travagliato è anche poco. E’ sempre stata quasi un’OPS a metà quella lanciata da Unicredit su Banco BPM con la minaccia del governo di imporre la Golden Power a fare da spada di Damocle. Osteggiata fin dall’inizio dallo stesso management di Banco BPM, l’offerta non ha mai infiammato gli azionisti di Piazza Meda.
I risultati provvisori sull’andamento dell’OPS confermano tutto questo. Prima però di parlare di numeri, ci preme mettere in evidenza un aspetto singolare: è vero che a causa del contesto l’offerta pubblica lanciata da Piazza Gae Aulenti non ha mai avuto storia ma entrambi i titoli convolti hanno invece beneficiato di un alto appeal. A dirlo non siamo noi ma sono i numeri: alla data di avvio dell’OPS le azioni Banco BPM scambiavano a 9,88 euro mentre ora sono a 10,66 euro; Unicredit invece è passata dai 51,74 euro del 28 aprile agli attuali oltre 60 euro. Insomma l’OPS a metà con tutta probabilità non porterà a niente di concreto (facendo così saltare il primo perno del complesso risiko del settore bancario italiano) ma di certo è stata ben sfruttata dai trader con approccio più speculativo.
Tra l’altro, trattandosi di due quotate italiane, su Banco BPM e Unicredit si può operare anche con il nuovo servizio di trading nazionale che di recente è stato lanciato dal broker eToro.
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I risultati aggiornati dell’OPS di Unicredit su Banco BPM
E ora parliamo appunto di risultati sia pure parziali. Stando a quanto comunicato da Borsa Italiana, alla data del 9 giugno risultano essere state portate in adesione all’OPS un totale di 1.925.342 azioni di Banco BPM, valore pari allo 0,12707 per cento delle azioni oggetto dell’offerta. Si tratta di un ammontare bassissimo che, altro elemento di certo non di buon auspicio, non ha mai registrato scossoni improvvisi. Il trend giornaliero delle adesioni, infatti, è sempre rimasto sugli stessi bassi livelli. Giusto per fare un esempio, sempre i dati di Borsa Italiana hanno rivelato come nella sola seduta di mercoledì 9 luglio siano state apportate all’offerta 44.022 azioni Banco BPM.
Ricordiamo che le azioni ordinarie di Piazza Meda acquistate sul mercato nei giorni 22 e 23 luglio 2025 non possono essere apportate in adesione alla stessa OPS.
Con questi numeri c’è ben poco da sperare sulla riuscita dell’operazione a meno che qualcosa non si sblocchi all’improvviso. Qualche data calda da qui al 23 luglio, data ufficiale di termine dell’OPS, ci sarebbe. Entro il 16 giugno arriverà la sentenza del TAR del Lazio in merito proprio all’uso del Golden Power da parte del governo. Ieri c’è stata la prima udienza dei giudizi amministrativi sulla legittimità delle prescrizioni imposte dal governo. Intanto però ha preso la parola la Commissione UE. Stando a quanto anticipato da Bloomberg, Bruxelles potrebbe presto inviare al governo italiano una missiva in cui viene chiesto di ritirare i paletti che l’esecutivo ha imposto all’OPS su Banco BPM con il decreto golden power. Addirittura l’Europa potrebbe minacciare una procedura di infrazione contro l’Italia per violazione del diritto UE. Sempre stando alle indiscrezioni la Commissione UE sarebbe del parere che solo Bruxelles possa avere il potere legale di imporre condizioni all’operazione.
Inutile dire che la combo sentenza del TAR del Lazio e lettera di scomunica dell’UE potrebbero generare un terremoto soprattutto a livello politico. Resterebbero però tutte da vedere le conseguenze sull’OPS.
L’andamento delle azioni Banco BPM e Unicredit durante l’OPS
Come abbiamo già anticipato ad inizio articolo, Unicredit e Banco BPM in borsa hanno tratto beneficio dall’OPS. Il titolo di Piazza Gae Aulenti proprio ieri ha sfondato il muro dei 60 euro per azione (oggi è in atto un ritracciamento) e da inizio anno risulta essere apprezzato del 57 per cento; Banco BPM invece da inizio anno è salita del 37 per cento mentre su base annua la progressione è addirittura del 69 per cento. Insomma due tra i migliori titoli di tutto il paniere di riferimento di Piazza Affari.
I trader avranno avuto modo di consolarsi per l’impasse fin da subito sorto su questa particolare offerta pubblica di scambio da sempre appesa al filo dell’incertezza.
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