Oggi 16 febbraio 2026 la borsa di Wall Street resta chiusa per la festività del Presidents’ Day. Il New York Stock Exchange (NYSE) e il Nasdaq rimarranno fermi per l’intera giornata, così come il mercato obbligazionario statunitense. Le contrattazioni riprenderanno regolarmente domani, martedì 17 febbraio.
Per trader e investitori, sapere quando la borsa americana è chiusa non è un dettaglio secondario. La piazza statunitense rappresenta infatti il principale barometro finanziario globale e la sua assenza modifica dinamiche di liquidità, volatilità e flussi anche sugli altri mercati, inclusi quelli europei.
Vediamo allora cosa significa il Presidents’ Day, quali effetti produce la chiusura di Wall Street e come si può operare in alternativa.
Cos’è il Presidents’ Day e perché Wall Street è chiusa
Il Presidents’ Day, formalmente noto come Washington’s Birthday, è una festività federale statunitense che cade il terzo lunedì di febbraio. Nasce per celebrare la nascita di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti, ma nel tempo è diventato un giorno dedicato a tutti i presidenti americani.
Essendo una festività federale, comporta la chiusura degli uffici governativi e di numerosi servizi pubblici. Anche le principali piazze finanziarie statunitensi, come NYSE e Nasdaq, osservano la pausa. Non si tratta quindi di una chiusura straordinaria, ma di un evento previsto dal calendario ufficiale delle Borse USA.
Il prossimo stop programmato dopo il Presidents’ Day sarà in occasione del Good Friday, il Venerdì Santo, quando i mercati americani torneranno a fermarsi.
Mercati USA chiusi: cosa succede ai futures
Se il mercato azionario e quello obbligazionario restano chiusi, non si ferma completamente l’operatività sui derivati. I principali mercati dei futures, come il Chicago Mercantile Exchange (CME) e l’Intercontinental Exchange (ICE), operano con orari modificati.
Nel dettaglio, il CME Globex ha riaperto domenica sera (ora italiana) e sospenderà le contrattazioni nel tardo pomeriggio di oggi, per poi riprendere in serata. Questo consente agli operatori di negoziare futures su indici, valute, materie prime e tassi, ma con volumi generalmente ridotti e liquidità inferiore rispetto a una giornata standard.
Per chi opera sui futures sugli indici americani, come quelli su S&P 500 o Nasdaq 100, è fondamentale tenere conto di spread più ampi e movimenti talvolta meno affidabili, proprio a causa della minore partecipazione degli investitori istituzionali.
Effetti della chiusura di Wall Street sulle Borse europee
L’assenza della controparte americana modifica l’equilibrio dei mercati azionari globali.
In primo luogo, si registra spesso un calo dei volumi di scambio. Molti grandi investitori internazionali, in particolare i fondi statunitensi, non sono operativi, e questo si traduce in minore liquidità anche su piazze come Milano, Francoforte o Parigi.
In secondo luogo, la volatilità può ridursi durante la giornata, soprattutto nel pomeriggio, quando normalmente entra in scena Wall Street con l’apertura delle contrattazioni USA. Senza il riferimento americano, le borse europee tendono a muoversi in modo più tecnico e meno direzionale.
Esiste però anche uno scenario alternativo: in assenza della guida di Wall Street, i mercati europei possono diventare più sensibili a notizie macroeconomiche locali o a dati societari. In queste giornate, infatti, il focus si sposta maggiormente su trimestrali, dati PMI, inflazione o decisioni delle banche centrali europee.
Come operare con Wall Street chiusa
La chiusura della Borsa americana non significa necessariamente stop all’operatività. Esistono diverse alternative per chi vuole restare attivo sui mercati.
Una prima opzione è concentrarsi sulle borse europee. Piazza Affari, il DAX tedesco o il CAC 40 francese restano pienamente operativi e possono offrire opportunità, soprattutto in presenza di notizie societarie o macro rilevanti. Tuttavia, è consigliabile adottare un approccio prudente, considerando la minore liquidità complessiva.
Un’altra possibilità è operare sui futures quotati al CME o all’ICE, tenendo conto degli orari ridotti e dei volumi più bassi. In queste condizioni, una gestione attenta del rischio diventa ancora più importante, con stop loss ben calibrati e dimensionamento corretto delle posizioni.
Anche il mercato delle valute (Forex), che resta aperto secondo il consueto calendario globale, può rappresentare un’alternativa interessante. Tuttavia, l’assenza degli operatori statunitensi può influenzare la dinamica del dollaro, riducendo temporaneamente la volatilità o alterando i flussi abituali.
Strategie di breve e medio periodo
Dal punto di vista strategico, una giornata di chiusura di Wall Street può essere sfruttata per rivedere il portafoglio e pianificare le prossime mosse. In assenza del flusso continuo di dati e movimenti provenienti dagli Stati Uniti, molti investitori approfittano di queste pause per analizzare trend, supporti e resistenze.
Per chi opera nel breve periodo, è generalmente consigliabile evitare eccessi di leva finanziaria. La liquidità ridotta può amplificare movimenti improvvisi, soprattutto su strumenti derivati.
Per chi investe con orizzonte di medio-lungo termine, la chiusura di una singola seduta ha impatto limitato. Tuttavia, è utile monitorare i futures USA in serata, che spesso anticipano il tono della riapertura ufficiale del giorno successivo.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la seduta successiva alla festività. Alla riapertura di Wall Street, possono verificarsi movimenti più marcati se durante la pausa sono intervenuti eventi macroeconomici o geopolitici rilevanti. Per questo motivo, chi mantiene posizioni aperte su titoli o strumenti correlati agli Stati Uniti dovrebbe monitorare con attenzione le notizie e valutare l’eventuale adeguamento delle coperture.
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